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25 anni di diritti dei bambini: facciamo un bilancio

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Cosa è stato fatto negli ultimi 25 anni per tutelare i bambini e i ragazzi di tutto il mondo? I bilanci della Giornata Internazionale dell'Infanzia

Giornata Internazionale dell'Infanzia

Il 20 novembre 2014, in occasione della Giornata Mondiale dell’Infanzia, si celebrano i 25 anni della Convenzione ONU sui diritti dell'infanzia e dell'adolescenza, il trattato sui diritti umani più ratificato della storia.

Tante le iniziative in tutto il  mondo e in Italia. In prima linea l’UNICEF che presenta proprio in questa occasione il rapporto annuale dell'UNICEF “La condizione dell’infanzia nel mondo" (State of the World Children - SOWC), quest'anno intitolato "Immaginare il futuro: l’innovazione per tutti i bambini”.

La pubblicazione focalizza l’attenzione sui principali traguardi raggiunti, grazie anche alle azioni e alle politiche sollecitate dalla Convenzione, in materia di progressi nei diritti dell’infanzia sia a livello internazionale, che nazionale.

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Anche Save The Children presenta in occasione della Giornata Mondiale dell’Infanzia il suo bilancio, fatto di luci ed ombre. Cosa è stato fatto in un quarto di secolo per difendere i bambini?
Nel mondo 1 milione di bambini vive in aree in conflitto e più di 1 miliardo e mezzo sperimenta qualche forma di violenza ; 650 milioni sono in povertà estrema;  57 milioni non frequentano la scuola primaria e 250 milioni sono fuori da un percorso di istruzione e apprendimento. E in Italia i bambini rappresentano il 16,7% della popolazione, ma ben il 13,8% vive in condizioni di povertà assoluta.

Save The Children ricorda che grazie alla ratifica da parte dell’Italia della Convenzione ONU numerose leggi sono state fatte per tutelare i bambini, eppure si registra ancora una allarmante  crescita del disagio e impoverimento fra i minori, sia a livello sociale che educativo: il 13,8%  - pari a oltre 1,4 milioni - vive in povertà assoluta e la dispersione scolastica è al 17%, 7 punti percentuali sopra l’obiettivo europeo.

I diritti dei bambini e dei ragazzi, come tutelarli?

Inoltre abbiamo assistito ad un calo progressivo della popolazione infantile che negli ultimi venticinque anni è passata dal 22% al 16,7%. Una riduzione mitigata solo dall’arrivo di bambini stranieri (che rappresentano il 10% del totale).

La forte diminuzione del numero dei bambini è un segno evidente delle incertezze che rendono sempre più difficile per i giovani, e in particolare per le giovani donne,  programmare il proprio futuro. Allo stesso tempo, i dati dimostrano in modo inequivocabile come nel nostro Paese, al crescere del numero dei figli cresce nelle famiglie l’incidenza della povertà. Nonostante gli impegni assunti, sino ad oggi il nostro Paese non è stato in grado di dotarsi di una infrastruttura sociale ed educativa in grado di supportare i bambini e i genitori nei primi anni di vita. Basti pensare alla carenza – quando non alla totale mancanza – di servizi quali gli asili nido in molte regioni italiane. Ed è scandaloso che ancora oggi buona parte delle risorse europee dedicate agli asili nido restino ancora non spese, mentre sarebbe urgente ridefinire il ruolo stesso degli asili nido, da considerarsi non più servizi a domanda individuale ma servizi essenziali, così come previsto da un disegno di legge attualmente in discussione in parlamento”,

dichiara Raffaela Milano, Direttore Programmi Italia-Europa di Save the Children.

Preoccupanti anche i dati relativi alla dispersione scolastica: il 98,4% dei bambini va alla scuola dell’infanzia, tra i 3 e i 5 anni, ma poi la percentuale di bambini “dispersi” sale al 17%. In genrale comunque si registra una povertà educativa legata anche all’offerta di attività culturali extrascolastiche che pregiudica il rendimento scolastico.

Combattere la povertà educativa significa dare a tutti i bambini non solo una scuola di qualità ma anche spazi educativi sul territorio, accesso al gioco e allo sport,  possibilità di leggere libri, conoscere la musica, poter fare una gita o un campo estivo con i coetanei

sottolinea ancora Raffaela Milano.

Bambini italiani sempre più poveri

La condizione dei bambini nel mondo: progressi e sfide

Anche a livello mondiale sembra essere migliorata la vita quotidiana dei bambini ma al contempo permangono grandi criticità e aree di sofferenza. Tra i miglioramenti registrati dal 1990 ad oggi, spicca, per esempio il dimezzamento del numero di bambini che muore prima dei 5 anni per malattie curabili; la riduzione del 37% dei bambini rachitici, grazie a una migliore alimentazione e accesso al cibo; nell’arco degli ultimi 10 anni il numero di bambini costretti a lavorare è sceso di 78 milioni; 42 paesi hanno bandito le punizioni corporali.

Tuttavia ancora più di 1 milione di bambini vive in aree in conflitto e più di 1 miliardo e mezzo sperimenta una qualche forma di violenza ; 650 milioni vivono in povertà estrema e ciò comporta una grave deprivazione in termini di salute, nutrizione, educazione e protezione;  57 milioni non frequentano la scuola primaria e 250 milioni sono fuori da un percorso di istruzione e apprendimento; 230 milioni di bambini non sono registrati alla nascita e ciò li esclude da politiche e servizi in loro favore; 3 bambini su 4 sperimentano metodi “educativi” violenti  a casa.

Per approfondire

UNICEF
Save The Children

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