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Quanti sono i neonati abbandonati in Italia?

I casi che si leggono sui giornali sono solo una minima parte: i neonati abbandonati sono 3mila ogni anno

Il parto in anonimato (LEGGI)  è un diritto garantito per legge.
Condizioni economiche, sociali o personali difficili possono essere talmente insostenibili da costringere una madre ad abbandonare il proprio bambino appena nato.
E la legge consente di partorire in ospedale, con una garanzia di cura per sè e per il bambino, e di non riconoscerlo, dichiarandolo adottabile.

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E' un diritto sacrosanto, che va difeso, soprattutto nell'interesse dei bambini (LEGGI).
E' bene ribadirlo perchè ancora oggi si leggono sui giornali casi di neonati abbandonati tra i rifiuti o nei bagni pubblici (si contano già 5 bambini abbandonati nei cassonetti o in bagni pubblici dall'inizio del 2013).

Ma quanti sono i bambini abbandonati in Italia?
Piermichele Paolillo, direttore dell'Unità operativa di neonatologia del Policlinico Casilino di Roma, spiega che per ogni bambino che viene fatto nascere al sicuro (LEGGI), in un ospedale, e poi dichiarato adottabile, ce ne sono ancora troppi che vengono abbandonati per strada, in condizioni terribili e si teme che "i casi di ritrovamento che finiscono sui giornali siano solo la punta dell'iceberg".

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Leggendo i dati del tribunali per i minorenni ogni anno nascono 550mila bambini e circa 400 non vengono riconosciuti dalla madre (in Lombardia la percentuale di abbandoni più alta, 86 su 400)  e vengono, quindi, dati in adozione,  ma i neonatologi parlano di circa tremila neonati abbandonati ogni anno.


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Si tratta di numeri discordanti, ed estremamente preoccupanti, che hanno spinto gli esperti della Società italiana di neonatologia (Sin) ad avviare un'indagine conoscitiva nazionale collaborazione con 'Ninna ho', progetto ideato nel 2008 dalla Fondazione Francesca Rava Nph Italia onlus e da Kpmg Italia.

Il progetto non solo intende dare maggior concretezza ai numeri relativi ai bambini abbandonati, ma anche a finanziare l'acquisto e la messa in opera di culle termiche (LEGGI) negli ospedali italiani e di avviare una campagna di informazione destinata alle donne che si trovano in difficoltà.


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Il progetto prevede la distribuzione in cento centri nascita di un questionario destinato al personale sanitario, in questo modo si potrà avere un quadro più definitivo del numero dei bambini che vengono riconosciuti (LEGGI). Figura centrale in questo senso sarà l'ostetrica che, tra l'altro, garantirà il totale anonimato delle partorienti.

Al centro dell'iniziativa anche la realizzazione di un video che verrà pubblicato sul sito di "ninna ho", che racconterà storie di abbandoni e di rinascita.

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