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Mamme casalinghe: miti da sfatare

In un mondo competitivo e orientato sulla carriera, ci sono molti luoghi comuni da sfatare circa le mamme che restano a casa per scelta. C’è chi giudica senza capire un certo stile di vita che necessita di una prospettiva diversa e un po’ fuori dal comune

a cura di Laura Losito

In un mondo competitivo e orientato sulla carriera, ci sono molti luoghi comuni da sfatare circa le mamme che restano a casa per scelta: come in tutte le cose esistono i pro e i contro, ma c’è chi giudica senza capire un certo stile di vita che necessita di una prospettiva diversa e un po’ fuori dal comune.


Mamma casalinga vs mamma che lavora


“Cosa fate tutto il giorno?”

Una delle domande più frequenti che fluttuano nell’aria ogni volta che una mamma lavoratrice incontra una mamma casalinga: essere a casa significa forse sdraiarsi sul divano a guardare la tv tutto il giorno? In realtà, nella giornata della mamma a tempo pieno i momenti di noia sono molto rari: tra visite mediche, pulizie, organizzazione dei pasti e via dicendo, tutto quello che avanza generalmente viene dedicato al gioco con i bambini.

“Stare a casa è un lusso.”

Sì e no: cioè, sì, ma non del tutto. E’ un lusso potersi organizzare in modo autonomo e fare le cose seguendo i propri tempi e priorità. E’ soprattutto un lusso inestimabile poter trascorrere una grande quantità di tempo con i propri figli e vederli crescere. E’ un lusso perché ci sono molte mamme che vorrebbero stare a casa ma non possono. Però ci sono anche quelle che vorrebbero una carriera e non ce l’hanno, o non hanno una professione abbastanza remunerativa da poter coprire i costi di asilo e tata, etc.. Insomma, finché una mamma (casalinga o meno) sta facendo il miglior lavoro possibile per allevare i propri figli, è tutto ok!


Mamma a lavoro o mamma a casa: chi è più felice?


“Quindi avete sacrificato / state sacrificando la vostra carriera?”


Bisogna vedere se per i nostri figli è più vantaggioso averci a casa o al lavoro; se per noi è meglio essere casalinghe o ci appaga più la “doppia vita” di mamma e professionista. C’è anche chi aveva una brillante carriera ma ha preferito fermarsi durante gli anni più formativi della crescita dei bambini: si tratta di una scelta, non di un sacrificio. E, se un domani sarà più difficile rientrare nel mondo del lavoro, resta comunque il conforto di sapere che ne è valsa la pena.

“Perché siete sempre stanche?”


E, in alcuni casi, per “stanche” si sottintende il meno diplomatico “sciatte”. Il presupposto è che prendersi cura dei bambini significa lavorare 24 ore al giorno, anche la notte se ci sono neonati poco propensi a dormire. Il tempo libero non esiste, perché il lavoro è sempre lì, sotto i propri occhi, sottoforma di un pannolino sporco o di una pila di piatti da lavare. Si arranca, si dorme poco e male, è difficile organizzarsi e prendere il ritmo, e quando lo prendi cambia tutto e devi ricominciare da capo. Alla fatica fisica si aggiunge poi la stanchezza mentale: è dura, ed è una grande responsabilità!


Una mamma si dimette dal suo lavoro di casalinga. Il video parodia di Brenna


“Dev’essere una noia mortale.”

Soprattutto le amiche senza figli non si capacitano di come le mamme a tempo pieno possano trascorrere ogni ora della giornata con i propri figli, 365 giorni all’anno quando sono così piccoli da non andare ancora all’asilo. Ma vivere con i bambini è un’avventura: è un’emozione continua vederli crescere e imparare.

“Dove sono finiti i vostri interessi?”


E’ vero che con i bambini, soprattutto full-time, si tende un po’ a perdere di vista se’ stesse in favore dell’essere mamma. Ma in realtà fare le mamme a tempo pieno non esclude il coltivare qualche hobby o talento, o scoprirne di nuovi che contestualmente possono essere usati per il divertimento o la crescita dei bambini, come la fotografia o la cucina!

“Non state sprecando i vostri titoli di studio?”


L’educazione non è mai sprecata, anzi: i nostri bambini non potranno che beneficiare della nostra cultura e formazione.


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