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Essere una madre single e crescere da sola un figlio

Essere una madre single e crescere da sola un figlio: una scelta e/o condizione difficile da affrontare ma possibile

/gallery/foto_gallery/bambino/bambini-con-le-mamme/mamma-e-figli-3.jpeg Vedi le foto: Bambini con le mamme

della d.ssa Giuliana Apreda

Sono sempre di più le donne che, dopo una separazione o per una propria scelta, crescono un figlio da sole.

Una mamma che da sola decide di mettere al mondo il suo bimbo e di crescerlo dovrà affrontare e combattere molte difficoltà, innanzitutto il senso di solitudine e anche senso di inadeguatezza, una doppia responsabilità e, spesso, difficoltà economiche.


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Sono sempre più numerose le mamme che crescono un figlio da sole a seguito di un divorzio, di una separazione, di una morte del compagno o per la mancanza di un partner stabile. Il peso di una responsabilità doppia crea paura e sensi di colpa e spesso si associa una difficoltà economica. Questi sono alcuni ostacoli con i quali ogni giorno una madre single si trova a fare i conti. 
Molte donne hanno paura di non riuscire a ricostruirsi una nuova vita (LEGGI) e finiscono per sottovalutare le reali possibilità di iniziare una nuova esistenza. Spesso le madri single a causa dei molteplici impegni e per l’eccessivo carico di responsabilità, tendono ad isolarsi e la solitudine può portare al risentimento e anche alla rabbia.


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Per quelle donne che si separano e divorziano gli investimenti emotivi fatti nel matrimonio sembrano sprecati e la gelosia nei confronti dell’ex compagno, che magari ha una vita serena, libero dalle responsabilità familiari, complica il quadro. Lo sconforto e la depressione possono insorgere complicando ulteriormente la situazione. É importante imparare a fronteggiare e non spaventarsi dinanzi a questi stati d’animo. Occorre fare una scelta “vitale” e contrastare o cercare di contenere l’insorgere di sentimenti che hanno un effetto controproducente sui bambini.

E' opportuno investire le proprie energie nel presente senza rimuginare continuamente il passato (LEGGI) . Per vivere in modo più sereno, una strada c’è. Una madre single è comprensibile che attraversi momenti di grande sconforto: la sua vita è più complicata rispetto alla mamma che ha un compagno perché a lei viene richiesto un impegno doppio e spesso  si aggiunge la necessità di lavorare fuori casa. Ma si può imparare ad affrontare le difficoltà con spirito costruttivo.

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Per prima cosa, è bene cercare di non isolarsi e di coinvolgere familiari, amici e altre persone nell'organizzazione della giornata. La mamma single non deve avere paura di confidare alle persone care i propri stati d’animo o dubbi. Parlando con persone amiche si potrà condividere il peso delle scelte che deve fare ogni giorno. Riuscire a confrontarsi con qualcuno allevia il peso delle responsabilità.

Un altro rischio per le mamme sole è quello di diventare iperprotettive: soprattutto se i bambini sono piccoli, si tende a esagerare nelle cure e nelle attenzioni, fino ad arrivare a permettere loro di dormire nel lettone, correndo il rischio di fargli credere di avere diritto ad un rapporto esclusivo. Per crescere in modo equilibrato, i bambini hanno bisogno di limiti e di genitori consapevoli della loro importanza. L'importante è stabilirne pochi, ma ben chiari


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Commenti

camillaaa sabato, 28 novembre 2009

sentirsi tradita

ho letto l esperienza di emanuela e mi dispiace per la sua storia,lo so per esperienza come ci si sente,pero ti devi fare forza perchè devi affrontare una gravidanza e devi cercare di essere serena per il tuo bambino perchè lui nella tua pancia sente tutto quello che senti tu,io hoo passato una gravidanza di inferno per gli atteggiamenti del padre che ora non so nemmeno dove sia ed infatti lui ne risentiva e pure quando è nato era agitato perchè lo ero pure io. devi pensare al tuo piccolo o piccola ,e sono sicura che ce la farai;e poi quando ha dubitato della paternita e ti ha detto di abortire è stato un animale.pensa solo a tuo figlio,perchè per lui sarai come l aria che respiri. e ricorda che una donna puo benissimo vivere senza un uomo,l importante è avere il proprio bambino accanto.e see le cose non cambieranno nel tempo ,tu piano piano gli farai capire al tuo piccolo ...un bacio e buona gravidanza

n° 3
emanuelA domenica, 2 ottobre 2011

R: sentirsi tradita

ci accomuna sia il nome che la storia .cmq carissima emanuela io ho vissuto l'abbandono in gravidanza ,ma ti dico che ho stretto i denti e il mio bel pancione ed ora dopo 6 anni ho bellissimo bimbo che adoro e mai mi pento della mia scelta fatta.forza cara sarà tutto bellissimo dopo ,loro hanno solo bisogno d'amore e non importa se questo amore verà solo da noi starà a te crescerlo senza insicurezze.un bacio

