gpt skin_web-famiglia-0
gpt strip1_generica-famiglia
gpt strip1_gpt-famiglia-0
1 5

Stessi diritti per i figli naturali e figli legittimi

/pictures/2017/06/27/stessi-diritti-per-i-figli-naturali-e-figli-legittimi-1844038136[981]x[409]780x325.jpeg
gpt native-top-foglia-famiglia

L'avvocato di PianetaMamma ci parla della legge del 2013 che ha eliminato qualsiasi forma di discriminazione tra figli naturali e figli legittimi. Cosa è cambiato dal punto di vista di diritti e doveri?

Figli naturali e figli legittimi

Per secoli, in Italia, i figli naturali (nati fuori dal matrimonio) non sono stati titolari di diritti ereditari ed affettivi nei confronti di padri, nonni, zii e fratelli legati invece da un vincolo legale con i loro genitori naturali. Venivano anzi definiti “illegittimi”. Questo in conseguenza di un principio del diritto romano secondo cui, poiché mater semper certa est, pater numquam (la madre è sempre certa, il padre mai), non vi è padre senza matrimonio.

Il 7 febbraio del 2014, è entrato in vigore il decreto legislativo n. 154 del 28 dicembre 2013, che ha dato luogo alla più radicale riforma del diritto di famiglia in Italia dopo la legge del ’75. la riforma prevede che, in tutti gli articoli del codice civile, le parole “figli legittimi” e “figli naturali” siano semplicemente sostituiti dalle parole “figli”.

I figli naturali hanno gli stessi diritti dei figli legittimi

La legge del 1975  

Mentre la riforma del ’75 affrontava la tematica in senso ampio e generale, le recenti misure legislative si sono concentrate invece in modo specifico sulle questioni della filiazione. Viene così superata ogni discriminazione – sia a livello personale che patrimoniale – nei confronti dei figli nati fuori dal matrimonio rispetto a quelli nati nel matrimonio, introducendo un unico status di figlio in adempimento delle Convenzioni internazionali. Nel 1975 si volle, da un lato, rendere il diritto di famiglia più adeguato alle nuove realtà sociali del secolo ventesimo che stava tramontando e, dall'altro, estirpare dal linguaggio giuridico parole ritenute non in armonia con i nuovi tempi (quali, ad esempio, «illegittimo», «adulterino», «patria potestà» ecc.).

Figli legittimi e naturali, nuova legge: La legge del 2013

Scopo della legge: eliminare qualsiasi forma di discriminazione tra figli legittimi e figli naturali, ossia nati fuori dal matrimonio. Con la nuova legge del 2013, quindi, il legislatore ha inteso non solo eliminare ogni residua discriminazione tra i figli, ma anche rendere più «moderno» il vocabolario, eliminando, riferiti ai figli (e al rapporto di filiazione) i termini «legittimo» e «naturale». Si sono, così, sostituite le parole «figlio legittimo», «figlio naturale» con le parole «figlio nato nel matrimonio», «figlio nato fuori del matrimonio». Contemporaneamente si è ritenuto antiquata la definizione dei rapporti tra genitori e figli in termini di «potestà genitoriale».

Diversamente la locuzione «responsabilità» designa sia una qualità di un soggetto (cioè la capacità che si attribuisce a un soggetto di essere in grado e perciò di dover dare risposta a causa dei suoi comportamenti, o comunque di un fatto a lui ricollegabile secondo criteri accertati) sia il processo che si sta svolgendo in forza di tale qualità. In particolare, il provvedimento modifica il codice civile e le disposizioni per l'attuazione del codice civile e disposizioni transitorie nei seguenti punti.

