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Costo della baby sitter: come calcolarlo

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Qual è il costo della baby sitter e come stabilire lo stipendio mensile ed orario della nostra tata

Costo della baby sitter

Quando si sta per tornare a lavoro dopo la fine del congedo di maternità sorge frequente tra i genitori a chi affidare il proprio bambino: meglio un asilo nido o una baby sitter? Molti optano per questa seconda opzione perché preferiscono lasciare il bimbo ancora a casa, nell'ambiente domestico, non essere costretti a farlo uscire quando fa freddo e evitare di farlo ammalare spesso, cosa che ovviamente capita piuttosto frequentemente quando i piccoli frequentano l'asilo nido. Ma qual è il costo della baby sitter? Esiste una tariffa nazionale che va rispettata e come stabilire lo stipendio giusto?

Iniziamo col precisare che fare la baby sitter non è un lavoro semplice come si è comunemente tentati di credere: comporta un certo grado di responsibilità e di impegno, il bambino richiede attenzioni e cure, e anche se riposa alcune ore durante il giorno bisogna sempre stare in guardia. Quindi non lesinate sullo stipendio e gratificate la persona che si occuperà di vostro figlio con un compenso adeguato premesso questo, vediamo quanto è giusto pagare.

Quanto costa una baby sitter al mese

Anche se il costo di una baby sitter varia di regione in regione, esiste comunque un tariffario minimo stabilito dal CCNL nel 2012 che possiamo utilizzare come punto di partenza per stabilire un accordo con lei. Si tratta di una retribuzione oraria, che ovviamente può essere poi considerata forfettaria se si stabilisce un accordo mensile (il che ci consentirebbe di risparmiare un po').  Le più recenti tariffe sono state aggiornate al 2012 e sono classificate in una tabella che va A a D in base all'esperienza e agli anni di servizio della baby sitter, ma anche all'età dei bambini, cioè se sono autosufficienti oppure no. Inoltre molto dipende dal fatto che la tata conviva con noi, quindi usufruisca anche di un alloggio e magari del vitto, oppure no.

Nello specifico, come si evince da questo sito, possiamo riassumere così una tariffa per una baby sitter convivente:

  • fascia A: da 624 a 738 euro. Più economico il compenso per una baby sitter che ha meno di 12 mesi di esperienza e necessita di un affiancamento iniziale e più alto quello per una tata che ha meno di 12 mesi di esperienza ma è in grado di gestire bambini autosufficienti (quindi non neonati)
  • fascia B: 795 a 851 euro. Più di 12 mesi di esperienza, a seconda che abbia necessità di un affiancamento iniziale o che il bambino sia o meno autosufficiente il prezzo cambia
  • fascia C: da 908 a 965 euro. Il prezzo più basso per una tata con senza formazione specifica ma con più di 12 mesi di esperienza
  • fascia D: da 1303 a 1360 euro. Ha una formazione specifica e piùdi 12 mesi di esperienza e in grado di accudire bambini non autosufficienti.

Possiamo anche far riferimento alle tariffe per un servizio part time offerto da una tata convivente che spaziano da 560 a 650 euro.

L'orario di lavoro deve essere di 40 ore a settimana divise su 5-6 giorni. Allo stipendio vanno aggiunti i contributi previdenziali che vano divisi tra il datore di lavoro e la baby sitter. Il calcolo dei contributi si riferisce alla tabella delle colf dell'INPS, che si può trovare sul sito dell'INPS dove possiamo inserire i vari dati nel modulo e avere come risultato i contributi che vanno versati mensilmente.

La baby sitter avrà diritto alla tredicesima cioè uno stipendio mensile in più che va pagato entro il mese di dicembre e che viene maturata anche durante i giorni di malattia, maternità, ferie. A proposito delle ferie: per ogni anno di lavoro si matura un periodo di ferie pari a 26 giorni che andranno fruite in un periodo accordato insieme al datore di lavoro nel rispetto delle sue esigenze.

Naturalmente mettere in regola la propria baby sitter non solo è obbligatorio, ma protegge il datore di lavoro da eventuali responsabilità in caso di incidente durante il lavoro.

Prezzi baby sitter per il 2016

Le tariffe baby sitter 2016 sono state aggiornate in base alle modifiche effettuate in accordo con le associazioni dei lavoratori. Vediamo come sono cambiate le tariffe minime e le norme che regolano il contratto di lavoro domestico. Le tabelle con i riferimenti minimi e massimi sono riportate a questo link e comprendono anche le indennità relative al vitto e l'alloggio offerto alle collaboratrici domestiche.

Pro e contro del condividere la baby sitter

Costo Baby sitter all'ora

Tenendo conto delle tabelle che abbiamo riportato prima, possiamo calcolare la paga oraria di una baby sitter. Per una collaboratrice alle prime armi non convivente il costo orario varia da 4 a 5,50 euro, mentre per una più esperta e con anni di esperienza il compenso ad ora sia di circa 8,50 euro.  Per capire quanto dare alla baby sitter al mese, quindi si può tener conto della retribuzione media oraria e moltiplicarla per 4,3.

E' chiaro che quelli elencati sono i prezzi riferiti al tariffario minimo stabilito dal contratto nazionale di lavoro, ma nel momento in cui si deve stabilire il costo della baby sitter bisogna anche rendere come riferimento il rapporto tra domanda e offerta della propria città. In alcune metropoli, come Milano, la tata può costare di più rispetto a Napoli o altre città dove il costo della vita è complessivamente inferiore. Quindi prima di cercare una baby sitter e cominciare a trovare un  accordo economico vi consigliamo di fare questi passaggi:

  • informatevi presso altri genitori quanto pagano la loro tata;
  • di quanti bambini deve occuparsi e quanti anni hanno? Un neonato comporta meno impegno, mentre quelli più grandi necessitano di maggiore attenzione, vanno aiutati nei compiti o accompagnati a fare sport etc...;
  • tenete conto delle eventuali spese di trasporto, ad esempio il parcheggio o la benzina per la macchina o i biglietti dell'autobus se deve portarli in piscina;
  • il costo per la sera o i festivi è certamente più alto;
  • l'età dei bambini conta: se hanno tra i 14 e i 16 anni la tata può essere pagata il 20% in meno del “salario minimo”, per quelli che hanno tra i 17 e i 18 anni si può calcolare il 10% in meno.

Prezzi di una baby sitter per 2 bambini

Come comportarsi se non bisogna prendersi cura di un solo bambino, ma di due? Il contratto non prevede una differenza se si tratta di gestire un bimbo oppure due, quindi è impensabile ragionare moltiplicando il costo della paga oraria per un bambino e moltiplicarla per il numero di bambini. L'ideale è trovare un accordo forfettario insieme alla tata.

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