Alwainn martedì, 6 ottobre 2009

Sentirsi Traditi/Tradite

Ho letto l'esperienza di Emanuela "incinta, sola, abbandonata e tradita", inutile scrivere che una persona normale leggendo sia naturalmente portata a mostrare una speciale sensibilità; ma è anche necessario precisare che nell'attuale costume della presente società ciò che dovrebbe essere normale, tendenza naturale e sensibilità sempre meno spesso offre riferimenti condivisi.Il fatto che la mia donna fosse del nord della Francia, mi ha portato ad approfondire sotto più angolazioni questo aspetto delle "diversità". Allora il primo punto, che ho riconosciuto utile per un percorso di ritorno al riconsolidamento del proprio centro è prendere coscienza delle diversità rilevabile nella scala dei valori. Perchè? Rilevando le differenze sostanziali tra due modi di concepire si realizza il primo distacco mentale e si inizia a determinare il principio di separazione, distinguendo all'interno di un'idea unitaria dell'essere una coppia, le differenze tra le due individualità che si erano fuse per espandersi in altro di più grande. In questo processo di morte e rinascita si affrontano delle prese di coscienza terribili, dove i propri sentimenti si sentono traditi e dove ci si interroga se si poteva fare di più o diversamente. In questa fase è importante cercare di fare chiarezza in sé ed equilibrare i momenti di abbandono allo sfogo (ad esempio pianti liberatori che sciolgono le emozioni più profonde ed intense) a momenti di ricerca di una disciplina personale per riprendere il controllo di sè stessi perchè si deve far fronte alle responsabilità che "crescono".
E' bene tener presente che ognuno/ognuna è un mondo esclusivo e non esiste una sola "medicina universale" valida per tutti; ma ognuno/ognuna deve trovare la propria .
Sarà naturale (nel processo di autodifesa istintivo) un ripiegamento nel sè (fase introspettiva), ma come detto nell'articolo bisogna evitare una chiusura totale e ricercare all'esterno anche persone (speciali e fidate, perchè si è particolarmente vulnerabili) con cui operare un confronto e recuperare nuovi riferimenti esterni.
Il senso di tradimento si supera quando si colgono le diversità profonde (e radicali) tra sè e l'altra o l'altro; cioè si fa luce sul lato che era nascosto ai nostri occhi (innamorati) dell'altra persona.
L'Amore però anche se a volte ci rende incredibilmente vulnerabili e ciechi, rimane sempre l'espressione di un valore alto e profondo; non ci si deve mai accusare di stupidità se si è creduto ad esso. Io dopo la mia esperienza ho perduto la mia fede... ma nella Notte ricerco ancora le Stelle per orientarmi. Che ognuno/ognuna contribuisca sempre a creare una società migliore affinchè i figli, le figlie... le generazioni future possano trarre beneficio dalle nostre esperienze. Che ogni giorno sia una costantemente vissuto coltivando la propria dignità.
P.s. Personalmente per decidere quali pensieri coltivare, quando non riesco a dormire, utilizzo una mia autodisciplina e mi impongo di studiare. Così, andrò avanti a prepare un altro esame anche questa notte

n° 2
Alwainn lunedì, 5 ottobre 2009

il corpo è mio, quindi non mi stressare...

Salve, interessante quanto leggo; ma ancora una volta al centro è la donna. Cosa deve fare invece un uomo, che iniziata una storia d'amore, improvvisamente viene abbandonato dalla propria donna la quinto mese e gli viene negato tutto, compreso il fatto se la gravidanza prosegue o se la propria ex-compagna autonomamente ha deciso di interromperla? Credo che articolo di questo genere (toccando solo le fattispecie delle donne "abbandonate") possa presentarsi poco educativo ed anzi in certi casi portare le "coraggiose" a non cercare le soluzioni più adeguate, operando invece la scelta più "drastica": scappare dalle responsabilità di donna quale madre e compagna. Sono sempre più i casi di donne che abbandonano l'uomo negandogli ogni diritto di paternità a seguito i una tutela legislativa che le pone in una posizione privilegiata, spesso accompagnata da forme di abuso e insensibilità E' il momento di considerare che il discorso che si tratta, in occidente, dopo l'evento del femminismo risulta oggi "arricchito" da nuovi elementi che devono vedere l'uomo sempre di più anche sotto una luce diversa (capace di valori)? Chi fa "cultura" deve responsabilmente pensare che contribuisce allo sviluppo od al consolidamento di modi di concepire; saper prospettare soluzioni giuste o incoraggiare a soluzioni drastiche è una grande responsabilità. Un consiglio sbagliato può portare allo sviluppo di situazioni irreversibili. La moda di un pensiero o il protagonismo di persone meno grandi di quanto pensono di essere possono compromettere la stabilità di una realtà di coppia? Si.

n° 1
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