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La fotografia di moda vista con gli occhi dei bambini

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Niños vs. Moda è il progetto dell'artista Yolanda Dominguez che ha voluto rappresentare le pubblicità di moda con le interpretazioni date dai bambini

La fotografia di moda secondo i bambini

Vedere il mondo attraverso gli occhi dei bambini è un privilegio. Nessuno come loro riesce andare alle radici di quell’ “essenziale invisibile agli occhi” di cui parlava Saint-Exupery mentre altre volte, viceversa, sanno cogliere la pura e semplice apparenza, che sfugge i nostri sguardi falsati da anni di condizionamenti e consuetudini ormai interiorizzate.

Yolanda Dominguez è un’artista spagnola che non ha paura di esporre, nei suoi lavori, le disuguaglianze sociali che sono alla base della società contemporanea. Tra le sue opere, Fashion Victims (2013) è dedicato al disastro avvenuto in una fabbrica tessile in Bangladesh, che è crollata uccidendo oltre 1000 lavoratori, mentre in Gallery (2014) mette in discussione l’invasione della privacy online nell’era digitale.

 

La sua tecnica è detta “culture jamming” (“sabotaggio culturale”): in sostanza, l’artista contesta i messaggi pubblicitari veicolati dall’industria dei media attraverso una decontestualizzazione che ne stravolge il significato.

E’ questo il principio che sta anche alla base del suo ultimo progetto, Niños vs. Moda: Yolanda ha chiesto a un gruppo di bambini di 8 anni di descrivere ciò che vedono nelle campagne di advertising create con budget stellari dai leader della moda. Le risposte dei bambini, raccolte in un video, all’inizio sono buffe e divertenti, ma ben presto la verità inizia a prendere forma nella mente di chi guarda: le donne sembrano affamate, malate, ubriache, o impaurite. Gli uomini vengono descritti come supereroi, boss, o agenti dell’FBI.

 

I grandi must della moda secondo i bambini

Yolanda ha spiegato così il suo progetto:

I bambini decodificano le immagini e rendono manifesta la violenza e la disuguaglianza implicite nel modo in cui donne e uomini vengono trattati in questi editoriali. Spesso si offrono di aiutare le donne, mentre proiettano i loro sogni e le loro ambizioni sui ruoli maschili. Questo documento rivelatore pone molte domande sui messaggi nascosti che vengono lanciati dal settore della moda. Perché colleghiamo questi tipi di immagini con il glamour e il lusso? Perché qualcuno non denuncia questa situazione? In che modo queste immagini influenzano la nostra educazione visiva?

Le disparità di genere, che probabilmente a un occhio adulto sarebbero sfuggite, sono lampanti per i bambini protagonisti del video. A proposito delle pubblicità con modelle donne dicono “Forse ha fame” “Si sente sola” o addirittura “Ha bisogno di un kit di pronto soccorso” e anche “Potrebbe morire” mentre con gli uomini “Sono felice” “Voglio andare al college” “Sono il capo”.
Purtroppo i bambini incontreranno immagini simili ogni giorno nel corso del loro sviluppo, e inevitabilmente ne saranno influenzati: il progetto di Yolanda solleva in questo senso alcune questioni fondamentali sulla natura della rappresentazione nel settore della moda.
 

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