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Tre padri sotto lo stesso tetto

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Generazioni a confronto: nonni, padri e figli alla ricerca di un equilibrio che permetta a tutti di vivere pienamente il proprio ruolo contribuendo alla crescita reciproca

Uomini di famiglia a confronto

Del rapporto tra padri nelle diverse generazioni se ne parla davvero poco..
In effetti la priorità, come figure centrali, è maggiormente attribuita alle mamme e alle donne della famiglia.
Loro si relazionano col bambino poiché ne comprendono i bisogni, col compagno con il quale condividono la vita quotidiana anche in merito alla prole, con i loro genitori e con la tanto temuta suocera!

Le donne si espongono maggiormente e lamentano più facilmente conflitti e invadenze.. Anche l’uomo, però, ha un ruolo ben definito. In vero, i padri dei rispettivi coniugi ed il genitore del bambino assumono in tale contesto una funzione specifica. E spesso il loro rapporto passa inosservato..
Come per lei, anche nella vita di lui esistono una serie di identificazioni che passano da quello di figlio a quello di padre e di compagno.
Il ruolo è diverso dalla funzione e mentre il primo è definito da un contesto sociale e culturale determinante, la seconda, pur influenzata dagli stessi fattori nel suo espletarsi,

è ciò che il padre sente di dover fare, è la sua risposta emotiva ai bisogni del figlio, è la disposizione interiore precedente all’esperienza, che tuttavia si attiva nella stessa. La funzione paterna è precedente all’esperienza e al ruolo, anche se normalmente si attiva in ambedue (Brustia Rutto P., 2013)

Ed è così che durante la paternità la visione della vita e delle relazioni cambia e si tende ad osservare in maniera più empatica gli stessi rapporti. Ciò significa che un uomo manifesta la sua preoccupazione per la famiglia in termini di tenerezza, accoglimento e protezione. Vive un confronto ed un’immedesimazione con il proprio padre e allo stesso tempo continua ad essere figlio raffrontandosi al proprio genitore e comprendendosi su un livello differente rispetto al periodo precedente alla nascita del figlio.  Se pensiamo al padre, soprattutto nei primi anni di crescita del bambino, e anche dopo, si osserva la sua centralità nel sostegno alla maternità e nel determinare la relazione empatica tra madre-bambino. Ciò grazie al modo in cui risulta essere presente in famiglia. Egli regola la distanza emotiva nel loro rapporto che spesso, proprio in merito ad uno scarso funzionamento del regolatore interno “padre”, diventa simbiotico a discapito del piccolo.

I genitori del nuovo millennio

La sua partecipazione è evidente anche con gli altri uomini della famiglia con i quali si rapporta, in primo luogo con il proprio padre e poi con il suocero. Difficilmente il raffronto tra loro potrà riguardare la funzione di padre, e ancor meno di compagno. Piuttosto riesaminerà quella di figlio.
Quanto più marcatamente un uomo ha vissuto la sua esperienza infantile come frustrante per via di un genitore assente o distaccato, tanto più ci saranno possibilità che possa riproporre lo stesso comportamento o, al contrario, avrà necessità di essere partecipe e presente nella vita del figlio. Quanto più la sua funzione di genitore sarà esplicita e lineare, tanto più sarà possibile identificarsi nel proprio ruolo cogliendo le necessità del piccolo e della famiglia.

Allo stesso tempo, un rapporto inesistente sul piano relazionale tra padre e figlio potrà essere compensato da un legame più stretto con il suocero. Le dinamiche, in effetti, risulteranno differenti dato che i due uomini si sono conosciuti da adulti.
Il nonno ha quindi una funzione rilevante nella vita degli adulti ma anche dei nipoti e, a volte, si sostituiscono al padre del bambino, soprattutto quando quest’ultimo è lontano per lavoro o è separato dalla sua compagna.

Nonostante non sia il genitore biologico il suo compito non cambia anzi si rafforza e la sua identità di nonno dipenderà dalla modalità con la quale il suo stesso padre si sarà rapportato ai nipoti durante il periodo della sua paternità. Quel ruolo, interiorizzato, troverà espressione proprio in quel frangente. Anche il nonno, quindi, vive un processo identificativo con il

sé figlio d’un padre e con il sé bambino-nipote, interrogando il comportamento del proprio padre divenuto nonno e, in seconda istanza, quello del proprio nonno (Stramaglia, 2013). La sua regressione positiva» gli permetterà da un lato, di identificarsi nel figlio che diviene padre, dall’altro nel suo vissuto infantile che riporterà in auge le emozioni del passato: il sé figlio di un padre e il sé bambino-nipote (Gecchele, 2010, p. 55).
L’essere padre», per il nonno è rilevante sul piano emotivo poiché tenderà a sentirsi più intensamente genitore nei confronti del proprio figlio piuttosto che del nipote (Smeraldi, 2008, p. 34)

Si sottolinea quindi in maniera piuttosto marcata quanto una relazione sana tra genitori e figli sia rilevante per la crescita dei più piccoli che riproporranno gli stessi modelli comportamentali una volta adulti. Insomma..un’esperienza di crescita per tutti!

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Le indicazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e il lettore. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti. Disclaimer»
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