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Perchè è meglio non pubblicare le foto dei bambini sui Social

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Il fenomeno dello sharenting è in crescita. Ecco i rischi di condividere le foto dei bambini in rete

Foto dei bambini su Internet

La tentazione di pubblicare su Facebook la foto che ritrae il nostro bambino che si è addormentato sul vasino oppure si è impasticciato di gelato è troppo forte.

I profili dei genitori sui social network sono costellati di album fotografici dei loro figli, eppure troppo spesso si sottovaluta l’impatto che lo sharenting (termine che definisce, appunto, la condivisione di foto dei figli sui social network) potrebbe avere proprio sul futuro dei bambini.

I piccoli sono esseri umani con i loro diritti e in fondo non hanno dato alcuna autorizzazione a vedere pubblicate le loro foto. Un domani potrebbero scoprire di avere una vita digitale sulla quale non hanno mai avuto controllo.

Inoltre pubblicare foto dei figli su Internet espone comunque a dei rischi, nonostante i miglioramenti che vengono proposti per garantire una sempre maggiore privacy. Ad esempio negli Stati Uniti Facebook ha appena attivato la funzione Scarpbook che consente di organizzare le proprie fotografie dividendole in album utilizzando i tag. Tuttavia il rischio di veder utilizzate le foto dei propri figli in modo improprio non è da sottovalutare.

Lo spiega bene su Repubblica Valentina Sellaroli, Pubblico Ministero presso il Tribunale per i minorenni di Torino,  che invita a fermarsi prima di condividere la foto dei bambini su Internet e riflettere su alcune cose importanti.

Innanzitutto, anche se si hanno impostazioni privacy piuttosto restrittive, il solo atto di pubblicare la foto sul social network espone il bambino ad un numero esponenzialmente maggiore di persone che possono non avere buone intenzioni. E’ poco frequente ma non irrealistico che un pedofilo decida di avvicinare un bambino visto su Internet

E’ più frequente che i pedofili utilizzino le immagini dei bambini utilizzando procedimenti di fotomontaggio per ottenere materiale pedopornografico. Una pratica piuttosto diffusa che viene utilizzata soprattutto da gruppi di pedofili che sfruttano l’opportunità offerta dalla rete di avere a disposizione bambini fotografati da poter usare per realizzare fotomontaggi appetibili sul mercato.

Bambini su Facebook, le regole per i genitori

E anche il fotomontaggio, come qualsiasi altra “rappresentazione, con qualunque mezzo di un minore degli anni diciotto coinvolto in attività sessuali esplicite, reali o simulate”, è punito dalla legge

I rischi dello sharenting riguardano anche i bambini sottratti a famiglie violente, affidati ad altre famiglie oppure adottati. I familiari possono avere uno strumento in più per rintracciare i minori e le nuove famiglie

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