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Dove si nascondono i pedofili?

Spesso sono degli insospettabili, persone vicine alla famiglia o che contattano il bambino attraverso la rete. Come difendersi?

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Nel nostro immaginario il pedofilo è un uomo orribile, dai tratti quasi mostruosi, ma molto più spesso si cela dietro un’apparenza normale, e spesso è uno di famiglia. Non frequenta luoghi perversi e magari ha una normale vita sessuale parallela, ha moglie e figli, e non è facile da distinguere. Insomma, un insospettabile (LEGGI).

L’amore per il bambino viene considerato dal pedofilo (LEGGI) un sentimento normale, spesso quando viene scoperto si giustifica dicendo che il suo è un sentimento nobile, che è davvero innamorato, oppure che è stato il bambino a sedurlo, attribuendo, quindi, al piccolo una capacità seduttiva che non ha ancora.


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In che modo il pedofilo avvicina le sue vittime?
L’amicizia, i regali, il gioco, sono questi gli elementi che il pedofilo utilizza per avvicinare un bambino a accaparrarsi la sua fiducia. Il pedofilo appare agli occhi del bambino come una persona simpatica, magari giocherellona, affettuosa e seducente.
Le frasi più usate dai pedofili per avvicinare o circuire un bambino sono spesso legate alla seduzione “ti faccio un regalo”; oppure al gioco e alla curiosità del bambino “Ho un bel cagnolino, vuoi venire a giocare con lui?”; o ancora alle paure e al senso di colpa del bambino, una volta che l’abuso è avvenuto, “è il nostro segreto e se lo dici non ti crederà nessuno” , “Hai fatto il cattivo, non diciamolo ai tuoi genitori”.

Il web è diventato un territorio davvero fertile per i pedofili che trovano nuovi canali di comunicazione per entrare in contatto con i bambini, spesso fingendosi un coetaneo. Per questo chat room, social network e altri siti di interazione sociale vanno utilizzati dai bambini sempre con la supervisione di un adulto, in grado di sospettare se dietro un dialogo apparentemente innocente possano celarsi dei pericoli.
In tal senso è importante spiegare al bambino (LEGGI) che non bisogna avere segreti con noi, che nessuno può toccarlo se non si tratta di amici e familiari e che mai deve sentirsi a disagio quando viene toccato da una persona adulta. E quando il bambino comincia a navigare in rete bisogna insegnarli che non deve mai dare i propri dati a persone conosciute online: dove abita, il suo numero di telefono o il nome della sua scuola.


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Come parlare ai bambini dei pedofili?
Non c’è un età nella quale il bambino è troppo piccolo per risultare interessante agli occhi di un pedofilo,  e non è vero che i pedofili sono attratti da bambine vestite da donnine, anzi, ad attrarli è proprio l’innocenza e l’infanzia del bambino.



A partire dai 5 anni, quando i bambini hanno sviluppato consapevolezza del proprio corpo, di ciò che fa piacere e dell’esistenza di persone amiche e persone meno confidenti, bisogna iniziare a parlare con delicatezza dell’esistenza dei pedofili: si può iniziare dicendo che esistono anche persone che sembrano gentili e affettuose ma che possono mettere a disagio e toccare in modo sbagliato; le parti intime sono inviolabili e non può toccarle nessuno, soprattutto se questa azione provoca disagio e imbarazzo; se qualcuno mette a disagio il bambino egli non dovrà sentirsi in colpa perché a sbagliare è la persona più grande.
Lasciate che i bambini giochino con i cugini più grandi o con lo zio o l’amico di famiglia, ma fate in modo di non lasciarmi soli per troppo tempo e fate sentire la vostra presenza. Osservate i disegni dei bambini (LEGGI), chiedete loro cosa rappresentano, spesso i bambini sono confusi, si sentono in colpa e liberano le loro emozioni attraverso il disegno.

Infine, non diventiamo paranoici. E’ vero che i pedofili esistono, ed è importante che i bambini vengano messi al corrente che nel mondo esistono anche persone subdole e cattive, ma non cresciamoli instillando in loro paura e sfiducia nel prossimo.

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