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Il frugoletto è nato e si rientra a casa in tre... e ora??

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Siete usciti di casa in due e rientrate in tre... ed ora cosa succede? Il punto di vista del nostro papà speciale nella quinta puntata di "Daddy cool"

A casa dopo il parto

E ora? Siete usciti di casa in due, di cui una con la pancia e un seno gigante e l'altro con un piccolo bagaglio e la tachicardia. Siete rientrati in tre, di cui una con le occhiaie e le tette giganti, l'altro con la borsa dei panni sporchi e la tachicardia, il terzo con un cappellino di cotone e una coperta avvolta intorno al corpo. Da questo momento la vostra vita cambierà radicalmente.

Durante il tragitto dall'ospedale a casa ero talmente emozionato e terrorizzato dal nuovo passeggero (che per inciso appena seduto sull'ovetto in macchina strillava come un pazzo ma quando ho ingranato la seconda si era già addormentato, fenomeno che mi era stato raccontato da diversi genitori alcuni dei quali pur di far addormentare i figli li portano a fare il giro dell'isolato alle 3 di notte; purtroppo col mio ha funzionato solo per il primo mese e ora l'auto è il mezzo che odia di più: forse è un ambientalista.) che sono riuscito a prendere una rotatoria contromano, insultando anche gli automobilisti che mi suonavano facendo gestacci, fortunatamente senza conseguenze. Il primo consiglio è: state attenti alle rotatorie!

"Un papà innamorato di quell'esserino sconosciuto e bruttino..."

La verità è che dopo un paio di giorni passati in ospedale in una sorta di bolla onirica, con le ostetriche che vengono a darti consigli, ad “insegnare” ad allattare, a cambiare i pannolini, a fargli il bagnetto e i medici che controllano che tutto sia a posto, ad un certo punto vi dicono che siete pronti per tornare a casa, vi fanno tanti auguri e già pensano alle nuove partorienti, come se vostro figlio non fosse il centro del mondo. Il problema è che non siete assolutamente pronti, nessuno dei tre! I neogenitori sono un concentrato di ansia e paura: “appoggialo sul termosifone avvolto in quattro coperte così non prende freddo, cerca di sterilizzare l'aria che ho letto su internet che i neonati sono allergici all'ossigeno, spruzza gli ospiti con l'acqua a 100 gradi sul pianerottolo per eliminare i batteri, dobbiamo mangiare solo cibi super sani senza dubbi sull'origine, anzi prendi quella lancia e vai ad uccidere un bufalo...”.

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Il bambino dal canto suo è ancora in preda ad uno shock allucinante e fa quello che farebbe chiunque se le regole sociali non ce lo impedissero: piange e strilla come un matto. A condire questo delirio totale ci sono i nonni (perché se voi da figli siete diventati genitori compiendo la metamorfosi della maturità, i genitori si sono trasformati in nonni, processo che prevede una certa regressione e lo scardinamento delle regole da essi stessi inculcate per anni, ma ne parleremo in un'altra puntata), gli amici più cari, gli amici meno cari ma che hanno figli e quindi vogliono diventare più cari (anche di questo parleremo in un'altra puntata. Ve l'ho detto: la vostra vita, la vostra percezione della realtà, cambierà radicalmente), i colleghi di lavoro, i vicini di casa. Bisogna mantenere il sangue freddo, arginare l'invasione di casa anche col filo spinato se necessario, sbarrare le finestre, staccare i telefoni, stringersi l'uno all'altra e insieme coccolare il nuovo arrivato costruendo il nucleo di fiducia e sicurezza che darà a tutti e tre (o quattro o cinque, io per ora sto a uno quindi mi limito all'esperienza personale) la serenità per iniziare questo meraviglioso ma faticoso viaggio.

Il bambino i primi tre mesi piange, sappiatelo. Anzi, grida, mettetevelo bene in testa. E' un suono che lacera il cuore, i timpani e i nervi, ma ricordate che nelle stesse condizioni noi faremmo altrettanto. Per nove mesi è stato al sicuro, al caldo, al buio, nutrito automaticamente e ninnato dal rassicurante battito perpetuo del “cuore di mamma”, all'improvviso viene catapultato in una stanza fredda, piena di luci, rumori e altri esseri che non ha mai visto prima; e poi scopre che quella stanza e quelle persone sono solo l'inizio delle infinite novità con cui viene bombardato senza tregua: voi cosa fareste al posto suo? L'unico strumento di comunicazione che possiede è il pianto, le uniche cose che lo possono calmare sono il latte e l'amore.

E' un essere completamente puro e indifeso, quanto di più prezioso e raro esista al mondo e il nostro compito di genitori è farlo sentire protetto e amato, dobbiamo farci conoscere, trovare il modo di comunicare, diventare il salvagente a cui aggrapparsi ma anche il trampolino da cui tuffarsi alla scoperta di tutto. Non dimentichiamo che lui non ci ha mai chiesto di nascere, siamo noi che l'abbiamo invitato, quindi sta a noi farlo sentire a suo agio, non il contrario. Almeno fino all'età della ragione, poi ci potremo vendicare. Scherzo.

Il requisito fondamentale per costruire serenamente il nuovo nucleo famigliare (a parte l'amore che do per scontato perché altrimenti non so di cosa stiamo parlando) è la pazienza. Sappiate che ci sono passati tutti, sappiate che i primi tre mesi sono i più duri ma passano in un soffio, ora posso dirlo anche io che mentre li vivevo mi sembravano eterni, sappiate che la vostra vita cambierà radicalmente... ma neanche troppo. E' una questione di aggiustamento, ci vuole un po' di tempo per prendere le misure e trovare i giusti equilibri: la vostra vita sarà sempre la vostra vita, arricchita di una vita in più.

Sarete stanchi, sarete in preda al panico, sarete esausti... poi guarderete quella meraviglia che dorme sul vostro petto, o che smette di piangere se lo prendete nelle vostre braccia, o che apre gli occhi e sembra che vi guardi sorridendo (ed io sono SICURO che vi sta guardando sorridendo) e quell'emozione vi ripagherà di tutto il resto. Vi renderete conto di quanto siete fortunati e di che cosa grande avete fatto. Ora però bisogna andarlo a cambiare, e stavolta tocca a te.

Puoi trovare le altre puntate della rubrica "Daddy Cool" CLICCANDO QUI ->> DADDY COOL

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