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Il Gioco del rispetto: tanto rumore per nulla?

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Tante polemiche per l'introduzione del Gioco del Rispetto nelle scuole di Trieste. Ma davvero i bambini si toccano?

Gioco del rispetto

“Gioco del rispetto”, un gioco nuovo e proposto alle scuole che serve a scambiarsi i ruoli per combattere gli stereotipi .

Il progetto ludico-educativo "Pari o dispari, il gioco del rispetto" sta per partire a Trieste in 45 classi della scuola dell’infanzia e non ha mancato di accendere aspre polemiche. L’attività è facoltativa, molti genitori hanno detto no e addirittura è sbarcata in Parlamento con tre interrogazioni parlamentari. Il dubbio è che questo tipo di attività sia una sorta di apripista per introdurre l’ideologa gender, ma c’è anche qualcuno che storce il naso di fronte alla possibilità che suo figlio si travesta da principessa o che i bambini possano “esplorare i corpi dei loro compagni”.

Le polemiche, insomma, hanno travolto Benedetta Gargiulio, che ha curato i contenuti creativi, e tutti quelli che hanno lavorato a questo progetto per creare i kit che vengono spediti alle scuole e i contenuti del gioco stesso (Daniela Paci, insegnante, Lucia Beltramini, psicologa e ricercatrice, Konstantina Mavroidakos che insieme a Bendetta Gargiulo ha curato creatività e contenuti)

Ma cos’è davvero il gioco del rispetto?

Lo spiega la vicesindaca di Trieste Fabiana Martini in un comunicato ufficiale:

Il Gioco del rispetto è un insieme di proposte di gioco per i bambini e le bambine delle scuole dell’infanzia, studiato per trasmettere loro il concetto dell’uguaglianza tra uomini e donne, così come sancito dalla Costituzione Italiana. Attraverso il gioco, i bambini e le bambine apprenderanno che possono e devono avere gli stessi diritti di scegliere in futuro la professione che li realizzerà, così come da piccoli scelgono i giochi da fare a casa.
L’obiettivo del Gioco del rispetto è di trasmettere il valore delle pari opportunità di realizzazione dei loro sogni personali, sia che siano maschi, sia che siano femmine.
Il Gioco del rispetto lavora per l’abbattimento di tutti quegli stereotipi sociali che imprigionano maschi e femmine in ruoli che nulla hanno a che vedere con la loro natura. Ad esempio, si mette in discussione lo stereotipo per cui i padri debbano essere dediti soltanto al lavoro e possano dedicare solo pochi minuti al giorno ai loro figli, così come le madri non siano in grado di ricoprire posizioni di responsabilità all’interno delle aziende.
L’obiettivo è quindi quello di riequilibrare quella disparità tra uomini e donne che tanti danni sta oggi creando alla nostra società, sia dal punto di vista culturale e sociale, sia dal punto di vista economico, fino a sfociare in episodi di violenza di vario tipo.
Il Gioco del rispetto è un progetto frutto di mesi di lavoro che ha anche valenza scientifica, soprattutto per l’attenzione alla misurazione dei risultati.

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CHE COSA NON È IL GIOCO DEL RISPETTO
Il Gioco del rispetto non affronta né i temi della sessualità, né quelli dell’affettività. Tra le proposte di gioco non ce n’è nessuna che riguardi l’educazione sessuale, né si toccano i temi dell’omosessualità, della corretta o non corretta composizione della famiglia.
Ciò che erroneamente e in malafede viene fatto passare come “gioco del dottore”, estrapolando frasi avulse dal contesto, è in realtà l’ennesima proposta di gioco che mira a evidenziare la capacità dei maschi di provare emozioni al pari delle femmine, per abbattere quindi lo stereotipo che vuole gli uomini privi del loro lato emotivo. Far sentire che i cuori dei bambini e delle bambine battono nello stesso modo, vuole accentuare la loro uguaglianza. Qualsiasi tentativo di attribuire malizia a questa proposta di gioco è perciò fuori luogo e offensivo nei confronti del valore educativo e scientifico del progetto.
Il Gioco del rispetto è un progetto completamente estraneo al recente e controverso dibattito sul gender ed è sufficiente documentarsi per averne evidenza.

Insomma le proposte gioco sono studiate per trasmettere il concetto di uguaglianza tra uomini e donne e per combattere gli stereotipi che cominciano a radicarsi già nell’infanzia.
Nella scatola gioco si trovano una storia inedita che racconta le vicende di Red & Blue, un bambino e una bambina che affrontano le prove avventurose del racconto, esprimendo sempre con grande libertà i loro sentimenti e le loro emozioni.

Un classico gioco di memoria, che consiste nel ricordarsi la posizione esatta delle coppie di carte che rappresentano uno stesso mestiere. Ma chi viene rappresentato in questi mestieri? Sempre un uomo e una donna, per qualsiasi categoria.
Infine ci sono altre dieci schede di gioco, che le insegnanti o gli insegnanti sono liberi di proporre ai bambini per farli divertire e contemporaneamente offrire loro la libertà di essere e di comportarsi non secondo stereotipi costruiti, ma secondo i loro naturali desideri.

E cosa rispondere a chi teme che questo gioco sia una sorta di strumento per introdurre l’educazione sessuale o, peggio, l’ideologia gender a scuola?

Il Gioco del rispetto si basa sull'approccio "gender transformative", che non significa "trasformazione del genere" e quindi del sesso, come grossolanamente (e in malafede) qualcuno sostiene in base a una superficiale traduzione letterale, ma: "trasformare le relazioni di genere inique (per esempio, quando a parità di mansioni le donne guadagnano di meno degli uomini) per promuovere il potere condiviso, il controllo delle risorse, il processo decisionale, e il supporto per l'empowerment delle donne

Per approfondire:

Pagina Facebook ufficiale

Sito ufficiale del Gioco del rispetto

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