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5 motivi per cui il congedo di paternità fa bene alla famiglia

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Il congedo di paternità stenta a decollare. Eppure in alcuni Paesi è obbligatorio, ecco qualche motivo per cui bisogna promuoverlo

Congedo per il papà

In Italia le donne hanno diritto a cinque mesi di congedo per maternità con un’indennità pari all’80% dello stipendio. E i papà? Il congedo di paternità in Italia stenta a decollare.

Leggendo i dati INPS relativi al 2011 su 263.786 congedi parentali facoltativi in Italia, solo 31.905 sono stati richiesti dai padri. La nuove legge prevede che, a partire da quest’anno, per il papà ci sia l’obbligo di astenersi dal lavoro per un giorno nei primi cinque mesi di vita del bambino. I padri possono prenderne altri due ma questi andranno sottratti ai giorni di congedo che spettano alla madre.

Negli altri Paesi non va meglio. In Australia il governo ha offerto un programma di congedo parentale per i neogenitori ma lo ha richiesto solo un papà ogni 500 mamme. Nel Regno Unito il 40% sceglie di non usufruire del congedo parentale offerto dal governo e negli Stati Uniti il 76% degli uomini prende meno di una settimana di congedo dopo la nascita del bebè e il 96% dei padri torna a lavorano nel giro di meno di due settimane.

La questione è culturale, certo. Stare a casa a prendersi cura del bambino rievoca clichè atavici: un padre paffuto, per niente mascolino, che si trasforma in un superpadre pronto a sostituirsi alla mamma.
Invece, come sottolinea Marco Del Corona sul Corriere,

il congedo di paternità fa bene a tutti. Alle madri, ai padri, ai bambini. Alle geometrie variabili delle famiglie: papà e figli, mamma e figli, papà e mamma, perché la coppia va fatta sopravvivere allo sconquasso di un bimbo che arriva e si installa in casa, vorace di cura. Il congedo di paternità, paradossalmente, è un’educazione più sentimentale che pratica

Forse per guardare la questione da un’altra prospettiva si potrebbero leggere i cinque motivi per prendere il congedo di paternità elencati da Gabrielle Jackson su The Guardian.

  • Gli uomini che prendono il congedo sono padri migliori

Uno studio della Bar Ilan University ha scoperto che le donne che sono i caregiver primari sviluppano percorsi neurali nel cervello che le rendono più sensibili agli stimoli emotivi nei loro figli. Ma questo beneficio non riguarda le donne in esclusiva. Lo studio ha scoperto che gli stessi cambiamenti avvenivano nel cervello degli uomini che si prendevano cura del bambino.

Insomma è la quantità di tempo speso da solo a prendersi cura di un bambino a consentire agli uomini e alle donne di diventare istintivamente grandi genitori.
E i papà che prendono un congedo possono anche ottenere maggiore soddisfazione dal tempo trascorso con i figli una volta tornati a lavoro.

  • Maggiore uguaglianza sul posto di lavoro

Il modo migliore per fare una cultura d'impresa più amichevole nei confronti delle donne è quello di mettere i papà in condizioni di prendere il congedo di paternità.  Uno studio svedese dimostra che quando il padre permette alla donna di tornare a lavoro i futuri guadagni della donna soaumentano del 7%. Certo in Italia la situazione è diversa, spesso gli stipendi delle donne sono inferiori di quelli degli uomini, il che è una delle motivazioni per cui gli uomini prendono difficilmente in considerazione l’idea di andare in congedo.

Inoltre quando il papà prende il congedo il problema della flessibilità e della conciliazione tra lavoro e famiglia diventa un problema anche loro. Cosa succede se il papà deve andare via prima perché il bambino è malato? E come si organizzerebbe con il nuoto del mercoledì alle 16? Insomma la flessibilità nel lavoro smetterebbe di essere una "questione femminile" e improvvisamente diventerebbe una questione urgente relativa al mondo del lavoro nel suo complesso.

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  • Relazioni più egualitarie

 L'unico modo per raggiungere la parità nella società è quello di raggiungere la parità in casa.

  • Benefici per i bambini

Nelle famiglie in cui il papà prende il congedo di paternità, il tempo complessivo che i bambini vivono insieme ai loro genitori aumenta. I bambini che hanno avuto padri coinvolti nella loro infanzia tendono ad essere più felici, più sani, vanno meglio a scuola, hanno una maggiore autostima e meno problemi comportamentali.

Nelle famiglie in cui i lavori domestici sono condivisi, le ragazze sono meno inclini a seguire percorsi di carriera stereotipati e sono più propense a provare cose nuove, e i ragazzi crescono con un’idea di rapporto tra sessi egualitario.

  • Più sesso!

Una donna che non è così completamente distrutta dal lavoro, dalla cura dei bambini e della casa è più incline a fare sesso la sera. Infatti uno studio americano mostrò che le coppie più egualitarie avevano rapporti sessuali più frequenti e dichiaravano una maggiore soddisfazione sessuale.

E allora forse non sarebbe il caso di chiedersi se Paesi come Germania, Svezia o Norvegia che hanno reso obbligatorio il congedo di paternità non abbiano pensato in questo modo di lavorare in modo concreto per il benessere delle famiglie e della società intera.

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