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229 istituzioni si occupano dei diritti dei bambini

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Un Rapporto svela per la prima volta chi si occupa dei diritti dei bambini e quanto si spende per queste attività

Chi si occupa dei diritti dei bambini

Quanto si spende nel nostro Paese per i bambini e chi si occupa dei diritti dei bambini? A fotografare per la prima volta la situazione è stata l'Autorità Garante per l'Infanzia e l'Adolescenza in un report presentato nei giorni scorsi, intitolato “Disordiniano!"

Questi i dati principali:

  • in Italia sono 229 gli attori istituzionali che si occupano di infanzia
  • la spesa diretta è di 398 euro a bambino
  • il Fondo Nazionale per l’Infanzia e l’Adolescenza si è ridotto passando da una dotazione di circa 40 milioni nel 2012 e 2013 a 30,7 milioni del 2014 e poi a 28,7 milioni nel 2015

Sono dati che spingono ad una riflessione. Il quadro è molto frammentato e non esiste coordinamento tra tutti gli attori che si occupano di infanzia.

I diritti dei bambini, sempre calpestati

Come ha spiegato Vincenzo Spadafora, Garante Nazionale per l'Infanzia e l'Adolescenza il cui mandato è appena scaduto, a dispetto di ciò che si crede comunemente in Italia ci sono tantissimi soggetti istituzionali che si occupano di infanzia e di adolescenza, ma si tratta di interventi frutto di

una governance delle politiche per l’infanzia e l’adolescenza frammentata e polverizzata tra decine di soggetti istituzionali cui afferiscono competenze diverse e a volte sovrapposte

Non esistono linee di connessione tra le diverse Amministrazioni e questa frammentazione di competenze rischia di far sovrapporre tra loro differenti enti con

differenti ambiti di intervento in materia minorile, che rischiano anche di sovrapporsi tra di loro, di perdere di efficacia, o di generare dispersione di risorse umane ed economiche, oltre che di costringere a procedure e percorsi faticosi nei quali il cittadino, soprattutto se minorenne, fa difficoltà ad orientarsi, rischiando di vedere impedita, di fatto, la soddisfazione dei suoi diritti

Cosa si dovrebbe fare?

I ricercatori propongono l'istituzione di una struttura operativa centrale che coordini le azioni di tutti gli operatori che si occupano di infanzia e adolescenza ed attribuisca a ciascuna le risorse necessarie. In questo modo si eliminerebbero doppioni e sovrapposizioni, si delineerebbero le aree di intervento, si definirebbero finalmente i livelli essenziali delle prestazioni che vanno garantite su tutto il territorio. Il tutto partendo da “un modello di governance fondato sui principi della Convenzione ONU sui diritti dell'infanzia e dell'adolescenza”.

La spesa diretta per ogni bambino ammonta a circa 398 euro, la maggior parte delle risorse vengono destinate a tre Ministeri:  Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali: alla scuola va il 44% delle risorse, alla famiglia solo l'1%.

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