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Mangia, prega, ama

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Nella degenza in ospedale dopo il parto tenete a mente tre parole chiave che compongono il titolo di un celebre libro "Mangia, prega, ama"

La degenza in ospedale dopo il parto, se tutto va bene dura una manciata di giorni, eppure sono momenti che non dimenticheremo mai più, e per molti motivi diversi. Se siete in attesa del primo bambino e contestualmente del primo ricovero nel reparto Ginecologia e Ostetricia di un ospedale, tenete a mente tre parole chiave che compongono il titolo di un celebre libro "Mangia, prega, ama".

Mangia

In ospedale è bene cercare di mangiare senza trattenersi, anche più del necessario, e non solo per l'allattamento. Forse non lo sai, ma sono le ultime occasioni di fare pasti decenti. Un attimo, da quando purè e brodino sono considerati cibi degni di questo nome? Primo: non sottovalutare la fame assassina che s'impadronirà di te il giorno dopo il parto (come dicevano una volta, la fame è il miglior condimento). Secondo, meglio un brodino caldo, consumato con calma, seduta, e sola, che un piatto di lasagne semi-congelate mangiate in piedi direttamente dal frigo con il cucchiaino ricurvo e ancora sbavato. Terzo, nulla ti vieta di dare disposizione ai tuoi familiari di portare con se’ durante le visite “cibo vero” e gustoso, con cui abbuffarsi in allegria mentre il bambino dorme o è al nido dell'ospedale.

Come aiutare una neomamma dopo il parto

La cosa migliore è chiedere al neopadre di portare, al posto dei fiori, un bel mazzo di salami, soprattutto se in gravidanza ci hai dovuto rinunciare. Io e la mia compagna di stanza ci eravamo procurate addirittura un carrè di formaggi, che solitamente attaccavamo la notte, armate di crackers unti all’inverosimile, e poi spruzzavamo per la stanza deodorante spray per far sì che l’odore di gorgonzola non insospettisse le infermiere.

Prega

Anche chi non è credente, ora che il bambino è nato dovrebbe approfittare del periodo dell’ospedale per augurarsi che certe cose vadano per il verso giusto, e capire come investire tempo ed energie.

  • Pregate perché il bambino stia bene, naturalmente, ma anche perché dorma di notte, anzi no, per quello nulla e nessuno potrà mai aiutarvi.
  • Pregate per avere il latte e affinché i vostri capezzoli si rivelino essere rivestiti in lega di titanio.
  • Pregate perché vostro marito sia riuscito finalmente a montare il seggiolino auto: dopo 24 ore di tentativi, ha telefonato esausto annunciando che alla dimissione tornerete a casa a piedi. Poi però non è riuscito a montare nemmeno la carrozzina.
  • Pregate affinché nessuno abbia la pessima idea di farvi una festa a sorpresa in casa il giorno della dimissione dall’ospedale, e perché vostra suocera non venga mai a conoscenza della vostra seconda scheda telefonica, l’unica che userete d’ora in poi.
  • Pregate perché i pannolini che avete acquistato in quantità industriale siano della misura giusta.
  • Pregate che il moncherino del cordone ombelicale si stacchi durante il sonno e non mentre cambiate la medicazione.
  • Pregate affinché un qualche errore burocratico vi faccia restare in ospedale uno o due giorni in più per abbuffarvi di cibo e dormire mentre il bambino al nido, mentre qualcun altro si occupa di pulire la vostra stanza, cambiarvi le lenzuola e cucinare.

Ama

Lo guardi la prima volta e in un attimo ti ha stregata: provare per la prima volta l’amore incondizionato è qualcosa in grado di scuotere chiunque. Ma oltre a questo nuovo, incredibile sentimento per una creatura appena nata, nel periodo dell’ospedale proverai autentico amore per cose che non avresti mai immaginato.

  • Amerai le persone che ti vengono a trovare portandoti tutto il loro affetto, e ancor di più amerai quelle che non ti vengono a trovare ma ti manderanno sms o mail a cui ti dimenticherai di rispondere.
  • Amerai le compagne di stanza, donne accomunate dalla stessa situazione con cui chiacchierare giorno e notte, come in gita scolastica ai tempi del liceo.
  • Amerai tuo marito che è riuscito non solo a montare il seggiolino auto dopo una lunghissima agonia, ma anche a ubbidire alla tua richiesta di portarti un cambio in più per il bambino e un altro salame. Il cambio è della taglia sbagliata, ma pazienza, il salame era più importante.
  • Amerai l’ostetrica che ti ha detto: “Fa un male bestiale, lo so”, l’unica cosa che ti ha impedito di insultare la collega che durante le doglie ti incitava dicendo: “Qualsiasi donna le sopporta”, ma la tua preferita, quella a cui dopo la dimissione manderai un mazzo di salami e un biglietto affettuoso, è quella che ogni sera con piglio agguerrito irromperà in camera tua dicendo “Tutti fuori, l’orario di visita è finito.” E all’occorrenza “Giù le mani dal bambino. Solo i genitori possono tenerlo in braccio.” Peccato non poterla adottare.
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Le indicazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e il lettore. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti. Disclaimer»
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