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Niente dentista per i bambini: c'è la crisi

A causa della crisi economica molte famiglie rinunciano alle visite dentistiche dei bambini e aumentano le richieste negli ambulatori pubblici

Una famiglia su tre non ce la fa a rientrare nelle spese e comincia a tagliare costi ritenuti non necessari. Tra questi anche il dentista per i bambini.
Secondo un'indagine presentata in occasione dell'ultimo Congresso Nazionale del Collegio dei Docenti di Odontoiatria, infatti, nel 2012 le cure odontoiatriche pediatriche sono crollate del 40%.
Secondo le stime il 90% de bambini con meno di 14 anni (si parla di cinque milioni di bambini) avrebbe bisogno dell'apparecchio odontoiatrico, ma alla resa dei conti due milioni di essi restano senza cure dentistiche (LEGGI).


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La causa è senza dubbio la crisi economica (LEGGI), anche perché di pari passo con la riduzione del ricorso al dentista privato si è assistito a un aumento delle richieste agli ambulatori pubblici.
E', infatti, cresciuta del 20% nel 2012 proprio la domanda all'assistenza odontoiatrica pubblica e i 3500 dentisti che operano nella sanità pubblica erogando circa quattro milioni di prestazioni rischiano il crollo.

In effetti non sorprende del tutto che, dovendo stringere la cinghia, le famiglie italiane cerchino di risparmiare in un settore che da sempre ha la nomea di essere estremamente costoso. Il costo medio di un apparecchio per i denti e della terapia conseguente si aggira tra i 4500 e i 6000 euro, una cifra davvero considerevole e non alla portata di tutti. E chi non rinuncia al dentista privato si indebita con prestiti a rate o addirittura con la richiesta anticipata del Tfr.


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Come risolvere il problema?
E' innegabile che sia necessario intervenire in qualche modo. Fino ad oggi l'assistenza privata riusciva a soddisfare il 90% delle richieste di visite e interventi odontoiatrici, ma con questo trend il rischio che la sanità pubblica collassi è estremamente serio. Senza contare l'importanza di garantire l'accesso alle cure dentistiche (LEGGI) a tutti i bambini.



Antonella Polimeni, presidente del Collegio Nazionale dei Docenti di Odontoiatria e Direttore del Dipartimento di Scienze Odontostomatologiche dell'Università Sapienza di Roma, spiega che il Collegio dei professori universitari, le Associazioni dei professionisti e le imprese del settore hanno stilato e approvato un documento che richiede la possibilità di detrarre tutte le spese dentistiche dalle imposte, nonché di introdurre benefici fiscali per gli  studi odontoiatrici che investono in innovazioni tecnologiche.
L'obiettivo è anche quello di combattere l'evasione fiscale e l'abusivismo che si stima riguardi 15mila operatori senza credenziali.

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