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I bambini di oggi, analfabeti emotivi

L'allarme del filosofo Umberto Galimberti: i genitori di oggi sono incapaci di accudire i figli nel modo giusto e allevano una generazione di analfabeti emotivi

EDUCARE I BAMBINI AI SENTIMENTI- La nostra società è ad alto tasso di psicopatia ed è inadatta ai bambini. L'allarme è di Umberto Galimberti, filosofo e professore presso l'Università Ca'Foscari di Venezia che in un'intervista a Wise Society non usa mezzi termini: i genitori di oggi sono incapaci di amare e di parlare al cuore dei figli. Il risultato è che crescono una generazione di analfabeti emotivi, senza orientamento.

Grande studioso dei sentimenti umani, dell'amore e delle emozioni, Galimberti spiega che i sentimenti non si tramandano di generazione in generazione geneticamente, con il Dna, ma si apprendono in famiglia. E spetta ai genitori trasferire ai propri figli gli strumenti adatti per costruirsi un bagaglio emotivo, che consente di instaurare legami e relazioni significative.

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In tal senso svolgono un ruolo fondamentale quelle che il filosofo chiama "Mappe emotive", che si formano nei primi tre anni di vita del bambino e sono fondamentali perchè offrono al bambino gli strumenti giusti per reagire agli eventi che la vita pone innanzi in modo proporzionato e per "sentire il mondo".

Insomma, anche Galimberti ribadisce che i primi tre anni di vita di un individuo sono davvero un periodo-chiave, determinante per molti aspetti della vita futura. E' proprio in questo periodo che i bambini vanno seguiti, accuditi, ascoltati perchè altrimenti si convinceranno di non essere ascoltati, di non averne diritto, di non valere niente.

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Costruire le mappe emotive in questi primi tre anni significa passare dal semplice impulso, che è fisiologico e naturale, all'emozione, che è un passo evoluto rispetto all'impulso e "conosce la risonanza emotiva di quello che si compie e di quello che si vede". E infine si arriva al sentimento, che non è solo una questione emotiva ma anche cognitiva.
In questo complesso percorso di crescita emotiva e di trasformazione i genitori svolgono un ruolo di primaria importanza perchè devono fornire ai bambini tutti gli strumenti affinché si passi dall'impulso al sentimento. E il sentimento non è una dote naturale, ma si apprende.

Si apprende con i genitori e la loro capacità di trasferire questi strumenti, ma si apprende anche grazie alla società nella quale il bambino prima e adolescente poi vive e cresce.
Galimberti spiega che non tutte le società sono idonee a fare figli: i libri non vengono letti, la cultura non gioca alcun ruolo nella formazione dei giovani e loro restano a livello di impulso o al massimo di emozione.

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E la nostra società è assolutamente inadeguata, dichiara Galimberti.
Al giorno d'oggi i genitori sono troppo impegnati con il lavoro e la propria realizzazione personale, delegano l'educazione dei figli ad altri e a chi difende il concetto di "tempo di qualità", il filosofo risponde che i bambini "hanno bisogno di tempo-quantità. Hanno bisogno di essere riconosciuti passo dopo passo, disegno dopo disegno, domanda dopo domanda. Non basta fare quattro week end giocosi per avere una relazione con i figli".

Se non si aiutano i figli a costruire, da piccolissimi, le mappe emotive, essi cresceranno senza riuscire  a "sentire" nel profondo la differenza tra bene e male, tra il giusto e l'ingiusto. In questo modo i figli cresceranno come handicappati psichici e soffriranno di psicopatia. Il punto è che la loro psiche non riuscirà proprio a "registrare la situazione" a causa di una vera  e propria apatia della psiche.

Fonte: Wise Society
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