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Stessi diritti per i figli naturali e figli legittimi

Al via il processo per parificare i diritti dei figli naturali e figli nati all'interno del matrimonio

Dovrebbe essere approvato presto il decreto legislativo, proposto dal presidente del Consiglio con i ministri dell'Interno, della Giustizia, del Lavoro e delle Politiche sociali, d'accordo con il ministero dell'Economia, che propone di equiparare i diritti dei figli naturali con quelli dei figli legittimi (LEGGI).



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Il documento è stato già esaminato nella riunione del preconsiglio dei ministri e si avvia quindi verso una definitiva approvazione, visto che i due rami del Parlamento lo hanno già approvato mesi fa.

Secondo le nuove disposizioni, scomparirà dai codici legislativi ogni riferimento alla distinzione tra figli naturali o legittimi, lasciando solo la parola figlio.


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Nel documento legislativo, infatti, si legge ''La parentela è il vincolo tra le persone che discendono da uno stesso stipite, sia nel caso in cui la filiazione sia ''all'interno del matrimonio, sia nel caso in cui è avvenuta al di fuori di esso, sia nel caso in cui il figlio è adottivo"

Quindi diritti uguali per tutti. Un cambiamento importante considerando che ormai al giorno d'oggi un bambino su quattro nasce al di fuori del matrimonio.

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Cosa cambierà?
Innanzitutto tutti i figli avranno pari diritti per quanto riguarda l'asse ereditario e gli effetti successori dei figli saranno validi nei confronti di tutti i parenti e non solo dei genitori.

Nel testo c'è anche un articolo che mira a modificare i termini per proporre l'azione di disconoscimento della paternità che non potrà essere intrapresa passati i cinque anni dalla nascita: la norma fa prevalere sul principio di verità della filiazione l'interesse del figlio alla conservazione dello stato.


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Nel documento si legge inoltre: "Il figlio ha diritto di essere mantenuto, educato, istruito e assistito moralmente dai genitori, nel rispetto delle sue capacità, delle sue inclinazioni naturali e delle sue aspirazioni. Il figlio ha diritto di crescere in famiglia e di mantenere rapporti significativi con i parenti. Il figlio minore (che ha compiuto gli anni dodici, e anche di età inferiore ove capace di discernimento) ha diritto di essere ascoltato in tutte le questioni e le procedure che lo riguardano".

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