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Le mamme che trascinano i bambini ovunque...

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Ci sono mamme che trascinano i figli piccoli ovunque e quelle che inorridiscono alla sola idea di portarseli dietro mentre vanno a bere il caffè con un'amica

Mamme che si portano i bambini ovunque

Da mamma immigrata, senza nonni e inizialmente senza amici, sono stata costretta a coinvolgere le mie figlie fin da piccole in tutte le attività necessarie alla famiglia e alla casa. Come me, le altre mamme espatriate che ho conosciuto col tempo, e in generale chiunque non possa contare su aiuti “a gratis” per i figli piccoli, in età prescolare. Ma i sensi di colpa sono sempre dietro l’angolo soprattutto al confronto con le mamme abituate a lasciarli a casa coi nonni o chi per loro in tutte quelle situazioni “da adulti” - spesa, ristorante, cerimonie, parrucchiere -che potrebbero annoiarli o ancor peggio “iperstimolarli”.

“Povera piccola, COSTRETTA a venire a fare la spesa”. “La porti persino al ristorante?” “Non so proprio come fai!” Il “pianeta mamma” è un universo indubbiamente pieno di sfaccettature, ma è divertente osservare che in alcuni casi persone nella stessa situazione hanno posizioni agli antipodi. C’è la mamma che si trascina i figli piccoli ovunque, fin da neonati (per necessità ma, in alcuni casi, anche per scelta) e quella che inorridisce alla sola idea di portarseli dietro mentre va a bere il caffè con un’amica.

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Quello che ho notato nella mia personalissima esperienza, è che la mamma abituata a mollare i figli ogni qualvolta l’attività prevista non sia esplicitamente da bambini - o talvolta anche in quei casi, vedi quelle che si presentano alla ludoteca o ai playdate solo con il grande “il piccolo l’ho lasciato a casa, sai si stanca e poi è ancora presto per queste cose (!)” - sembrano sempre molto sicure della propria posizione. Il bambino se è troppo piccolo si stanca, se è grande si annoia, impossibile portarlo a fare la spesa OGGI, sta mettendo un dentino, dal parrucchiere? Stai scherzando, piuttosto mi tengo la ricrescita di tre mesi - ma ovviamente non se la tiene, dato che questo percorso mentale è tipico solitamente di mamme che hanno al proprio servizio aiuti gratuiti, coi nonni in prima fila.

Del tutto naturale scatenare l’invidia di chi, per i motivi più diversi, non può contare su questo genere di supporto, e che ogni volta per assentarsi deve aprire il portafoglio. E allora va bene il ristorante a due, ma magari una volta ogni tanto. E per tutto il resto, o ti arrangi con la scuola, o te lo porti dietro. Per questo genere di mamme, che col bimbo neonato sono mamme-canguro a tutti gli effetti e praticamente si tolgono la fascia solo per dormire, il giudizio generale è solitamente impietoso, e lei stessa è divorata dai sensi di colpa perché naturalmente sa benissimo che per suo figlio non è il massimo restare zitto e buono mentre lei fa la spesa della settimana sudando copiosamente e buttando roba a mucchi nel carrello. Non solo glielo dicono gli altri, se lo dice da sola “Poverino” e anche “Poverina” riferito a se’ stessa.

Lettera a tutti gli estranei che giudicano il comportamento di mio figlio

Eppure, da mamma immigrata circondata da altre mamme nella mia stessa situazione, vedo che nessuno di questi bambini “poverini” sembra traumatizzato o infelice. Ovvio, si tratta di una situazione dettata dalla necessità perché a nessuno sano di mente fa piacere preparare, vestire e portare fuori due o tre bambini, magari in pieno inverno o sotto una pioggia torrenziale, solo perché hai dimenticato di prendere il latte. Ma è una di quelle situazioni di necessità da cui possono nascere molte cose buone. Bambini responsabilizzati circa la gestione domestica, dalle pulizie alla spesa, e questo credo sia importante soprattutto con i maschietti. Bambini che sanno stare al bar, al ristorante, in locali pubblici.

Bambini di uno o due anni che fin da piccoli si buttano nella mischia con i più grandi, e bambini di cinque o sei anni che sanno cambiare un pannolino e sorvegliare il fratellino o la sorellina in modo che non si faccia male. Un modo di vivere un po’ old-style, se vogliamo, e anche una faticaccia, ma da quel poco che ho visto io, non funziona poi così male. E poi, forse non è nemmeno così piacevole avere altre persone che fornendo gratuitamente un aiuto così sostanziale e alla lunga “imprescindibile”, in molti casi tendono ad intromettersi nelle questioni familiari, e a rivendicare qualche diritto anche decisionale sull’educazione dei bambini.

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