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Come passano il tempo libero le famiglie italiane?

Come passano il tempo libero le famiglie italiane? I genitori per i due terzi preferiscono trascorrere i propri momenti di relax a casa, mentre due figli su tre scelgono di dedicarsi ad attività extra domestiche

famiglia_1Come passano il tempo libero le famiglie italiane? I genitori per i due terzi preferiscono trascorrere i propri momenti di relax a casa, mentre due figli su tre scelgono di dedicarsi ad attività extra domestiche.

È quanto emerge dall’indagine “La famiglia italiana: famiglia brillante” che ha intervistato dal mese di dicembre un campione rappresentativo della famiglia italiana di 500 tra genitori e figli, rispettivamente di età compresa tra i 31 e i 60 anni e tra i 15 e i 30 anni.

Per quanto riguarda il tempo libero, la famiglia italiana risulta “spaccata” a metà: Per il 65% degli intervistati prevale il modello del relax fra le pareti domestiche, anche se in questo caso la frattura fra genitori (72%) e figli (54%) è più marcata. Infatti ben il 46% dei figli desidererebbe un po’ più di eccitazione e movimento fra le pareti di casa, che sono comunque un luogo stimolante, dinamico e brillante per il 58% dei figli (sempre nel 30% dei casi, solo in occasioni particolari nel 28%) e solo per il 37% dei genitori (sempre 16,7%, qualche volta 20,3%) che vedono invece la famiglia come santuario di abitudini e tranquillità nel 63% dei casi.

La vita sociale con gli amici è globalmente vissuta prevalentemente come momento domestico (57,4%), indipendentemente dal fatto che ci si incontri a casa propria (modalità preponderante: 37,4%) o altrui (20%). I soggetti verso cui più frequentemente si aprono le porte della propria casa risultano essere, per tutti, gli amici più cari del singolo componente della famiglia (57,7%) e i parenti più stretti (50,2%); a seguire gli amici intimi di tutta la famiglia (28,1%).
Nella gravosa attività dei doveri domestici, in generale non molto graditi a nessun membro della famiglia, esiste un ruolo di primaria importanza: il ruolo dell’organizzatore dei compiti, dei doveri e delle responsabilità. Complessivamente la famiglia italiana sembra concorde nel riconoscere l’esistenza di questo ruolo in casa e nell’attribuirlo alla mamma (51,4% del campione), anche se risulta alta la percentuale di coloro che dichiarano che nella loro famiglia nessuno in particolare ricopre tale posizione (44%), forse perché è un ruolo diffuso, diviso, a seconda delle occasioni, tra tutti i membri della famiglia, o forse perché semplicemente assente.

Ricerca e risultati. La ricerca è stata condotta da gennaio 2008 su un campione di 500 intervistati che rappresenta l’universo delle famiglie italiane. Fra questi 200 figli adulti sotto i 30 anni che vivono in famiglia e 300 genitori (fra i 31 e i 60 anni con almeno un figlio che vive in famiglia). Ne è risultato che:
La famiglia italiana si vive più come una squadra di calcio che come un campo per giochi individuali come il tennis. La collaborazione fra i membri della famiglia prevale nettamente sulle capacità del singolo di “vincere la propria partita”. Un contesto dove si premia l’individualità ma non l’individualismo.
La famiglia è vissuta dalla maggior parte delle persone come un rifugio di intimità e serenità rispetto ai ritmi frenetici, alla formalità delle relazioni e alla competizione spietata imposti dalla società esterna.
La casa non è un albergo non solo per i genitori ma anche per i figli, e se la mamma è sempre al servizio degli altri, nella maggior parte dei casi gli intervistati non si sentono ospiti ma piuttosto i gestori di un’osteria di provincia dove tutti si impegnano per la comune convivialità familiare.

Il modello forte di famiglia tradizionale “tranquilla” regge (54,8%), ma, soprattutto per i giovani (29,5%, con prevalenza per le figlie femmine, la vita familiare è anche un’esperienza dinamica capace di fornire nuovi stimoli e di lasciare, se non di supportare, l’intraprendenza del singolo.
Gli italiani sono soddisfatti della loro situazione familiare e non la vorrebbero cambiare (86,8%), contrariamente agli stereotipi, soprattutto nel Nord Ovest (89,6%) e nei grandi centri (91%).
I punti fermi della vita familiare sono affiatamento (85,2%) e tempo condiviso (83,6%). Questa dimensione di condivisione e contatto è sentita soprattutto dai genitori (87%) e nel Centro Italia (90%).
Fondamentale il ruolo dei nonni (56%) e la presenza di passioni realizzate in ambito extra domestico (53%).
Alla base dell’affiatamento della famiglia ci sono un pizzico di fantasia e la compagnia di un gruppo di amici. Fondamentale anche l’impegno per l’ambiente, soprattutto per i genitori più giovani. I valori più sentiti sono sostenibilità, creatività e socialità.

Gli altri valori che avanzano nelle famiglie sono il recupero della storia e della tradizione, la dimensione tecnologica e la forma fisica. Il primo è prevalente fra i genitori, il secondo nella componente maschile della famiglia (padri e figli), il terzo in quella femminile (madri e figlie).
La partecipazione alla vita civile, politica, cittadina, di quartiere è una caratteristica dei padri e dei figli più giovani (15-19 anni), mentre i più disinteressati sono i “bamboccioni” fra i 20 e i 30 anni.

Cosa domandano i figli ai genitori? Stima e accettazione da un lato e indipendenza dall’altro in uguale misura (45,3%) anche se con sfumature diverse. I figli del Nord Est e del Centro chiedono più libertà, quelli del Nord Ovest più libertà di sperimentazione, quelli del Sud un rapporto più paritario

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