gpt skin_web-famiglia-0
gpt strip1_generica-famiglia
gpt strip1_gpt-famiglia-0
1 5

Le mamme di un solo figlio sono mamme di serie B?

Senso di colpa, incertezza e dubbi: perchè qualcuno crede che avere un solo figlio significhi essere meno impegnate? E soprattutto, perchè tutto deve trasformarsi in una competizione?

Mamme di un solo figlio, confessate onestamente: quante volte vi è capitato di dovervi sorbire i racconti lamentosi di altre mamme che in maniera neanche tanto sottile precisano che avere due o più figli sia molto faticoso, impegnativo e che insomma... voi non potete proprio capire?

Il dibattito è più che mai acceso negli Stati Uniti dove in una recente intervista l'attrice Elizabeth Banks che ha da poco avuto un secondo figlio, ha dichiarato che non ci si rende conto di quanto sia facile avere un solo figlio (LEGGI) fino a quando non se ne hanno due e ha dichiarato di sentirsi davvero mamma solo ora che l'impegno è raddoppiato.


LEGGI ANCHE: Quando è meglio fare il secondo figlio?


Un'orda di commenti si è scatenata sul web e sui blog.

La prima reazione di una mamma di un solo figlio di fronte alle sofferenze pubbliche di una mamma di più figli può essere senso di colpa e una riflessione del tipo "come ho potuto mai lamentarmi della carenza di sonno o del dolore ai capezzoli?".
Ma subito dopo questi sentimenti vengono spazzati via dal risentimento: davvero non ho nessuna idea di cosa voglia dire? E' giusto farmi sentire una mamma di serie B?

In fondo per certi aspetti avere due figli (LEGGI) ti impegna di meno: che ne sapete voi che non avere un compagno di giochi si traduce per la mamma di un solo figlio in interminabili gare con le macchinine o in una presenza costante dietro la tua schiena che ti implora di giocare a freccette mentre cerchi di trovare il tempo per preparare la cena o fare una lavatrice (e non stiamo parlando della lontana speranza di sfogliare una rivista in solitudine)?


LEGGI ANCHE: 10 cose da sapere prima di fare il secondo figlio


Le mamme che hanno più figli e non sono prese dalla smania di gloria lo ammettono: due figli fanno una squadra, giocano insieme, si fanno compagnia, si proteggono l'un l'altro. E ammettere che per certi versi questo può essere un vantaggio non vuol dire sminuire il fatto che bisogna lavare vestiti e biancheria per due o sbattersi per portare il primo a calcetto e il secondo in piscina.

I commenti alle dichiarazioni della Banks sono stati feroci: "quantificare la maternità reale dal numero di figli è molto superficiale e insensibile", "è stata scortese e offensiva", sono i più gentili!



Ma più che concentrarsi su quanto detto dall'attrice, il punto è: perchè tutto deve trasformarsi in una competizione?

Pensiamoci bene: io ho partorito con un naturale e quindi sono una mamma più mamma di te che hai partorito con un cesareo (LEGGI), io ho allattato per un anno e non puoi capire visto che non hai allattato, mio figlio si sveglia 4 volte a notte e sono più stanca di te che ti svegli due volte...

In quante occasioni abbiamo avuto a che fare con commenti del genere? E quante volte abbiamo deciso di lasciar cadere il discorso accettando di subirci i lamenti o le levate di orgoglio della persona che avevamo di fronte, lasciandola nell'illlusione di essere la mamma più mamma del mondo?


LEGGI ANCHE: Secondo figlio, se non lo fai poi ti penti?


A proposito della tendenza all'esagerazione quando si parla di fatiche quotidiane Barbara Risman, professore di sociologia dell'Università dell'Illinois, spiega che questa propensione è "un modo per giustificare le proprie attività materne e per rinvigorire il proprio ruolo di fronte a una possibile e dilagante svalutazione sociale e culturale della maternità".

La gara è sempre dietro l'angolo, insomma. E forse sarebbe il momento di finirla con la competizione ad ogni costo e accogliere l'idea che ogni famiglia ha le sue difficoltà, ogni donna è mamma a modo suo, e per tutte c'è un carico di fatica e gioie.
gpt native-bottom-foglia-famiglia
gpt inread-famiglia-0
Le indicazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e il lettore. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti. Disclaimer»
gpt skin_mobile-famiglia-0