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La cose che diventano “normali” in una casa con bambini piccoli

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Quando diventi mamma, cambia profondamente il concetto di normalità, soprattutto quando si tratta della gestione della casa

Come gestire una casa con bambini piccoli

La casetta che con tanto amore abbiamo arredato e curato prima di avere i bambini, subisce una spaventosa trasformazione quando questi ultimi iniziano ad essere in grado di muoversi autonomamente. Non importa quante energie impieghiamo nel riordino o quali tangenti offriamo ai piccoli vandali, la casa di una neomamma presenterà sempre alcune agghiaccianti caratteristiche.

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  • I giocattoli sono sparsi per tutta la casa

All’inizio decidi che il posto dei giocattoli è la stanza del bambino. Ogni sera raccogli scrupolosamente tutti i giochi sparsi in giro e li riponi scrupolosamente nei loro scomparti o addirittura nelle scatole originali, sentendoti un po’ la Bree Van de Kamp delle mamme. Già, la tua casa non sarà MAI “un disastro” come quella della tua vicina, dove la superficie calpestatile è quasi inesistente. Finché, in un momento imprecisato da quando inizia a gattonare a quando cammina, i giocattoli prendono il sopravvento: è un attimo. Non solo ora non c’è più la stanza dei giocattoli, non c’è più nemmeno una stanza SENZA giocattoli. Quando la sera ti butti a letto esausta, statisticamente c’è sempre una camioncino duro e appuntito infilato a tradimento sotto le lenzuola, altezza bacino. Non riesci a vedere il pavimento della tua auto, per anni.

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  • La vasca da bagno è la palude stigia dei giocattoli

Soprattutto se i bambini da asciugare sono più d’uno, è matematico che i giocattoli restino nella vasca, facendo da diga tra l’acqua sporca e lo scarico. Ecco spiegato perché in casa di una mamma c’è sempre la tenda della vasca tirata. Non aprite quella tenda.

  • La spazzatura prende il sopravvento

Non solo andare a buttare la spazzatura la sera diventa un compito superiore alle nostre forze: se prima potevamo limitare l’incombenza a 3 o 4 volte la settimana, ora la produzione di rifiuti ha raggiunto livelli importantissimi. E’ facile così che il terrazzino diventi una sorta di discarica provvisoria dove si accumula spazzatura di settimane per la gioia del vicinato (mai far andare gli ospiti in terrazza. I fumatori giù in strada, prego). Ma niente è paragonabile alla pura gioia che proviamo quando finalmente andiamo a buttare via la spazzatura e possiamo poi contemplare con beatitudine il cestino vuoto - per circa 8 minuti.

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  • Il bucato è ovunque

Bei tempi quelli dove esisteva UN cesto per la biancheria sporca. Ora ce ne sono due in bagno, uno in camera da letto e uno ovviamente nella cameretta. Guanti e calzini messi ad asciugare sui termosifoni. Mutande sporche buttate a terra con l’idea di destinarle al cesto e lì dimenticate perché nel frattempo c’è stato qualcosa di più urgente da fare. Vestiti usati-ma-non-ancora-da-lavare sulle sedie, ai bordi del letto, in bagno, appesi all’attaccapanni che un tempo lontano serviva solo per giacche e cappotti.

  • Statisticamente una stanza della casa non è mai pulita

In genere è quella dove mangiano i suini… ehm… bambini. A meno di non pulire il pavimento E il seggiolone (incrostato di materiali di ogni genere, odori e provenienza) 5 volte al giorno. E’ precisamente il motivo per cui appena arriva tua suocera in casa ti metti a strillare “Vai sul divano! Ti porto io il caffè!” Docile, l’anziana si sederà sul divano e si ritroverà con un Barbabapà in lega di titanio conficcato nel sedere.

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