gpt skin_web-famiglia-0
gpt strip1_generica-famiglia
gpt strip1_gpt-famiglia-0
1 5

Mamma a 16 anni: il racconto di una "pianetina"

La Redazione di Pianetamamma ha ricevuto una testimonianza di una ragazza di quasi 18 anni che ci ha raccontato la sua storia di mamma a 16 anni. Una testimonianza che ci ha commosso non solo per il racconto, ma soprattutto per la maturità dei suoi pensieri in alcuni passaggi

La Redazione di Pianetamamma ha ricevuto una testimonianza di una ragazza di quasi 18 anni che ci ha raccontato la sua storia di mamma a 16 anni: la difficoltà di prendere una decisione una volta scoperto di essere incinta, la denuncia contro un ragazzo che la picchiava per farla abortire, il dolore del parto e la paura di non poter abbracciare la sua piccolina, nata cianotica e senza battito. Una testimonianza che ci ha commosso non solo per il racconto, ma soprattutto per la maturità dei suoi pensieri in alcuni passaggi.


LEGGI ANCHE: 10 modi per dire al tuo compagno che sei incinta


" Sono rimasta incinta a 15 anni, a causa di un preservativo rotto. Quando lo scoprii stavo insieme al mio ragazzo da un anno, lo facemmo insieme il test, inutile dire che eravamo tutti e due molto spaventati. Lui mi lasciò carta bianca se tenere o meno il bambino. Pensai molto, pensai all'aborto tante volte, pensai che avrei dovuto dire addio alla mia istruzione per almeno un anno e forse anche di più, pensai che avrei dovuto dire addio alla mia adolescenza. Non volevo fare la madre a 16 anni, non volevo vedere i miei sogni infranti "a causa" di un bambino.

Poi però decisi di tenerlo ed ero pronta a prendermi tutte le mie responsabilità. Il "padre" (se così si può definire) ci stette accanto, ma dopo l'ennesima volta che mi alzò le mani e mi diede un pugno in pancia per farmi abortire, lo lasciai, dovevo proteggere me stessa e mia figlia. Decisi di denunciarlo e la mia famiglia, ma sopratutto quella santa donna di mia madre mi stettero sempre accanto, non la ringrazierò mai abbastanza. Fortunatamente, le amicizie mi sono rimaste (la paura di rimanere da sola era altissima) alcune si sono fatte ancora più forti e alcune se ne sono andate. Da quando ero incinta c'è stata una selezione e sono felice che mi siano rimaste accanto solo le persone migliori.


LEGGI ANCHE: 4 figli, 2 con autismo: il racconto di una mamma


La gravidanza andava avanti tranquillamente, non mi sentii veramente incinta fino a 16 settimane quando la sentii muoversi, non dimenticherò mai la prima volta che sentii quelle bollicine nella pancia: è da quel momento che ho iniziato ad amarla. Ho lavorato in nero dal 4° fino al 9° mese, facendo le pulizie in casa di anziani, mi ero spaccata la schiena per pochi soldi, ma erano abbastanza per comprare alcune cosine di seconda mano, tipo il trio, non volevo gravare troppo sulle spalle di mia madre.

Il mio termine era il 19 marzo 2012, mia figlia si è fatta attendere per ben 11 giorni. A 41+3 mi ricoverano nell'ospedale di Piacenza per l'induzione. Era il 29 marzo 2012. Precisamente alle ore alle 09:00 di mattina mi mettono la prima fettuccia con scarsi risultati, non ho avuto contrazioni per tutto il giorno; ero delusa e stanca di aspettare. Alle 23:00 mi sveglio nel sonno con dei dolori ai reni e ed una sensazione di bagnato. Chiamo le ostetriche, mi visitano, sono dilatata di 1 cm e mi si sono rotte le acque. Subito dopo la visita cominciano forti contrazioni (ho una soglia del dolore molto bassa) e quindi mi portano subito in sala travaglio perché con le mie urla avrei rischiato di svegliare tutto il reparto. Mi fanno fare una doccia con l'acqua calda sopra i reni e in quel momento le contrazioni facevano meno male, ma era comunque un dolore atroce. Dopo neanche un ora ero senza voce e soffrivo in silenzio. In sala travaglio con me c'era mia madre ed è stata la mia ancora di salvezza. A 3 cm inizio a urlare per farmi fare l'epidurale. Me la fanno, ma mi dura solo 5 minuti perché le mie terminazioni nervose sono molto dilatate e quindi l'effetto si consuma velocemente, mi rifanno 5 dosi ma nessuna ha effetto. Niente, mi rassegno e vado avanti così, a piangere, a vomitare per le contrazioni troppo forti e dolorose. Arrivo alle 16.00 del 30 Marzo con dilatazione di 10 cm.


