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Intervista a Manuela, blogger di Genitori precari.it

Genitori precari.it è più di un semplice blog. E' un luogo dove si incrociano storie di maternità, precariato e voglia di mettersi in gioco

Ciao Manuela, parlaci di te e del tuo sito Genitoriprecari.it

Sono una mamma giornalista, blogger e precaria. Quando ho scoperto di essere incinta sono caduta in un vortice di emozioni altalenanti, perché l'inizio della mia gravidanza coincideva con la fine del mio lavoro. Allora ho tirato un bel respiro e ho pensato che se il lavoro non veniva a me, ero io ad andare verso il lavoro. Ho deciso di aprire questo blog (www.genitoriprecari.it)  dopo la nascita di Mattia, per l’esattezza nel giorno in cui ha compiuto un anno, per creare una rete di mutuo soccorso tra le mamme precarie ma anche parlare con ironia e grande onestà di come essere genitori oggi, sempre in bilico tra pappe, pannolini e contratti atipici, cercando di far convivere e sopravvivere due concetti antitetici: quello di maternità e quello di precarietà. Vedi le foto: Mamme online Il mio è un  caso emblematico, dopo essermi laureata, specializzata, “patentata”e professionalizzata e dopo aver collezionato una lunga serie di contratti atipici, oggi mi ritrovo a essere una mamma precaria, come ce ne sono tante, nel lavoro e quindi, un po’, anche nella vita.

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Nel blog parlo di me ma anche di tutte le mamme come me, per dire loro che non sono sole, tutt’altro. Sono in tante e sono “fighissime” e sembrano urlare al mondo “eccoci, siamo precarie ma facciamo mille cose, guardate cosa vi perdete!” .

genitori-precari

Quali sono secondo te le principali difficoltà cui va incontro una mamma che lavora da casa?

Da dove cominciare? In realtà è sufficiente rispondere a questa domanda? Voi, che lavorate fuori casa, lo portereste vostro figlio in ufficio tutti santi giorni? No. Perché si annoierebbe, perché voi lavorereste male e poco concentrate e perché i bambini hanno giustamente bisogno di un’attenzione costante ed esclusiva. Lo stesso principio non viene applicato alle mamme che stanno cercando un’occupazione o che lavorano da casa. Si richiede loro l’impossibile, gli viene preclusa la possibilità di accedere a un nido comunale, perché i disoccupati e i lavoratori part time hanno meno punti in graduatoria. Si da per scontato che siano delle privilegiate, che riescano a trovare o coltivare il proprio lavoro con il figlioletto accanto h24. Beh, non è così.

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E’ vero, abbiamo cento braccia e mille ruoli interscambiabili e siamo capaci di fare più cose contemporaneamente, come tutte le mamme. Ma non è giusto. Per noi, che ne usciamo stressate e per loro, che ci vedono stressate. Questo perché un bambino di un anno, come il mio, non si intrattiene da solo. Mi richiede giustamente nel gioco, nella pappa e nelle nanna, e poco gli importa se sono al computer per scrivere qualcosa di urgente, oppure occupata in una telefonata di lavoro. I due ruoli non possono essere svolti in contemporanea, perché il rischio è quello di fare male entrambe le cose.

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