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Corsi di programmazione per bambini

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Insegnare il codice informatico a scuola. Una proposta che trova sempre più sostenitori che invitano i genitori ad iscrivere i bambini a corsi di coding

Coding a scuola

Coding, il linguaggio tecnico vuol dire programmare.

Se ne parla tanto in questi giorni dopo la conclusione della CodeWeek che si è tenuta a Milano lo scorso ottobre (e che ha visto impegnati in questa attività circa 30mila studenti tra i 7 e gli 11 anni) e dopo che il presidente degli Stati Uniti Barack Obama aveva esortato in un discorso pubblico i ragazzi a non giocare ai videogiochi ma a farne uno da sè; a non scaricare l'ultima App disponibile ma a crearne una.

 

E un numero sempre maggiore di esperti auspica l'introduzione del coding tra le materie di studio a scuola, sin da bambini. Perchè probabilmente in futuro saper programmare e avere un approccio attivo e originale al linguaggio di programmazione significherà avere una marcia in più nel mondo del lavoro.

E non siamo così indietro nemmeno nel nostro Paese se si pensa che nel progetto sulla Buona Scuola stilato dal governo trova spazio anche

l'educazione al pensiero computazionale e al coding nella scuola italiana

Siamo ancora certamente lontani dall'introduzione del coding come materia di studio istituzionalizzata ma qualcosa si muove. Di certo ci si pone il problema di come aiutare i bambini ed educarli al pensiero computazionale, cioè alla capacità di pensare in maniera algoritmica.

Il futuro dei nostri bebè

Come spiega Alessandro Bogliolo, docente all’università di Urbino al Corriere, significa avere un problema, cercare una soluzione e svilupparla.

E allora l'esperto ricorda che si può iniziare sin da piccolissimi, perchè non basta mettere un tablet in mano al bambino per aprirgli la mente e favorire il suo approccio al digitale, bisogna renderlo fruitore attivo e non passivo.

In che modo?

Usando gli strumenti che già esistono e che sono a misura di bambino, anche di quelli molto piccoli. Ne è un esempio Scratch, un tool di programmazione visuale che è stato realizzato dagli ingegneri del Mit di Boston. Uno strumento disponibile anche per bambini di 5 anni che non prevede l'utilizzo di un vero e proprio linguaggio di programmazione e non richiede di digitare codici.

 

Per bambini e ragazzi, poi, gli strumenti diventano sempre più sofisticati: un hardware programmabile, come Arduino, oppure Lego Mindstorms etc..

E allora accanto ai corsi di danza o di musica i genitori di oggi hanno la possibilità di iscrivere i loro figli ad un corso di coding, dove i bambini potranno apprendere le tecniche di programmazione immersi in una dimensione dove gioco e creatività sono protagonisti.

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