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Mio figlio mi chiede di non condividere le sue foto

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Pochi giorni mio figlio di 7 anni mi ha chiesto di non condividere le sue foto sui social. Ne è partito un discorso utile per entrambi

Condividere le foto dei figli sui social

Pochi giorni fa io e il mio bimbo che ha sette anni e mezzo scattavamo delle foto con facce ed espressioni buffe. Lui faceva il mostro, lo zombie, il fantasma e alla fine, mentre riguardavamo queste immagini, mi ha domandato a bruciapelo

Mamma ma mica queste foto le metti su Facebook?

La domanda mi ha spiazzato e mi ha sinceramente colpito. “Non voglio che gli altri mi vedono con queste facce”, ha spiegato.

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Ho sempre condiviso con gli amici le foto dei miei bambini nei primi anni di vita. Erano piccolini, pacioccosi, teneri e buffi come lo sono tutti i cuccioli e ovviamente il mio orgoglio di mamma mi ha spinto in più riprese a voler condividere un momento tenero o divertente sul mio profilo social. Da qualche mese, però, sia io che il padre del mio bambino più grande abbiamo deciso di non pubblicare più le sue foto, ormai è grande e ci è sembrato giusto tutelare la sua privacy.

Il suo timore di veder violata la sua immagine sui social da me, quindi, mi ha colpito, sia perché è arrivato proprio nel momento in cui mamma e papà hanno deciso di non condividere più le sue foto e sia perché non mi aspettavo tanta consapevolezza da parte sua.

E' certamente un bambino intelligente e riflessivo, ma non credevo che a sette anni potesse ragionare autonomamente sulla questione e sentirsi imbarazzato all'idea che le sue foto possano essere viste da altri e magari giudicate o commentate.

Insomma il suo pudore, la sua intuizione e la sua capacità di analisi mi hanno spiazzato.

Naturalmente mi sono affrettata a rassicurarlo: non pubblicherò le sue foto e deciderà lui stesso, quando sarà più grande, cosa pubblicare della sua vita personale e cosa no.

Il discorso è andato oltre. Ha voluto indagare sulla questione. Gli ho detto che lui aveva il diritto di scegliere cosa gli altri dovessero vedere e sapere di lui e che la sua riflessione era più che giusta. Ho posto le prime basi per un uso consapevole di Internet e dei social.

Ha solo sette anni ma capisce perfettamente che esporsi sul web è un rischio e un'opportunità e va usato con raziocinio ed intelligenza. Abbiamo parlato un po' del fatto che le persone possono prendere le tue foto, usarle per fare cose che tu nemmeno saprai, giudicarti, magari offenderti o dire cose poco carine su di te.
Il punto non è stato l'utilizzo delle foto dei bambini da parte di pervertiti, il punto della nostra conversazione è stato soprattutto il cyber bullismo. Noi genitori abbiamo affrontato e vissuto, ai nostri tempi, un tipo di bullismo più “tradizionale”. Ciò che accade oggi tra gli adolescenti ci coglie impreparati, tendiamo a sottovalutare, a non comprendere, o, al contrario, a vietare tutto nel tentativo di difendere i nostri figli.

Bambini su Facebook, le regole per i genitori

Come ci ripetono spesso esperti pediatri e psicologi non possiamo crescere i nostri figli sotto una campana di vetro e proteggerli da tutte le brutture del mondo e nemmeno precludere loro tutto il ventaglio di opportunità che la Rete indubbiamente offre. Dobbiamo, però, creare il presupposto affinché diventino fruitori consapevoli e responsabili delle chat, dei social network, di Internet e di tutti questi strumenti che faranno sempre più parte della loro vita e che porteranno loro amicizie, rapporti sociali, lavoro, opportunità di crescita.

Se a sette anni parlo a mio figlio, che non ha ancora uno smartphone o un profilo Facebook, dell'importanza di ciò che si condivide sui social, dell'importanza di tutelare i propri dati personali, di usare sul web - così come fa nella vita reale - una certa accortezza nel confidarsi, aprirsi agli altri, inviare foto, probabilmente gli avrò dato qualche strumento prezioso per cominciare a costruire una sana vita sul Web.
 

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