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I costi da sostenere per frequentare un centro estivo

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Quanto costa mandare i figli a un centro estivo? La spesa in media sarebbe di 155 euro a settimana, ovvero uno stipendio intero per due mesi di campus.

Quanto costa mandare i figli a un centro estivo

L'Osservatorio sulle Famiglie di Federconsumatori ha effettuato un'indagine per capire come le famiglie stanno affrontando le vacanze estive dei figli, e quali sono i costi da sostenere. Come si organizzano in questo lungo periodo che precede le ferie? La soluzione di affidare i propri figli ai nonni resta ancora la più valida, ma non tutti hanno questa fortuna. Per chi resta in città e non ha la possibilità di farsi aiutare dai parenti le scelte sono orientate nella ricerca di un centro estivo. Secondo la stima dell'ADOC (Associazione Difesa Orientamento Consumatori), circa il 30% dei genitori manda i bambini, almeno per una settimana, in un campo estivo, quasi sempre privato perché le soluzioni comunali continuano a scarseggiare.

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Ma quali sono i costi da sostenere?

La spesa oscilla dai 60 euro a settimana fino ai 250 a bambino (dai 3-4 anni fino ai 12-14 anni). Il costo medio di un campus estivo privato si attesta sui 155 euro a settimana (per giornate da mattina a pomeriggio). Mentre si scende a 83 euro circa qualora il bimbo frequenti solo metà giornata (fino alle 14). E se la famiglia provvede al pranzo al sacco e alla merenda da casa, il costo si riduce a 75 euro a bambino. Per chi ha fratelli o sorelle ci sono possibili sconti dal 10 al 20%. Inoltre i costi variano anche sulla base della struttura scelta e della tipologia di campo estivo. I corsi di lingue restano la scelta più frequente per le famiglie che possono permettersi di pagare cira 212 euro a settimana. Meno costosi i laboratori di scienza-tecnologia-pittura e teatro con un costo medio di 154 euro. Per i campi sportivi invece la spesa ammonta a circa 170 euro a settimana. Se questa soluzione venisse adottata per tutte e otto le settimane che separano la chiusura delle scuole dalle vacanze la spesa sarebbe di 1.240 euro, pari ad un intero stipendio.

La spesa in media per un campo estivo comunale è di 35/40 euro, con riduzioni dal 2° figlio in poi. E' gratuito per i genitori con redditi ISEE molto bassi.

Nonostante l’offerta sia cresciuta, sia in termini quantitativi che qualitativi, i centri estivi sono ancora oggi una soluzione a portata di ben poche famiglie. Per questo crediamo sia il caso di valutare la possibilità di rendere detraibili, alla pari delle spese per l’istruzione scolastica, i costi sostenuti per i centri estivi. Un valido sostegno sia alle famiglie sia alle strutture che potrebbero incrementare gli investimenti, aumentando necessariamente gli standard di qualità e di sicurezza, a vantaggio di tutta la collettività. Invece oggi, giocoforza, i propri figli sono lasciati dai genitori ai nonni o ai parenti, o in misura minore alle babysitter, che ad ogni modo hanno un costo comunque sostenuto.

L'Adoc ha stilato un vademecum con consigli su come scegliere un centro estivo. Eccone alcuni.

  • Ambiente

E’ opportuno scegliere, in primo luogo, il contesto ambientale più gradito e più adatto al bambino, che sia mare, campagna, montagna oppure si vuole rimanere in città.

  • Attività e divertimento

In secondo luogo va scelto, insieme al bambino, il centro che mette a disposizione tutte quelle attività che sono di reale gradimento del minore. Dallo sport all’insegnamento delle lingue, dall’informatica ai percorsi naturali, sono numerosi i centri “specializzati” in determinate attività. Inoltre assicuratevi che, per età diverse, siano previste attività diverse.

  • Extra o compreso nel prezzo?

E’ meglio chiedere in anticipo se è previsto e come funziona il servizio mensa, soprattutto in merito alle caratteristiche e agli ingredienti del menu (in particolare in presenza di bambini allergici), se ci sono eventuali extra da pagare, ad esempio merenda, bibite e lavaggio biancheria, e se nel prezzo sono comprese tutte le attività offerte o se per alcune è previsto un sovrapprezzo.

  • Personale e sicurezza

Chiedete e verificate le qualifiche degli educatori: ad esempio se è prevista la piscina o attività al mare gli operatori devono avere il diploma di bagnino/assistente bagnante. Inoltre, se ci sono piscine gonfiabili, occorre accertarsi della qualità e del ricambio dell’acqua utilizzata. Chiedete inoltre se hanno fatto almeno una volta il corso di primo soccorso (che l'Adoc chiede diventi obbligatorio) e di disostruzione e lasciate uno o più numeri per le emergenze.

Sul sito dell'ADOC troverete il Vademecum completo con tanti altri consigli molto utili per scegliere il campo più adatto a vostro figlio

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Le indicazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e il lettore. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti. Disclaimer»
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