LEGGI ANCHE: Parto: le fasi del travaglio


Inizio a spingere. Vado nel panico. Non sapevo come si faceva e mi sembrava una cosa impossibile da fare, così pregai invano per un cesareo. Come se non bastasse mi era venuto un attacco di sciatalgia ed ogni spinta era più dolorosa di una contrazione. Alle 18:00 ero esausta, volevo che mia figlia nascesse quanto prima. Non ce la facevo più, mi sono alzata in piedi e ho iniziato a spingere. Mi dissero di spingere ogni volta che sentivo una contrazione, ma quando videro che aveva il cordone ombelicale intorno al collo mi dissero di spingere senza sosta. Due spinte e finalmente "era fuori".


mamma-16-anni-racconto



Mia figlia è nata cianotica e senza battito, dopo 7 minuti l'hanno rianimata e il suo pianto è stato come un urlo di gioia per le mie orecchie. Mi sentivo bene, ero felice e il dolore era passato. Prima di portarla via per i vari controlli ho chiesto di vederla. Vidi i suoi occhi e mi chiesi come avevo fatto ad essere così insicura di portare avanti quella gravidanza a 16 anni. La creatura più bella che avessi mai visto e l'avevo messa al mondo io. Io una ragazzina di 16 anni single e un pò scapestrata. Mi sentivo orgogliosa di me e di mia figlia. Così mi hanno ricucita, solamente due punti interni e due esterni. Mia figlia si chiama Lea è nata il 30 Marzo 2012 alle 18:19, 3.450 Kg per 49 cm. Dopo 18 ore ho potuto vedere gli occhi di mia figlia.

- La testimonianza della ragazza continua con un suo messaggio a tutte le adolescenti che vorrebbero un figlio: "....non cercate di fare figli quando non si è ancora stabili economicamente, quando non si è ancora capito chi si è realmente, quando il ragazzo un giorno potrebbe esserci e l'altro no... un figlio è lacrime, sofferenza, preoccupazione e tanta tantissima gioia, soddisfazione e risate... non correte, prendetevi il vostro tempo, realizzatevi come persone, e godetevi la vostra adolescenza..non bruciate le tappe..."


LEGGI ANCHE: Mamme adolescenti: più probabile tra sorelle



E poi continua: - "...per il resto dico che fare la mamma è il "lavoro" più appagante del mondo, in termini di sentimenti. Amo mia figlia con tutta me stessa, e sputerò sangue per dargli un futuro dignitoso, se lo merita perchè lei non ha scelto di essere qui. E' normale pensare ad un' adolescente in giro con gli amici, invece che stare a casa con la propria figlia, è difficile tenere la lingua a bada quando si viene giudicati, ma si accetta tutto. Si accetta di iniziare una vita non voluta, si accetta di essere rimasti da soli, si accetta perchè è l'unica cosa che si possa fare. Ma mia figlia mi ha salvato da molte cose, a lei devo probabilmente la mia vita, i figli sono gli unici che nei momenti di sconforto ti guardano con quegli occhi pieni di vita e ti fanno realizzare e riprendere coraggio... mia figlia guardandomi solo negli occhi mi dà la forza di tenermi a galla nei momenti peggiori. La proteggerò fino alla fine, finchè lei non si sentirà pronta a viaggiare in questo mondo dove io l'ho consegnata. E l'amerò fino alla fine dei miei giorni. "

E' proprio vero.... LA MAMMA E' SEMPRE LA MAMMA


gpt native-bottom-foglia-famiglia
gpt inread-famiglia-0
Le indicazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e il lettore. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti. Disclaimer»
gpt skin_mobile-famiglia-0