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Le nuovi punizioni delle mamme

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Se una volta le punizioni erano costituite dal divieto di uscire, oggi si scatena la Terza Guerra Mondiale quando viene tolto ai bambini e agli adolescenti ciò che hanno di più caro: la connessione internet

Punizioni delle mamme

Da che mondo è mondo arriva una fase sia nella vita dei genitori sia in quella dei figli in cui è necessario ricorrere a certe punizioni quando il comportamento della prole non è proprio eccelso. Di solito i motivi del contendere sono i brutti voti a scuola e il fatto di non dare il proprio contributo tra le mura domestiche, magari non mettendo in ordine la propria stanza o non aiutando a sparecchiare.

Ovviamente si sta parlando di figli già grandicelli, anche se a volte tocca ricorrere a dei piccoli castighi anche a bambini più piccoli. Se togliere loro la visione dei cartoni preferiti può scatenare urla e stridore di denti – che comunque passano velocemente perché i bimbi vanno lasciati sfogare nel loro capriccio – non è niente di fronte alla Terza Guerra Mondiale che - possiamo scommetterci - si scatenerà quando la punizione riguarderà ciò che gli adolescenti di oggi hanno di più caro: la connessione internet, più preziosa a volte della stessa mamma. Se una volta la “minaccia” - e la sua attuazione – era costituita dal divieto di uscire (e neanche tanto tempo fa non uscire voleva dire essere isolati dal mondo) questa non è più una punizione praticabile, perché appunto stare in casa per i ragazzi di oggi ciò equivale a frequentare la piazza tutti i giorni. Non importa che sia quella di Facebook, Whatsapp, Ask o Messanger: sempre di piazza si tratta.

Punizioni e violenza psicologica

I propri amici, anche se non li si vede, li si può sempre sentire tramite chat e messaggi sul cellulare, tablet o computer. Non c'è nulla di più prezioso quanto la connessione internet e se un genitore vuole dare una sonora lezione; la cara vecchia scuola militare o il collegio dei frati salesiani in cui c'era già la camera pronta per l'ennesimo 4 in matematica incutevano un'ansia tremenda tra i bambini della mia generazione. Adesso probabilmente la risposta sarebbe: “Ok, papà mandami pure...ma c'è il wi-fi?”. Non c'è nulla che regga il confronto alla possibilità di stare connessi. Qualche anno fa il distacco dalla famiglia veniva visto come un ostacolo enorme da superare – soprattutto se c'era un qualche tipo di frate incappucciato o la lupara di un cecchino militare – mentre oggi neppure questi spauracchi causano tanto terrore, fiato corto, pallore, tremore alle mani e alle palpebre come anche solo la remota ipotesi di usare il proprio cellulare solo per telefonare.

Ci sono allora dei modi creativi per farsi ascoltare dai propri figli minacciandoli di lasciarli senza internet. Ad esempio cambiare ogni giorno la password del wi-fi. E per cambiare password non si intende parole come “zuzzurello” o “12345” o i numeri con cui Hurley di Lost aveva vinto la lotteria, ma qualcosa di volutamente più complicato. Se i figli si comportano bene allora riceveranno la password, altrimenti passeranno dei brutti momenti tra sudori freddi e tremolii degli arti. E sebbene provino a calarsi dall'alto come Tom Cruise in Mission Impossible per cercare di scoprire quale sarà la parola magica che aprirà le porte del wi -fi, i genitori saranno sempre un passo in avanti. D'altronde crescere non è mica detto che sia semplice. Come fare i genitori del resto.

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