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Congedo obbligatorio di 15 giorni per i papà

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Congedo paternità obbligatorio di 15 giorni: la nuova misura, in consegna al Senato e Camera, per sostenere la genitorialità condivisa e la parità di diritti nel mercato del lavoro

Congedo paternità obbligatorio

Tra le nuove misure in consegna al Senato e Camera, volte a raggiungere una condivisione della responsabilità genitoriale, c'è la proposta di un congedo parentale obbligatorio di 15 giorni per i padri. L'emendamento che sarà depositato il 7 novembre 2015 è stato presentato a Palazzo Madama dalla vice presidente del Senato Valeria Fedeli e dalla componente della Commissione Lavoro della Camera Titti di Salvo.

Il congedo deve essere preso in contemporanea alla madre, nel primo mese di vita del bambino, e verrà retribuito all'80% dello stipendio come per le donne. Attualmente il congedo obbligatorio per il neo papà è di un solo giorno, una misura simbolica, introdotta in via sperimentale da Elsa Fornero, di cui ne avrebbe usufruito soltanto il 15% dei padri.

5 motivi per cui il congedo di paternità fa bene alla famiglia

Il nuovo emendamento, che rientra nelle novità già introdotte dal Jobs Act per la conciliazione delle esigenze di cura, vita e lavoro ha un duplice compito. Da una parte mira a equiparare i diritti di uomini e donne nel mercato del lavoro. Attualmente in sede di colloqui una donna è spesso discriminata e scartata se ha dei figli o se ha intenzione di costruire una famiglia. E' di pochi giorni fa la notizia di una ragazza di 28 anni che ha perso il lavoro perché si è rifiutata di rispondere a domande sulla sua vita privata: "Sei sposata?" "Hai dei figli" ?.

Alle donne viene chiesto immediatamente quale sia la sua condizione familiare e i suoi programmi per il futuro. E in passato si facevano firmare delle lettere di dimissioni in bianco consegnate alla dipendente nel momento in cui comunicava di essere incinta. E i dati parlano chiaro, non c'è ancora in Italia una cultura paritaria del lavoro, né il riconoscimento del valore sociale della maternità, e non viene rispettata la libertà di diventare madre. Avere un figlio corrisponde a un deficit di produttività e a un'assenza di lavoro e di conseguenza un'azienda su due, con meno di 50 dipendenti, preferisce assumere un uomo.

Il presidente dell'Inps, Tito Boeri, commenta la proposta affermando che si tratta di un chiaro messaggio alle aziende: "assumere un uomo comporta costi comparabili con queli dell'assunzione di una donna". Il congedo obbligatorio più lungo ha inoltre lo scopo di offrire al neo papà la possibilità di vivere pienamente il suo nuovo status, e di condividere con la compagna le nuove responsabilità.

La proposta di legge presentata da Valeria Fedeli e Titti di Salvo mira inoltre a raggiungere un traguardo importante dal punto di vista culturale. La genitorialità va condivisa, con tutte le responsabilità e i cambiamenti che comporta. Bisogna attribuire alla maternità il giusto valore; è necessario che anche il futuro padre venga coinvolto e sia vicino alla neo mamma nel post parto, un periodo bellissimo, ma al contempo molto delicato e difficile per una donna.

La cura dei figli non è un problema solo femminile, e la genitorialità va condivisa !

Basti pensare che in altri paesi il fare figli è, a giusto titolo, riconosciuto come un valore aggiunto, una ricchezza. E per questo si sperimentano normative più avanzate in materia di congedi obbligatori per i papà.

Il congedo parentale di quindici giorni per gli uomini ha ottenuto anche l'appoggio del ministro del Lavoro Giuliano Poletti e Matteo Renzi a fine settembre, parlando all'Onu, ha inserito tra gli impegni del governo una campagna sulla paternità

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