Diritti e doveri di figli legittimi e figli naturali, dopo la legge

  • PARENTELA: da oggi anche i figli naturali saranno considerati “parenti”. Infatti la nuova legge stabilisce che “la parentela è il vincolo tra persone che discendono da uno stesso stipite, sia nel caso in cui la filiazione è avvenuta all’interno del matrimonio, sia nel caso in cui è avvenuta al di fuori di esso, sia nel caso in cui il figlio è adottivo”. La conseguenza è che i figli naturali avranno un vincolo di parentela non solo con i genitori, ma anche con le famiglie di questi (nonni, zii, cugini);
  • RICONOSCIMENTO: il figlio “nato fuori del matrimonio può essere riconosciuto” dalla madre e dal padre “anche se già uniti in matrimonio con altra persona all’epoca del concepimento” e il riconoscimento “può avvenire tanto congiuntamente quanto separatamente”;
  • DIRITTI E DOVERI: come il figlio legittimo, anche quello naturale “ha diritto di essere mantenuto, educato, istruito e assistito moralmente dai genitori, nel rispetto delle sue capacità, delle sue inclinazioni naturali e delle sue aspirazioni”. Inoltre il figlio “ha diritto di crescere in famiglia e di mantenere rapporti significativi con i parenti”. Il genitore, a garanzia del rispetto dei suoi obblighi in materia di alimenti e mantenimento della prole, può essere obbligato dal giudice a prestare garanzie personali o reali se esiste il pericolo che possa sottrarsi all’adempimento degli obblighi suddetti. Si può arrivare sino a disporre il sequestro del bene dell’obbligato. Il figlio minore (che ha compiuto dodici anni, e anche di età inferiore ove capace di discernimento) “ha diritto di essere ascoltato in tutte le questioni e le procedure che lo riguardano”. Il figlio “deve rispettare i genitori e deve contribuire, in relazione alle proprie capacità, alle proprie sostanze e al proprio reddito, al mantenimento della famiglia finché convive con essa”. Nel caso però in cui sia stata pronunciata la decadenza della potestà genitoriale, il figlio può sottrarsi all’obbligo di prestare gli alimenti a quel genitore;
  • NOME DEL FIGLIO: il nome del bambino deve corrispondere al sesso e può essere costituito da un solo nome o da più nomi, anche separati, non superiori a tre. Nel caso siano imposti due o più nomi separati da virgola, negli estratti e nei certificati rilasciati dall’ufficiale dello stato civile e dall’ufficiale dell’anagrafe, deve essere riportato solo il primo dei nomi. Sarà possibile il riconoscimento dei figli nati da incesto, previa autorizzazione del giudice che dovrà valutare prima l’interesse del minore;
  • ADOZIONI: nei casi di adozione piena, ossia che riguardi persona minorenne, si acquisisce lo stato di figlio "nato nel matrimonio". Esclusa, invece, l’equiparazione per gli adottati maggiorenni, per i quali non sorge alcun vincolo di parentela con i parenti degli adottanti;
  • ABBANDONO E INDIGENZA: viene specificata la nozione di abbandono, con la previsione della segnalazione ai Comuni da parte dei tribunali per i minorenni delle situazioni di indigenza dei nuclei familiari. Inoltre, nel recepire la giurisprudenza della Corte Costituzionale e della Corte di Cassazione, si è deciso di limitare a cinque anni dalla nascita i termini per proporre l'azione di disconoscimento della paternità.
  • SUCCESSIONE: il decreto porta a dieci anni il termine di prescrizione per l'accettazione dell'eredità per i figli nati fuori dal matrimonio e modifica la materia della successione prevedendo la soppressione del "diritto di commutazione" in capo ai figli legittimi fino ad oggi previsto per l'eredità dei figli naturali. La nuova riforma, com’è chiaro, elimina quella discriminante che divideva i figli in categorie di serie A e B. Il provvedimento elimina così ogni discriminazione rimasta nel nostro ordinamento tra i figli nati nel e fuori dal matrimonio in modo da garantire la completa eguaglianza giuridica degli stessi e togliere dal codice civile qualunque aggettivazione alla parola figli: dal 2013 sono “TUTTI FIGLI”.
gpt native-bottom-foglia-famiglia
gpt inread-famiglia-0
Le indicazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e il lettore. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti. Disclaimer»
gpt skin_mobile-famiglia-0