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Mamme che lavorano. Come cresceranno i loro figli?

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Secondo una recente ricerca le figlie di mamme che lavorano sono riuscite maggiormente ad emergere a livello sociale. Vediamo cosa ne pensa la nostra psicologa

Mamme che lavorano, come crescono i figli

Costituire un nucleo familiare, oggi come oggi, non è più considerato un obbligo o un’alleanza tra famiglie come avveniva in tempi non troppo remoti, ma una scelta. A differenza di prima gran parte delle mamme lavorano. E ci si domanda: come crescono i figli ?

Il matrimonio è un’impresa personale, un’occasione di espressione della propria individualità e la coppia si forma per soddisfare questa necessità. I due partner si scelgono manifestando i propri bisogni e le proprie aspettative in relazione alla coppia stessa che non essendo più chiusa al suo interno rifiuta il rapporto simbiotico di un tempo osservandolo con più sospetto o come minaccia all’espressione della propria specificità. In una società che esalta l’individualismo, la relazione è sacrificata per promuovere l’autoreferenzialità dei singoli membri.

E i figli, come cresceranno?

Una madre in carriera è facile che dedichi il suo tempo al lavoro e ciò può portare erroneamente a considerare che la sua rinuncia abbia comportato un calo delle nascite nell’arco degli anni. In realtà sono diversi i fattori che hanno contribuito al manifestarsi di questo fenomeno. Negli ultimi decenni, la situazione maschile e femminile, è diventata similare: un maggior numero di donne è entrato nel mercato del lavoro retribuito e si sono guadagnate diritti sociali più al passo con i tempi (Ameruoso, 2010). Ma è facile considerare che le mamme lavoratrici vivono maggiormente dei sensi di colpa per non poter crescere i propri figli.

Figlio mio, ecco perchè lavoro

Uno studio realizzato dalla Harvard Bussiness School ha constatato che le figlie di mamme che lavorano sono riuscite maggiormente ad emergere a livello sociale. Ciò significa che guadagnano più delle coetanee e studiano più a lungo. A differenza di ciò che si può pensare il senso di colpa scaturisce quando qualcosa viene svolto controvoglia e senza motivazione, mentre le donne soddisfatte del proprio lavoro avvertono meno questo sentimento. I figli crescono interiorizzando lo stesso modello genitoriale come normale espressione della propria peculiarità e non come una rinuncia. Evolveranno consapevoli che nella vita è normale lavorare e realizzare le proprie ambizioni.

Il lato positivo di questa ricerca sottolinea sicuramente la componente spesso deleteria del legame madre-bambino. Una donna che rinuncia al proprio lavoro o alla carriera per dedicarsi alla crescita dei suoi bambini sacrifica inevitabilmente una parte di sé sentendosi gratificata sul piano materno ma non personale. Una donna che struttura un rapporto simbiotico con il proprio figlio soffocherà il suo bisogno di autonomia. Infatti, i bambini, a differenza di ciò che comunemente si pensa, crescono con una maggiore vivacità cognitiva e con libertà di pensiero. Hanno cioè maggiori stimoli.

Una donna che possiede una propria indipendenza sarà al pari del suo compagno e potrà, di conseguenza, lasciargli maggiore spazio per partecipare alla vita dei suoi figli quando lei non c’è. Negli Stati Uniti i 3/4 delle madri decide di mantenere il proprio lavoro dopo il parto anche se il giudizio nei confronti della loro scelta non è sempre positivo. Nel 2007 la Pew Research Center riporta che solo il 22% esprime un giudizio favorevole per una madre che lavora. E questo dato è significativo poiché ci fa comprendere che c’è ancora tanta strada da fare..

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