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Festa della donna: non mimose, ma lavoro e famiglia

Un terzo delle mamme lascia il lavoro dopo il parto: pochi e inadeguati i servizi sociali alle famiglie e spesso ci si mette in mezzo anche il mobbing

Cosa desideriamo in occasione della Festa della Donna?  Stop al femminicidio e alla violenza domestica, maggiori opportunità di concilare lavoro e famiglia. E proprio di quest'ultimo tema parliamo oggi.

La conciliazione tra lavoro e famiglia sembra essere, per le donne, ancora un miraggio. Secondo recenti dati alla nascita del loto primo figlio lavorano 59 donne su 100, ma dopo il periodo di maternità tornano al lavoro solo in 43. Un tasso di abbandono pari  al 27%.


 Le mamme che lavorano part-time sono le migliori



Un'indagine condotta da Manageritalia rivela che se in tutti i Paesi Europei l’occupazione delle neomamme segna un calo nei primi tre anni di vita del bambino per poi recuperare dopo questo traguardo, in Italia il tasso d’occupazione delle donne continua a calare al crescere dell’età dei figli.

I motivi sono svariati: le priorità vengono profondamente ribaltate, i costi per baby sitter e nido sono alle stelle, i servizi pubblici offerti a sostegno della famiglia sono rari e spesso inaccessibili alla maggior parte delle mamme, il senso di colpa è in agguato e allora c’è chi sceglie di non tornare a lavoro.
C’è anche, ovvio, chi ci torna volentieri perché ha la fortuna di fare un lavoro che piace e che è remunerativo e chi ci torna perché uno stipendio solo in casa non è sufficiente.



Flessibilità al lavoro e famiglia



Il quadro è estremamente variegato ma i punti fermi possono essere questi:
•    la flessibilità su orari di lavoro e turni è un’utopia per la maggior parte delle donne;
•    il part time, che rappresenterebbe una chance interessante, viene spesso respinto e risulta inaccessibile
•    il telelavoro resta una parola per lo più sconosciuta (anche se sono lodevoli gli sforzi recentissimi fatti in questo senso dal Ministro Sacconi e i cui frutti si vedranno – forse – in questi giorni)

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•    spesso al momento del rientro in azienda la mamma/lavoratrice si trova a dover gestire una situazione di disagio che spesso degenera nel vero e proprio mobbing
•    i servizi sociali offerti in sostegno alle famiglie (a partire da un assegno familiare all’accesso agli asili nido) sono insufficienti e spesso relegati a qualche volenteroso e più virtuoso comune.

Sarebbe quantomeno interessante se proprio nel giorno della Festa della Donna finalmente le istituzioni e le parti sociali trovassero un accordo su come favorire una conciliazione tra lavoro e famiglia.

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