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Giornata della memoria 2015: 70 anni dalla liberazione di Auschwitz

Ricorre proprio quest'anno il settantesimo anniversario della liberazione di Auschwitz. E' la Giornata della Memoria 2015

Giornata della Memoria 2015

In questi giorni seicento ragazzi partiti da Firenze con il Treno della memoria stanno visitando il campo di concentramento di Auschwitz, dal 1979 diventato patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO.

Una celebrazione significativa in vista del 27 gennaio, quindicesima Giornata della Memoria 2015, che in Italia venne istituita nel 2000 al fine di

ricordare la Shoah, le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati

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Proprio settant’anni fa il campo di concentramento di Auschwitz venne liberato. L’apertura dei suoi cancelli svelò un orrore fino a quel momento inimmaginabile e che è importante rievocare sempre per far sì che le nuove generazioni non dimentichino.

Ad accogliere i ragazzi la scritta "Arbeit Macht Frei" (il lavoro rende liberi), i filari di filo spinato, il “Muro della Morte” dove al loro arrivo i bambini venivano separati da mamma e papà, le mogli dai mariti. Una divisione che per molti significò un addio.
     E ancora, il terribile Blocco 11 dove chi entrava non usciva vivo; il Blocco 10 dove il dottor Mengele conduceva i suoi assurdi e terribili esperimenti, i magazzini dove sono ammucchiate valigie, borse, scarpe e oggetti comuni dei deportati, il crematorio dove per la prima volta venne sperimentato  il gas letale Ziclon B che uccise migliaia di persone e infine i Padiglioni, divisi per nazionalità, per ricordare chi la liberazione di Auschwitz non la vide mai.  

Giornata della Memoria, come spiegarla ai bambini

Come raccontare questo orrore ai bambini?

Le parole muoiono in gola ma tutti i sopravvissuti all’Olocausto invitano a studiare, guardare, leggere, ascoltare le testimonianze e conservarle dentro di noi, per poterle trasmettere ai più piccoli anche quando l’ultima voce sopravvissuta ai campi di concentramento si sarà spenta.

Questa poesia, tratta da Il Paese dei bambini che sorridono,  ricorda i tantissimi bambini morti nei campi di concentramento.

C'è un paio di scarpette rosse
numero ventiquattro
quasi nuove:
sulla suola interna si vede
ancora la marca di fabbrica
Schulze Monaco
c'è un paio di scarpette rosse
in cima a un mucchio
di scarpette infantili
a Buchenwald
più in là c'è un mucchio di riccioli biondi
di ciocche nere e castane
a Buchenwald
servivano a far coperte per i soldati
non si sprecava nulla
e i bimbi li spogliavano e li radevano
prima di spingerli nelle camere a gas

c'è un paio di scarpette rosse
di scarpette rosse per la domenica
a Buchenwald
erano di un bimbo di tre anni
forse di tre anni e mezzo
chi sa di che colore erano gli occhi
bruciati nei forni
ma il suo pianto
lo possiamo immaginare
si sa come piangono i bambini
anche i suoi piedini
li possiamo immaginare
scarpa numero ventiquattro
per l'eternità
perché i piedini dei bambini morti
non crescono
c'è un paio di scarpette rosse
a Buchenwald
quasi nuove
perché i piedini dei bambini morti
non consumano le suole...

JOYCE LUSSU

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