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I consigli di Telefono Azzurro contro la minaccia della Blue Whale Challenge

In crescita i casi di autolesionismo tra bambini e adolescenti. L'Italia potrebbe essere un terreno fertile per la minaccia "Blue Whale Challenge". Ecco i consigli di Telefono Azzurro per i ragazzi e le famiglie di bambini che si auto lesionano o pensano al suicidio

Telefono Azzurro, consigli contro il Blue Whale

La “Blue Whale Challenge”, la Sfida della Balena Blu, è un challenge macabro e pericoloso nato dalla mente di alcuni ragazzi in Russia. Si è diffuso a macchia d'olio anche in Europa causando diversi morti: solo in Russia sono 157 i ragazzini morti suicida nell'ultimo anno.

Ma in cosa consiste questa terribile sfida? Così come le balene azzurre, per morire, decidono di suicidarsi arenandosi sulla spiaggia, così anche bambini e adolescenti, istigati da veri e propri criminali presenti sui social, decidono di accettare 50 sfide, sempre più estreme, che li porteranno alla morte. L'ultima sfida, quella finale, è infatti il suicidio: buttarsi dal palazzo più alto della propria città facendosi riprendere in video dagli amici per poter avere una testimonianza. Negli step della sfida è ricorrente l’incitazione ad atti di auto-lesionismo, ovvero al danneggiamento del proprio corpo attraverso lesioni intenzionalmente auto-inflitte quali, ad esempio, tagli, bruciature o fratture.

Bullismo a scuola e suicidi. Cosa fare?

Quandanche l’autolesionismo non sia mosso da intenzioni suicidarie, è bene ricordare che gli esiti accidentali di tale condotta possono essere molto gravi e talvolta letali. In un recente report dell’OMS si afferma che

il suicidio e la morte accidentale da autolesionismo erano la terza causa di mortalità degli adolescenti nel 2015, con una stima di 67.000 morti. L’autolesionismo si verifica in gran parte tra gli adolescenti più grandi, e globalmente è la seconda causa di morte per le ragazze adolescenti di età maggiore. E' la principale causa di morte o la seconda di adolescenti in Europa e Sud-Est asiatico. Allo stato attuale, è bene ricordare che non risultano in Italia casi accertati che siano incontrovertibilmente riconducibili al fenomeno “Blue Whale”. Le notizie che si stanno susseguendo in questi giorni stanno destando un grande scalpore. Telefono Azzurro ha ricevuto delle chiamate in cui genitori preoccupati per quanto descritto dai media chiedevano di poter avere nelle scuole dei laboratori specifici sul tema “Blue Whale - spiega Ernesto Caffo, Professore ordinario di Neuropsichiatria infantile all’Università di Modena e Reggio Emilia e Presidente di Telefono Azzurro Onlus - una ragazza ha anche chattato con Telefono Azzurro scrivendo di essere rispirata ad iniziare la sfida

Quanto sta accadendo rappresenta un’ottima occasione per riflettere sul tema della tutela della salute mentale di bambini e ragazzi:

Telefono Azzurro sta attentamente monitorando l’allarme senza però cedere ad un allarmismo - continua il Prof. Ernesto Caffo, - Invitiamo tutti ad un’estrema cautela, in linea con le molte voci di professionisti europei con cui ci stiamo confrontando e che si stanno esprimendo in questo senso. Il fenomeno dell'autolesionismo sempre più spesso esposto online, insieme al suicidio rappresentano tematiche di interesse per i professionisti del nostro settore che si occupano della tutela dei bambini e dei ragazzi. Seppur non ci siano casi riconducibili con certezza alla Blue Whale Challenge, i dati Telefono Azzurro ci restituiscono uno scenario preoccupante. Specialmente nell’ultimo quadrimestre. Stando ai dati delle Linee di ascolto, fenomeni quali l’autolesionismo, pensieri suicidari e tentativi di suicidio sono estremamente ricorrenti: nel solo primo quadrimestre l’Associazione ha gestito 59 casi di atti autolesivi, 43 di ideazione suicidaria e 9 di tentativo di suicidio. Se questo trend dei primi mesi del 2017 venisse confermato anche per il resto dell'anno, allora i casi per queste tre motivazioni risulterebbero in aumento rispetto l’anno passato. Per ogni necessità Telefono Azzurro è a disposizione dei ragazzi tramite la Linea di ascolto 19696e la chat e attraverso il 114 Emergenza Infanzia.

I consigli di Telefono Azzurro per i ragazzi 

Se ti autolesioni o stai pensando al suicidio:

  1. Contrapponi il fare al pensare: esci, fai qualcosa di semplice, ma rilassante che pensi ti possa far stare meglio. Questo non significa ignorare ciò che ti mette in difficoltà: è importante farlo, ma nel momento più adeguato e con il sostegno di professionisti che ti possano supportare in questo.
  2. Tieni presente che quando ci si sente in estrema difficoltà la percezione delle cose è alterata e si ha la sensazione di non avere vie d’uscita. Ricorda però che si tratta spesso di momenti transitori.
  3. Cerca di non stare solo: solitudine ed isolamento rischiano di peggiorare la situazione.
  4. Prova a pensare ad una situazione di difficoltà che sei riuscito a superare in passato. Cosa ti è stato d’aiuto? Quali risorse hai messo in campo? Quali oggetti, comportamenti, idee o persone ti hanno aiutato?
  5. Prova ad immaginare un ragazzo nella tua stessa situazione: cosa gli diresti per aiutarlo?
  6. Se sai che qualcosa ti fa stare male e pensi di essere in un momento di particolare vulnerabilità, cerca di evitare. Ad esempio, se un luogo ti evoca particolari ricordi negativi, non andarci e, se devi farlo, non andarci da solo.
  7. Chiedere aiuto non è un atto di debolezza: è, invece, un modo molto coraggioso di iniziare un percorso per stare meglio.
  8. Informa una persona di tua fiducia di come ti senti: condividere significa anche “dividere con”. Parlare con qualcuno ti aiuterà a costruire più soluzioni proprio quando ti sembra che non ce ne siano. La persona che avrai scelto sarà felice di poterti ascoltare, non vergognarti di raccontare come ti senti, stai facendo un passo molto importante.
  9. Se sai che un amico o una persona che conosci si auto-lesiona o sta pensando al suicidio, offrigli il tuo sostegno ed il tuo ascolto, ma non assumerti da solo questa responsabilità. Informalo, ad esempio, della possibilità di rivolgersi a Telefono Azzurro, chiamando il numero sempre attivo 1.96.96 oppure attraverso la chat (attiva tutti i giorni dalle 08.00 alle 22.00 – il sabato e la domenica dalle 8:00 alle 20:00).
  10. Se non dovesse accettare o se tu non fossi sicuro che chiederà un aiuto, prova a contattare tu Telefono Azzurro. Cercheremo insieme una soluzione. Oppure, informa un tuo adulto di riferimento di questa situazione.
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Le indicazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e il lettore. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti. Disclaimer»
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