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Diventare mamma: le cose che vorremmo cambiare

A volte, guardando indietro ci viene da pensare come sia stato possibile farci tanti problemi per cose che ora ci sembrano banali e di poca importanza. La stessa cosa, però, avviene anche con la maternità...

A cura di Laura Losito

Diventare mamma col senno di poi: le cose che vorremmo cambiare se potessimo tornare indietro?

A volte, guardando indietro al periodo in cui eravamo adolescenti, ci viene da pensare come sia stato possibile farci tanti problemi per cose che ora ci sembrano banali e di poca importanza. La stessa cosa, però, avviene anche con la maternità: uscite dal tunnel ci chiediamo come abbiamo potuto angosciarci tanto per cose piccole, che sul momento ci sono sembrate gravissime, o peccare di inesperienza o di poco polso in altre situazioni.


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L'allattamento
Ok, allattare al seno è meglio. Ma, probabilmente, ancora meglio è scegliere con libertà e onestà ciò che è meglio per la nostra famiglia, in toto. Dare delle aggiunte mentre si cercano di superare problemi di ragadi e mastite, o usare biberon e tiralatte per potersi assentare qualche ora in più, o ancora adottare esclusivamente l'allattamento artificiale per i motivi più diversi, in fondo sono tutte scelte di entità limitata, e non dovrebbero causare i profondi sensi di colpa di cui a volte siamo vittime.



Lo svezzamento
L'introduzione di cibi solidi spesso ci appare come "Il Problema". Sembra che dobbiamo diventare tutte esperte nutrizioniste, conoscere perfettamente le qualità di vari alimenti, introdurre i cibi con meticolosa precisione, e passare gran parte della giornata ai fornelli trovando ogni giorno nuove e avvincenti combinazioni tra ortaggi e altri ingredienti. Anche qui: calma. Qualche accorgimento è d'obbligo, il perderci la testa e le giornate, no.

La questione del pediatra
Succede anche di non trovarsi bene con il proprio pediatra; e, col senno di poi, è normale volerlo cambiare come faremmo con qualsiasi altro specialista e persino col parrucchiere o con l'estetista! Ma sul momento, ci facciamo mille problemi; non è che siamo diventate le classiche mamme iper-protettive e fuori di testa? Beh, saremo anche stanche e frustrate, ma sicuramente sappiamo cosa è meglio per il nostro bambino. Fidiamoci ci più di noi stesse e delle nostre sensazioni!


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L'istinto
Paradossalmente, delle volte ci auto-costringiamo a reprimere il nostro stesso istinto materno, per educazione, quieto vivere o semplice timidezza. Come quando, appena uscite dall'ospedale, ci ritroviamo a sopportare stoicamente i soliti parenti appiccicosi che svegliano il bambino nella carrozzina a schiocchi di baci in piena faccia. Non si tratta di gelosia, ma di buonsenso!

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Il vasino
Come per lo svezzamento, la domanda da porsi è: conosciamo forse qualche quarantenne che ancora porta il pannolino? Quello dello spannolinamento non è un problema, ne' dovrebbe esserlo.

Il fratellino o la sorellina
Frequentissime le paranoie da secondogenito: in certi momenti, dare a nostro figlio un fratellino o una sorellina ci sembra un'ingiustizia orribile che decisamente non merita. E troviamo nelle sue piccole manifestazioni di gelosia la conferma di tutti i nostri timori. Beh, milioni e milioni di bambini hanno fratelli e sorelle; e tutti sopravvivono.


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Gli "altri"
Tipico cadere nella trappola mortale del confronto con gli altri. Il figlio della tale ha già tolto il pannolino, quello della talaltra ha già iniziato a camminare… banale dirlo, ma verissimo: ogni bambino ha i suoi ritmi, e non è detto che chi impara dopo certe cose sia in qualunque modo inferiore agli altri.

E per voi quali sono state le cose che avreste voluto gestire diversamente? O per cui non avreste voluto preoccuparvi tanto?
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