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La mamma "Mamarazzi" per chi è star fin da piccolissimo

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Con il primo figlio, siamo tutte un po’ mamme-mamarazzi… ma, come si suol dire, a tutto c’è un limite! Ecco perché a volte è meglio vivere il momento piuttosto che cercare di "catturarlo"

Mamma Mamarazzi

Mamarazzi è il termine coniato oltreoceano per definire quelle mamme che rincorrono perennemente i loro bambini armate di smartphone o fotocamera, producendo in continuazione scatti e video da postare poi sui social. Chiunque conosce una Mamarazzi: ogni minimo “evento” che riguarda suo figlio deve essere immortalato, fin dal suo primo respiro, con dozzine di immagini e filmati.

Una delle grandi passioni della Mamarazzi è poi, naturalmente, la condivisione delle immagini sui social network. Soprattutto con il primo figlio, siamo tutte un po’ mamme-mamarazzi… ma, come si suol dire, a tutto c’è un limite! E sarebbe interessante metterci nei panni dei nostri bambini e capire cosa significa sentirsi in qualche modo una "star" fin da piccolissimi. Probabilmente le foto della nostra prima infanzia sono custodite in un album o in una semplice scatola da scarpe: è divertente rivedere noi stesse da bambine e, se ci pensiamo, quelle poche decine di immagini sono più che sufficienti. Ma i nostri figli nativi digitali, invece, sono abituati a sfogliare centinaia di loro foto fin da quando il loro ditino è in grado di padroneggiare il concetto di touch-screen - ovvero in molti casi prima dell’anno.

Genitori 2.0: Mamme social a confronto

Oggi è così semplice fare una foto che non approfittarne ci sembra un peccato, quasi che i momenti non immortalati siano “persi”. E così, troppo spesso rinunciamo a vivere momenti indimenticabili nell’ansia di trovare il cellulare nella borsa. Abbiamo visto sorrisi scemare nell’istante in cui abbiamo acceso la fotocamera. E magari qualcuna di noi si è anche persa i primissimi passi per correre a prendere il telefono dimenticato in un’altra stanza. A volte è meglio vivere il momento piuttosto che cercare di “catturarlo”, non trovate?

Se guardate le foto della vostra infanzia, noterete anche che alcune sono decisamente… bruttine. Magari avevate deciso di piantare un capriccio proprio nel momento in cui eravate in braccio al Babbo Natale dei grandi magazzini, e così la foto è venuta male. All’epoca era prerogativa dei fotografi professionisti fare 50 foto per salvarne una. I nostri genitori non volevano sprecare pellicola, e così le foto catturavano immancabilmente momenti reali, in cui nel bene e nel male eravamo noi stesse. Ed erano comunque immagini che i nostri genitori amavano perché sapevano andare oltre alla nostra faccetta carina e sorridente. Pazienza se non avevamo sorriso nel momento giusto. Lo scatto perfetto non esisteva, e nemmeno Photoshop che oggi permette di cancellare il rivolo di bava che cola dal mento, o il filtro giusto per camuffare un faccino violaceo dopo lo sforzo del parto. Vogliamo davvero che i nostri bambini diventino capaci di fingere un sorriso?

Piccolo Post Scriptum: Mamarazzi è il titolo di una poco conosciuta commedia filippina del 2010. La trama racconta la storia di una donna che, dopo aver desiderato la maternità con tutte le sue forze, si trasforma in una mamma esageratamente oppressiva e ficcanaso per i suoi bambini, nella continua ansia di renderli perfettamente felici.

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