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I tre consigli di un papà agli altri neo genitori come lui

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La nuova puntata di Daddy Cool: I consigli di un padre agli altri genitori alle prese con un frugoletto che gattona per casa, riempe le giornate di gioia, ma anche di tante domande

Consigli di un padre agli altri genitori

Consiglio numero 1 - Non dare mai consigli ad altri genitori

Il primo consiglio da genitore che do agli altri genitori è di non dare mai consigli agli altri genitori, a meno che non siano esplicitamente richiesti. O meglio, evitare consigli che mal celano giudizi col sotto testo “lo stai facendo male, per farlo bene devi fare come me”. Ogni famiglia ha una storia e una cultura uniche e pensare che quello che abbiamo fatto noi sia l'unica strada possibile è sbagliatissimo: lo è stata per la nostra famiglia, non è universale. Anche se ovviamente nostro figlio crescerà meglio.

Se ripensate a quanto era fastidioso sentirsi dire “così lo vizi” “è ora che dorma da solo” “coprilo che ha freddo” “dovreste smettere di allattarlo” da genitori navigati, cioè di bambini di tipo 7 mesi, vi renderete conto che rischiate di suscitare lo stesso fastidio. Chiaro che se vedete qualcuno che usa il microonde per asciugare il neonato potete intervenire. Anzi magari in quel caso chiamate l'assistenza sociale. Un'altra cosa che non sopportavo quando ancora non ero un papà navigato, cioè di un bambino di tipo 10 mesi, era il “ora succederà questo e quello... poi farà così e cosà... poi vedrai che ti dimenticherai di questo periodo...”. A casa mia si chiama spoiler. Io volevo scoprire tutto da solo giorno per giorno, se dietro la nuca per un po' non avrebbe avuto i capelli, se avrebbe cominciato a dire gù, dadadà e a sbavare, se davvero sarebbe mai riuscito a mettersi in bocca il piedino. E invece erano tutti lì a rovinare la sorpresa. Ma ero sicuro che non mi sarei mai dimenticato di quel primo periodo con mio figlio, non scherziamo. 

"I figli sono la salvezza dei genitori"

Poi un pomeriggio mio figlio Pisolo (nome inventato per mantenere la privacy) era lì sul tappeto gattonando come al solito ed emettendo i suoi strani ma dolcissimi suoni, mi sono voltato un attimo verso la finestra per cercare qualche pensiero profondo sulla vita e quando sono tornato su di lui era in piedi. Mi è girata la testa, avrei voluto fermare il mondo, telefonare a tutta la rubrica per condividere questo momento epocale. Stava lì, barcollante, stupito quasi più di me, reggendosi con le mani al divano e visibilmente instabile. Già lo vedevo con la sigaretta in bocca a chiedermi le chiavi della macchina e i soldi per le birre. Anche se in realtà con sua madre abbiamo deciso che sarà un pianista vegetariano e salutista.

Consiglio numero 2 - Non fare mai piani su vostro figlio

Il secondo consiglio è quello di non fare mai piani su vostro figlio, perché l'importante è concentrarsi sulla PROPRIA vita e lasciare che i figli scelgano la loro strada liberamente, entro i naturali limiti dettati dal buon senso e dalla legge. Magari lavorando nell'ombra per gettare delle linee guida... Tornando a Pisolo sulle gambette malferme, dopo aver guardato qualche istante i suoi giocattoli da questa prospettiva tutta nuova ha perso quasi subito l'equilibrio atterrando di peso sul pannolino, ma per me ormai una tappa fondamentale era stata raggiunta e preso da un attacco di insostenibile nostalgia di quando era piccolo (stiamo parlando di un bambino, all'epoca, di tipo 7 mesi) mi sono rimesso a vedere le migliaia di foto nel computer, ripromettendomi come al solito di ordinarle ed eliminare quelle sfocate (ora siamo arrivati a circa tre milioni di files, abbiamo dovuto comprare un secondo computer) accorgendomi che effettivamente non mi ricordavo più di quel primo incredibile periodo. Innanzitutto ho constatato con dolore che quello che per me era un piccolo bambolotto disegnato dal Caravaggio, in realtà fosse un piccolo alieno pieno di croste con gli occhi gonfi che si muoveva strano. Ma gli occhi dell'amore me l'avevano filtrato, tipo le attrici fotoscioppate. Poi in uno dei settantaduemila video ho sentito la sua vocina di allora, che era più che altro un gracchiare rauco. Oggi se non gli si risponde subito il suo “ah”, che di solito significa “dimmi cos'è l'oggetto che sto indicando con insistenza”, può arrivare ai decibel di un F-35.

Dopo solo 7/8 mesi, quando cioè tuo figlio comincia ad interagire, a riconoscerti, a sorridere, insomma ad essere un ometto (o signorina, io per ora ho solo Pisolo come esempio) è come se fosse un nuovo inizio, l'arrivo di un bambino vero. Il periodo precedente è una sorta di training, un limbo in cui il neonato deve abituarsi a questo mondo strampalato e i genitori a questa creaturina innocente che ha poche basilari richieste ma ad orari imprevedibili e in una forma comunicativa di difficile comprensione. Ecco, mi ricordo che però ad un certo punto avevamo capito quando gracchiava per la fame o per il sonno o per la cacca.

Consiglio numero 3 - Selezionare le foto da conservare

Il terzo fondamentale consiglio è quello di selezionare lucidamente le foto da conservare e di non esagerare perché altrimenti al decimo compleanno avrete comprato un centinaio di hard disc esterni dedicati. Anzi fate come si faceva nell'antichità e stampate le più belle. Ora torno a giocare sul tappeto con Pisolo che ormai mi riempie di soddisfazioni, gira le pagine dei suoi libri da solo ed infila le formine quasi sempre al posto giusto. Ed è oggettivamente bellissimo!

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