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Bisogna pagare la tassa per fare la cresima

A Cagliari la Chiesa chiede 30 euro per fare la cresima. Si scatena la polemica per quella che viene considerata una vera e propria tassa

A chiunque abbia organizzato un battesimo (LEGGI), una Comunione, un matrimonio o qualsiasi altra celebrazione liturgica speciale sarà stata chiesta un'offerta a piacere dalla parrocchia.

In certi casi si chiede semplicemente di dare quanto si può in forma anonima nel cestino delle offerte, in altri casi può esser stata consegnata una busta di carta all'interno della quale mettere i soldi. In ogni caso l'offerta è sempre stata lasciata libera, in base alla disponibilità e al desiderio di ciascuno e non ci sono dubbi che, in fondo, la Parrocchia sostenga delle spese per l'organizzazione dell'evento: fotocopie, candele, fiori, libretti e altro.


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D'altronde uno dei precetti della Chiesa raccomanda di "Contribuire alle necessità della chiesa secondo le leggi e le usanze". Ma se l'offerta libera è comunemente accettata, ben diversa è la reazione di chi si vede chiedere del denaro in cambio della Cresima (LEGGI).

E' accaduto a Selargius, un paesino in provincia di Cagliari, dove il prete ha chiesto ai genitori dei cresimandi il pagamento di 30 euro. Le famiglie sono insorte e hanno coinvolto la stampa per ribellarsi a quella che è sembrata a tutti gli effetti una tassa sulla Cresima.


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Il prete si è difeso spiegando che non sarebbe una gabella, ma un un contributo alle spese per i fiori e le pulizie della chiesa e ha specificato che chi non può pagare non è obbligato, anche se "anche noi non viviamo di aria".

Raccontateci la vostra esperienza: siete stati costretti a pagare una somma precisa oppure avete fatto un'offerta libera?