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Le parole giuste per spiegare il terrorrismo ai bambini

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Come spiegare il terrorismo ai bambini e come non alimentare l'odio e il razzismo nei loro cuori

Come spiegare il terrorismo ai bambini

Di fronte alle terribili immagini delle bombe e degli attentati che stanno sconvolgendo il cuore dell'Europa restiamo basiti e non abbiamo parole semplici per spiegare il terrorismo ai bambini. Le loro paure più profonde, legate alla morte al dolore, all'"uomo cattivo”, improvvisamente si materializzano sullo schermo delle televisioni di casa e quando ci chiedono se siamo a rischio, chi sono queste persone, perché compiono atti così terribili vorremmo trovare il modo giusto per spiegare la situazione, ma anche per tranquillizzarli e per non alimentare l'odio nei confronti dell'altro.

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Come rispondere alle domande dei bambini cercando di essere sinceri ma anche provando a tranquillizzarli?

Personalmente ho spiegato a mio figlio di 7 anni che nel mondo esistono delle persone che compiono atti malvagi per motivi che a volte non comprendiamo e che queste persone verranno catturate. Gli ho anche parlato della guerra, della sua insensatezza e del fatto che molte volte chi ha il potere di decidere cose importanti sceglie di fare la guerra per ottenere ciò che vuole. Lui stesso, di fronte alle immagini dei bambini siriani, mi chiede per quale motivo non possiamo accoglierli a casa ed aiutarli, dargli da mangiare e riscaldarli.

Eppure alle domande dei bambini sul motivo per cui accadono certe cose sentiamo troppo spesso risposte venate di odio e disprezzo, razzismo e banalità:

Perchè i musulmani ci odiano”; “perché facciamo entrare troppi immigrati

Dovremmo proteggere i nostri bambini più dalle risposte che dalla realtà, conclude il video di Makkox  dopo gli avvenimenti di Bruxelles e i bambini andato in onda nella puntata speciale del programma Gazebo su RaiTre.

Dobbiamo tranquillizzarli, certo. Qualche consiglio lo ha offerto lo psicologo Geneviève Djenati, su Le Figaro che spiega che esiste una sorta di linea di demarcazione a 9 anni.

Fino ai 6 anni i bambini assorbono come spugne dai loro genitori, se si accorgono che mamma e papà sono in ansia o sono preoccupati lo sono anche loro e in questi casi è bene trascorrere più tempo insieme a loro, disegnare, parlare, rispondere alle loro domande e raccontare il terrorismo come uno dei pericoli in cui possiamo incorrere nella vita.

Dopo i 9 anni è bene, invece, spiegare meglio, parlare di ideali, valori e di fanatismo e dell'importanza della libertà di pensiero. Ad ogni modo il miglior antidoto alla paura è la normalità, mostrare ai bambini che continuiamo a condurre la nostra vita come sempre.

Come crescere i bambini senza paure

Ed è altrettanto importante non alimentare nei nostri bambini l'odio nei confronti degli altri, di chi non c'entra nulla e, anzi, vive una vita all'insegna della guerra, nella quale viene negato il più elementare diritto ad un'educazione, alla vita familiare, ad un futuro che non sia basato sulla mera sopravvivenza.

Lo spiega bene, con poche, concise parole, Matteo Gamba, caporedattore di Vanity Fair. All'indomani degli attentati in Belgio tutti siamo stati colpiti dalla foto di un ragazzino che mostrava un cartello con su scritto “Sorry for Brusselles”, come se la colpa fosse sua.

Non è «apologize» (usato solo in contesti formali per scusarsi), è «sorry», che è anche «mi dispiace», d’accordo. Ma è chiaro che la propaganda e l’equazione folle «profughi uguale terroristi» sono arrivate fino a lui. Facciamo che si fermino

scrive il giornalista.

E facciamo in modo che i nostri bambini non facciano una banale associazione tra terroristi e fanatici e chi, invece, sta scappando da guerre terribili in cerca di un futuro migliore per sè e per i propri figli.

E dopo i fatti di Nizza, anche Telefono Azzurro ha cercato di rispondere alle tante domande delle mamme che non sanno come spiegare il terrorismo ai bambini.

Ecco qualche consiglio per genitori e insegnanti. In generale, è fondamentale non ignorare le loro paure, ma rassicurarli.
  1. Accogliere domande e paure: a partire da quello che esprimono e dalle loro curiosità, sentitevi liberi di chiedere cosa ne pensano, cosa ne pensano i loro amici e se ne hanno già parlato con qualcuno.
  2. Aiutare a tornare alla routine: continuate con la vita di tutti i giorni. Ricordate loro che nel mondo c’è ancora bontà, anche negli atti più semplici.
  3. Prestare attenzione a sentimenti ed emozioni: comunicate loro che è assolutamente comprensibile provare forti sentimenti di ansia o paura quando si viene a conoscenza di eventi come questi.
  4. Tranquillizzare: dopo averne parlato, ricordate loro che sono al sicuro.
  5. Coinvolgere: non vanno in alcun modo ostacolate le iniziative del bambino, il suo desiderio di essere altruista con atti di solidarietà o gesti simbolici: in queste occasioni si può riscoprire la forza dello stare insieme
  6. Rivolgersi a degli esperti: sia bambini che ragazzi e adulti possono chiamare la linea gratuita 1.96.96 o scriverci a www.azzurro.it/chat
 
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