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La costringono a prostituirsi togliendole la figlia

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La storia di Jennifer, costretta a prostituirsi per riavere la sua bambina di 2 anni

Costretta a prostituirsi

Jennifer ha 21 anni, ha una bambina di 2 anni ed aspetta un figlio. La sua storia è stata raccontata dalla Comunità Papa Giovanni XXIII che l'hai aiutata a riprendere in mano la sua vita e a riavere la bambina.

Sì perchè Jennifer è stata costretta a prostituirsi sulle strade di Torino sotto ricatto. Le avevano rapito la bambina come forma di ricatto per costringerla a prostituirsi.
A raccontare la sua storia è Luca Fortunato, volontario dell’unità di strada della Comunità Papa Giovanni XXIII, che una sera di gennaio si fermò a parlare von questa giovane donna che si prostituiva terrorizzata e che non avevano  mai visto prima.

Dopo alcuni incontri riuscì a superare la paura, a dirci tutto: poteva vedere la bimba solamente alla domenica, se portava 300 euro a settimana alla coppia di aguzzini (lui torinese, lei nigeriana, ci raccontò poi), che la costringevano in strada.

racconta Luca che decise, isnieme a colleghi volontari, di aiutare Jennifer a scappare insieme alla figlia.

Più volte rimandò, per paura di ritorsioni, la decisione di scappare; poi un giorno durante un incontro con la figlia chiese di potersi allontanare un momento per andare a prendere una cioccolata calda. Le dissi per telefono: "vai, prendi il tram delle 7,20", e ci incontrammo con la bimba in un centro commerciale. Mi ricordo di aver pianto di gioia quando vidi la bimba insieme alla madre, pronte a fuggire via

La storia di Jennifer ha un lieto fine. Dopo essere riuscita a scappare con la figlia è stata accolta in una casa famiglia dove è rimasta sotto protezione per un anno, senza avere contatti con il mondo esterno, e dove ha dato alla luce la sua seconda bambina. E poche settimane fa si  riunita al suo compagno in Germania.

Nella denuncia dei suoi aguzzini aveva raccontato tutta la sua storia: nigeriana, scappata prima in Marocco e poi in Libia, aveva attraversato il Mediterraneo su un barcone insieme alla sua bambina ed al suo uomo. Nel Nord Africa racconta di essere stata costretta, come molte altre donne, a violenze ed a ricatti.

Adesso rimaniamo in contatto, sono felice si stia ricostruendo una vita normale; sono miracoli che non vedi mai succedere, invece quella volta nel giro di pochi giorni riuscimmo a cambiare una vita

dichiara Luca.

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La Comunità Papa Giovanni XXIII

La Comunità nel corso del 2014 ha contattato circa 9500 donne vittime di sfruttamento sessuale e di accattonaggio forzato, con più di 800 primi contatti. Più di 100 volontari hanno operato nelle 21 Unità di strada in 10 Regioni italiane; 264 case famiglia, 32 famiglie aperte e 5 strutture hanno dato disponibilità all’inserimento di donne che escono dalla strada. 

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