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I consigli per gestire i bambini in assenza dei loro genitori

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Tutti i suggerimenti e i consigli per gestire al meglio i bambini in assenza dei loro genitori, con serenità e fermezza ma soprattutto senza andare nel panico!

Gestire bambini senza genitori

Vi capita mai di tenere i bambini di amiche o conoscenti in assenza delle loro madri? A me molto spesso, più volte alla settimana. In Svizzera dove vivo, innanzitutto, i playdate funzionano diversamente, ovvero molli il bambino e te ne vai. Idem dicasi per feste di compleanno e quant’altro. Al kindergarten, dato che l’obbiettivo è renderli abili ad andare da soli, nei primi tempi si organizza con le altre mamme un “pedibus” che prevede di alternarsi per accompagnare 3 o 4 bambini che abitano nella stessa zona. Per non parlare del rapporto di sorellanza con altre mamme expat, tale per cui ci si aiuta nei momenti di bisogno, non essendo nessuna nonnoassistita e dato che le babysitter costano un capitale. Ma gestire bambini tuoi e non può dare origine a piccoli problemi diplomatici.Quando intervenire? Quando, e quanto, sgridare? E le punizioni, sono lecite se non sei la madre? Ecco qualche piccola regola che mi sono data e che finora mi ha permesso di stare lontana dai guai.

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Il presupposto necessario

Mi piace tenere i bambini altrui perché, se tutto va bene, giocano tranquilli con le mie chiusi in camera e io sono libera di fare le mie cose. E non nego che mi fa molto comodo l’alternanza con le altre mamme, nei playate ma soprattutto nell’accompagnare i bambini a scuola - un conto è svegliarti ogni giorno alle sei per prepararne due e arrivare in tempo, un conto è farlo solo due volte alla settimana (Com’è noto, nelle scuole pubbliche svizzere i genitori ritardatari vengono fustigati sulla pubblica piazza ogni domenica mattina). Però, per me c'è una condizione imprescindibile ed è che le altre mamme con cui mi rapporto siano persone di buon senso. Il che significa spiegare ai figli che nel momento in cui sono sotto la mia sorveglianza, comando io, e se riferirò loro che sono stati disubbidienti o hanno combinato guai, ci saranno delle conseguenze. Esattamente come io faccio con le mie.

Fissare i limiti

I bambini, soprattutto quelli svizzeri, di primo acchito sembrano tanto bravi soldatini e in palese soggezione di un adulto che non è loro genitore. Ma questo stato di grazia dura, ahimè, poche settimane. Dopo che hanno preso un minimo di confidenza, si comporteranno come a casa loro. Sono bambini e si comportano come tali, com'è giusto che sia: spesso e volentieri vogliono semplicemente vedere fin dove possono arrivare.
Ma non lasciatevi intimidire dal fatto che non siano figli vostri. Siete voi l’adulto responsabile ora: i loro genitori sono assenti. Quindi, a meno che non sia vostra abitudine prendere i bambini a parolacce e calci nel sedere, comportatevi come con i vostri, cioè sappiate dire dei no. No, non si mangia sul divano. No, non si salta sul letto. La merenda? Ormai sono le sei, se volevi dovevi farla prima.

Una questione di logica

Il mio principio di base è: se il playdate o comunque la gestione dei bambini “a turno”, una volta tu e una volta io, è qualcosa che fa comodo e felici tutti, ok, ma nel preciso momento in cui diventa un oneroso dovere, è illogico continuare. Questo lo so io, ed è bene che lo sappiano anche i bambini, in primis le mie figlie che se hanno tanto a cuore avere le amichette a casa, è meglio facciano in modo che io non veda il macello lasciato in camera loro. Ovvio che chi ospita è quello che si sbatte di più, ma un conto è preparare una torta o passare l’aspirapolvere una volta di più, un conto è ritrovarsi la casa nel totale caos.

Le regole del playdate

Le sgridate

Dato che comunque un po’ di diplomazia non ha mai ucciso nessuno, se vi accorgete che le cose stanno prendendo una brutta piega, andate prima alla carica coi vostri figli. “Se continui a urlare così, disturbando i vicini, non potremo più invitare nessuno.” Ove “nessuno” include, ovviamente, anche l’altro urlatore a cui è indirettamente rivolto il rimprovero. Se litigano, io li invito a vedersela da soli e non intervengo finché non vedo gli schizzi di sangue. Ma se il bambino ospite fa qualcosa di più pesante, come ad esempio spingere e far cadere mia figlia piccola, lo sgrido con tono severo. Si solito è più che sufficiente a far sì che la cosa non si ripeta e non mi prendo nemmeno la briga di riferirlo a sua madre: è sempre antipatico e a mio avviso non è necessario.

E quando la situazione è opposta?

Di solito, quando un bambino passa il pomeriggio a casa di un amichetto, si diverte così tanto che l’unica cosa capace di rabbuiarlo è il vostro arrivo. Ma se invece tornati a casa vi racconta che l’altra mamma lo ha sgridato, se è per una cosa giusta (90% dei casi), lasciate correre, naturalmente. Se è una cosa per cui siete d’accordo così così… lasciate correre ugualmente e state a vedere cosa succede. Se resta solo un caso isolato, non è poi così grave. In fondo nella sua casa valgono le sue regole. E la stessa cosa vale anche per voi, naturalmente.

L'ingrediente chiave

Gestire più bambini, e i rapporti con genitori che magari hanno idee e mentalità diverse dalle nostre, non è facile, ci vogliono diplomazia e pazienza. Chili e chili di pazienza. Ma ne vale assolutamente la pena: per i bambini, già dai 4 anni in poi, frequentare i propri compagni anche fuori dall'asilo, o amici esterni alla classe, vedere le loro case, le loro camere e i giocattoli, avere a che fare con fratelli e sorelle di ogni età e con altre mamme e papà… beh, è qualcosa che li rende molto felici. Insegna loro valori come l’amicizia, la condivisione, l’empatia e l’apertura mentale, sviluppa le loro abilità sociali. Insomma, se reputate altre mamme che conoscete degne della vostra fiducia, fatelo, perché i pro superano ampiamente i contro.

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