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Genitori italiani troppo protettivi?

Il dibattito sul posto fisso e sui diritti dei giovani divampa. Ma la responsabiltà dei genitori non è cosa da poco

"I giovani devono abituarsi all'idea che non avranno un posto fisso per tutta la vita. E poi, diciamolo, che monotonia. E' bello cambiare e accettare delle sfide".
Queste parole pronunciate dal Premier Mario Monti ieri sera a Matrix hanno scatenato una marea di polemiche, che si sono alzate sia da destra che da sinistra.

Ma, in fondo, diciamolo, cosa ha detto di così sbagliato? In qualsiasi altro posto del mondo occidentale i giovani iniziano presto a confrontarsi con il mondo del lavoro, iniziando a fare lavori semplici e spesso sottopagati (baby sitter, pony express, cameriere nel weekend) con lo scopo di pagare di tasca propria vacanze e uscite con gli amici o addirittura le tasse universitarie.


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Ne avevamo già parlato in un articolo di qualche tempo fa (LEGGI): i genitori italiani non sono forse troppo protettivi nei confronti dei figli? Non rischiano di giustificarli eccessivamente anche quando invece di una carezza ci vorrebbe una punizione?

Sin da quando sono piccoli ai bambini viene, più o meno, perdonato tutto con la scusa che sono solo bambini. Ma questa accondiscenza e questa scarsa fermezza rischiano di far crescere questi piccoli con delle coordinate sbagliate e di farli diventare giovani adulti che credono che tutto o quasi gli sia dovuto, su un piatto d'argento.


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Ne parla anche Antonio Polito in un post sul Corriere. Senza mezzi termini il vicedirettore delinea una fotografia dei giovani di oggi davvero sconfortante. Cresciuti nella bambagia si sentono in diritto, con il pieno sostegno dei genitori, di laurearsi a trent'anni, trovare immediatamente un lavoro a poca distanza da casa che soddisfi in pieno le loro aspirazioni, che non richieda loro di essere flessibili, che sia a tempo indeterminato.



Ogni eccezione a questo quadro rischia di essere etichettata come un'ingiustizia ai danni dei giovani. E i genitori giocano un ruolo davvero fondamentale. Polito ricorda che i genitori di oggi appartengono alla "generazione dei baby boomer, la prima generazione ad aver disobbedito ai padri e la prima ad aver obbedito ai figli. Invece che fare i genitori, ci siamo trasformati a poco a poco nei sindacalisti della nostra prole, sempre pronti a batterci perché venga loro spianata la strada verso il nulla, perché non c'è meta ambiziosa la cui strada non sia impervia".

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