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Bambini e tablet: bisogna prima educare i genitori

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Aumenta il numero di bambini dipendenti dal tablet. L'allarme riguarda anche i piccolissimi. E i genitori?

Bambini dipendenti dal tablet

Solo fino a qualche anno fa pediatri ed esperti offrivano consigli ai genitori su come limitare il tempo che i bambini trascorrevano davanti alla televisione e su come farne un uso consapevole. Ma i tempi sono cambiati rapidamente e oggi la vecchia, classica televisione sembra non essere più così pericolosa. Anche perché i bambini la guardano sempre meno e passano molto più tempo davanti tablet, smartphone e videogiochi. E gli esperti lanciano l'allarme per i bambini dipendenti dal tablet.

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A parlarne diffusamente sono pediatri e psicologi. Sono già nati numerosi centri per trattare la dipendenza da nuove tecnologie degli adolescenti ma il problema sembra avere origine negli anni della primissima infanzia. Se un ragazzo su 3 tra 11 e 13 anni soffre di ansia e sintomi neurovegetativi causati dall'uso di videogiochi violenti, la dipendenza da tablet può cominciare già a due, tre anni.

Addirittura a Genova il Sert di Quarto ha organizzato quattro incontri aperti a 72 genitori di bambini anche piccolissimi per capire come prevenire la dipendenza da tablet e come intervenire tempestivamente. Perché il nodo cruciale dell'intera questione non sono i bambini, inconsapevoli dei rischi, che considerano il tablet un gioco come un altro, solo molto, ma molto più divertente. Il problema riguarda i genitori.

Questa generazione di genitori che pensava di sapere tutto e di essere molto moderna e che oggi si ritrova a fare i conti con un'ossessione pericolosa che a volte si stenta anche a riconoscere.

Il tablet è una novità prima di tutto per loro. Sono loro per primi a starci attaccati per ore, ad accenderlo ogni volta che hanno un momento libero e non importa se ci giocano, leggono notizie o si collegano ai social. Se dare l'esempio ai bambini significa farsi vedere sempre con il tablet in mano, è ben chiaro che tipo di esempio stiamo dando.

Tablet, tv e internet: bambini lasciati soli

Il tablet è la nuova baby sitter digitale. I bambini di ogni età si immergono nella loro realtà virtuale e in casa piomba la pace. Al ristorante si tira fuori il tablet e ci si gode un pranzo che ha una parvenza di normalità familiare. Le lotte e i giochi attivi e caotici dei pomeriggi con gli amichetti vengono immediatamente spenti quando si accende il tablet e lo si mette in mano ai piccoli. Si scaricano app educative e divertenti per bambini anche piccolissimi. E si dice a se stessi che in fondo sono educative, sono giochi innocenti e formativi, sempre meglio della tv. Ma non si capisce che a lungo andare, se non si pongono dei limiti e delle regole estremamente precise, il tablet diventerà una fissazione.

Non solo, gli esperti del Sert mettono in guardia da questi giochini apparentemente innocui: spesso i protagonisti sono frutta colorata e funghetti, propri come quelli che si troveranno in futuro sui videopoker e nel gioco d'azzardo elettronico.

Insomma, il punto non è vietare il tablet, demonizzarlo, detestarlo. Sono dispositivi utilissimi, divertenti e fanno ormai parte della nostra quotidianità. Il punto è non diventarne noi stessi dipendenti, imporre delle regole, un tempo di utilizzo, vietare giochi violenti e inadatti all'età, impegnarsi a coinvolgere i bambini in giochi diversi e portarli a giocare all'aperto

Fare i genitori insomma.

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