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Sintomi della depressione post parto

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Valentina Colmi, autrice del libro "Out of the Blue – Rinascere Mamma", ci parla dei sintomi della depressione post parto e ci spiega cosa dovrebbe fare una mamma che soffre di baby blues

Sintomi della depressione post parto

Ci sono delle storie che ti colpiscono per la loro ineffabilità. Ti chiedi come sia possibile, come mai accadano, soprattutto in un periodo della vita in cui fin da bambina ti hanno insegnato che sarai sicuramente felice. Cecilia in una delle tante foto che sono state diffuse sui giornali e in rete, sorride. In qualcuna c'è anche il suo bambino di 5 mesi. Ha solo 22 anni, eppure è già mamma. E mostrava orgogliosa il pancione in crescita con due gemelli quella madre di Brescia; amava i bambini, visto che curava come maestra di un asilo anche i figli degli altri.

Probabilmente tutti si aspettavano che dicesse che fosse entusiasta dell'arrivo in un colpo solo di due creature e forse le ripetevano quanto fosse fortunata, visto che a casa aveva già altri due bimbi. Cecilia e la giovane madre di Brescia hanno un punto in comune: la solitudine infinita che le ha portate ad uccidere sé stesse e i loro bimbi. In questi casi i media parlano sempre di depressione post partum, ma io che ci sono passata posso assicurare che una madre depressa non ammazzerebbe mai il proprio figlio. Si tratta di una psicosi puerperale che probabilmente c'era già prima della gravidanza e che si è aggravata.

Depressione post-partum: storie vere

Se una donna arriva a compiere questo gesto è perché la maternità in qualche modo la fa ripensare alla sua infanzia e se quel periodo è stato difficile e doloroso lo si vuole cancellare, si vuole uccidere la parte “bambina” che è rappresentata dall'arrivo del proprio bambino. Le donne che hanno la depressione post partum non sono pazze. Hanno solo bisogno di aiuto, ma spesso non possono e non vogliono chiederlo per paura di essere giudicate dei mostri o delle pessime madri.

La maternità è ancora troppo un cliché per poter essere vissuta pienamente, senza sovrastrutture: ci si aspetta che una donna, solo per il fatto di aver partorito, diventi onnisciente, che sappia allattare fin da subito al seno, che sappia riconoscere il pianto del neonato al primo vagito. Invece è confusa, spaventata e come tutti ha solo bisogno di tempo per imparare. Eppure non c'è il tempo per nulla, alle mamme di oggi non viene data tregua: devono saper fare tutto e subito, devono tornare immediatamente in forma e al lavoro per poter garantire il massimo dell'efficenza. Ma sempre con il sorriso, perché hanno ricevuto un grande dono. E allora ecco che scattano le critiche, le parole che feriscono perché non si sta bene. “Come? Adesso sei madre, non puoi essere triste!”, “Su, che c'è chi sta peggio di te”, “Devi tornare alla normalità”. Una normalità che è cambiata per sempre.

Le donne con la depressione post partum si sentono imprigionate, anche in una casa comoda. Vorrebbero solo tornare indietro, essere quelle di prima, sapere che ci sarà un giorno in cui staranno meglio. Perché hanno paura che la vita sarà per sempre quella, senza più una goccia di felicità.

Sintomi della depressione post partum

Il pianto, l'ansia, la voglia di non stare sole con il bambino, dormire sempre o stare continuamente sveglie per il terrore che al bambino possa succedere qualcosa di brutto sono dei sintomi da non sottovalutare, soprattutto se continuano a due settimane dal parto. La depressione post partum infatti si manifesta tra le 6 e le 12 settimane dopo la nascita e non se ne va.

Secondo il DSM IV (Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali) devono essere presenti quasi ogni giorno, per un periodo di almeno 2 settimane questi segnali:

  • umore depresso per la maggior parte del tempo;
  • perdita d’interesse o piacere per tutte, o quasi tutte, le possibili attività della giornata.

Devono essere presenti almeno 5 dei seguenti sintomi per almeno 2 settimane:

  1. significativa perdita o aumento di peso senza essere a dieta, oppure diminuzione o aumento dell’appetito ogni giorno;
  2. insonnia o perdita del sonno quasi ogni giorno;
  3. agitazione o rallentamento psicomotorio quasi ogni giorno;
  4. faticabilità o mancanza di energia quasi ogni giorno;
  5.  sentimenti di autosvalutazione o di colpa eccessivi o inappropriati quasi ogni giorni;
  6. ridotta capacità di pensare o di concentrarsi, o indecisione, quasi ogni giorno;
  7. pensieri ricorrenti di morte.

La depressione post partum è' un ladro che ruba la maternità; qualche volta si presenta anche prima e allora si chiama depressione pre parto. I sintomi sono più o meno gli stessi, ma sono talmente vaghi e generici che spesso si fatica a trovare un'adeguata diagnosi. Uno dei problemi è proprio la sottovalutazione del fenomeno.

A chi si devono rivolgere le donne in difficoltà?

Al medico di base? Al pediatra? Al ginecologo? E' difficile che ai corsi pre parto ne parlino, così come gli altri operatori sanitari. Il vuoto, il buio assoluto. Se così fosse si potrebbero riconoscere i casi di rischio e incominciare un percorso terapeutico per evitare l'insorgere della depressione post partum. Alcune strutture ospedaliere lo fanno, ma sono ancora poche e le mamme preferiscono non sapere, è anche questa la verità.

Una mamma che ha bisogno di aiuto deve andare da un buon terapeuta: ci sono diversi ospedali che intraprendono un cammino gratuito; in genere si guarisce nel giro di 6 mesi/1 anno. Bisogna non vergognarsi, non abbassare gli occhi, invitare le mamme che ce l'hanno fatta ai corsi pre parto non per spaventare ma per informare. Per preparare le future madri a non sentirsi in colpa. A vivere la maternità a modo proprio senza pretendere che rappresenti una santa che si deve sacrificare. Non c'è nulla di peggio che ascoltare un urlo silenzioso – eppure così limpido – come quello che sicuramente avranno lanciato Cecilia e la mamma dei due gemelli e che appunto è risuonato senza risposta.

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