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Mamme casalinghe, consigli e idee per non impazzire

Consigli e idee per rimettersi in gioco e non cadere vittime della depressione "figli-casa-marito-spesa". Ce lo dice Cinzia autrice del blog "MammaStyle"

Cinzia è una mamma che oltre a lavorare, fare la madre e la moglie, ha creato un suo blog dedicato alle mamme: "MammaStyle". Come tante donne che lavorano e poi hanno un figlio, ha sperimentato quanto sia difficile rimettersi in gioco e trovare una nuova occupazione. E a questo si aggiunge l'insoddisfazione di non vedere riconosciuto il proprio ruolo di mamma e di casalinga. Ci si sente immerse dai propri figli, dalla casa e nei casi più disperati si può cadere vittime di depressione. E allora occorre reagire e inventarsi una nuova vita, uscire dal tunnel della quotidianità e trovarsi un proprio spazio. Cinzia lo ha fatto e ha creato un blog dedicato alle mamme. Ecco i suoi consigli, indirizzate alle mamme casalinghe, per rimettersi in gioco e riscoprirsi come donne.


Una mamma si dimette dal suo lavoro di casalinga. Il video parodia di Brenna


"A tutte le mamme che fanno, per gran parte del loro tempo, le mamme, qualche idea per non cadere vittime della depressione "figli-casa-marito-spesa". Sì, molto facilmente si può cadere in un circolo vizioso che ci fa vivere le nostre giornate tutte uguali, arrivando a sera stanche ma insoddisfatte. Ci sembra di non aver concluso molto, se così si può dire, per una lavoratrice che riassetta la casa, cucina, cerca di tenere il frigo sempre pieno per ogni evenienza, accompagna i figli dal dottore o in piscina, li segue nel gioco, nello studio con enorme fatica perché non viene ascoltata quasi mai, prepara la cena.

L’insoddisfazione nasce dal fatto che tutto questo lavoro sommerso ed essenziale non viene di fatto riconosciuto in alcun modo. Si dà tutto per scontato: visto che sei a casa puoi andare tu dal dottore? Visto che non lavori, ci pensi tu a organizzare la cena di classe? Ma certo! Visto che non faccio niente, no problem! Tutto questo genera malumore, nervosismo, poca voglia di prendersi cura di se stesse perché quasi convinte di non meritarsi nulla dato che non facciamo nulla.


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Ci sono passata anch’io e conosco la situazione. Tuttora, anche se ho ripreso ad insegnare, mi sento una lavoratrice a metà. Forse perché insegno solo 10 ore e non 18, ossia ho una cattedra non completa, forse perché insegnando hai comunque tempo libero più che in altri lavori. Quando lavoravo come editor in una casa editrice 40 ore a settimana erano il minimo. Dovevo portarmi il lavoro a casa, non c’erano sabati o domeniche libere se il libro doveva andare in stampa. La mia capa era una dispotica esaurita, con una storia di letto con l’editore che quindi non ascoltava certe mie lamentele riguardo al poco rispetto nel lavoro, al dispotismo non illuminato di questa signorina che pretendeva l’impossibile. Ho vissuto un inferno e alla fine mi sono licenziata. Restando a casa, mi sono ritrovata in una situazione completamente diversa: dopo un mese aspettavo Gabriele e per la prima volta non avevo un lavoro.

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Fino alla nascita di Gabri, non ho avuto tempo e modo di riflettere perché le novità, le ansie e le cose da imparare erano talmente tante che mi sentivo immersa nell’essere madre. Passato il primo anno, ho iniziato a sentire questo vago desiderio di voler fare qualcosa che non fosse cambiare un pannolino, andare ai giardinetti e parlare delle solite cose da mamma. Avendo però un bimbo piccolo era difficile potermi rimettere in gioco anche perché si sa, una volta uscite dal mondo del lavoro, per le donne-madri è quasi un miraggio trovare un nuovo lavoro.


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Però, se posso permettermi, vorrei dare qualche suggerimento che la sottoscritta ha messo in pratica.

Per prima cosa, dovreste trovare comunque uno spazio vostro, magari approfittando dei suoceri, di una ludoteca-parking perché è sacrosanto avere del tempo per se stesse. Quando lo avete trovato, impiegatelo secondo le vostre inclinazioni, hobby.

Cercate di leggere. Non importa cosa ma leggete e soprattutto evitate libri o riviste di mamme! Il vostro cervello ha bisogno di respirare aria fresca.

Se siete in grado di insegnare qualche materia scolastica o lingua straniera mettetevi in gioco. Io l’ho fatto e con estrema soddisfazione. All’inizio può sembrare strano, ma poco per volta, se ci piace insegnare, la clientela aumenterà così come le soddisfazioni. Meglio ancora se si cerca di entrare in qualche scuola dove ci sono anche altri adulti-insegnanti in modo da poter scambiarsi consigli e pareri. Lo avrei fatto anche gratuitamente, mettendomi al servizio della Caritas per insegnare italiano agli stranieri.

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Secondo me. l’importante è avere un diversivo che può anche costituire una fonte di piccolo guadagno ma soprattutto un diversivo. Se sapete cucire, ricamare, fare collane o altro ancora non esitate… tenete la mente allenata. Riuscirete ad entrare in contatto con altre persone e solo per questo vale la pena tentare. Uscire dal mondo mamma per poco tempo alla settimana fa bene soprattutto alla mamma che sta in voi!

Oppure accettate quei lavoretti come fare interviste per dei buoni spesa o benzina, il telelavoro, o siti online che non richiedono spostamenti come altaopinione.it (paga perché l’ho sperimentato io stessa), scrivete dei post a pagamento. Un sito utile può essere alverde.net dove a volte cercano delle persone che possano scrivere brevi articoletti su qualche tematica. Scrivete delle miniguide per ewrite"

a cura di Cinzia di Mammastyle
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