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Le frasi da evitare con i genitori adottivi

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Se qualsiasi neomamma si vede rifilare la sua buona dose di frasi e commenti inopportuni e indelicati, per i genitori adottivi è ancora peggio

Genitori adottivi

Complice, talvolta, la pura e semplice mancanza di comprensione del processo, si rischia di rivolgere al malcapitato genitore domande e osservazioni che, pur nelle migliori intenzioni, possono risultare addirittura offensive. Ecco le frasi capaci di far scivolare in un vortice di imbarazzo la conversazione con un genitore adottivo.

  • Quanto è costato il bambino?

No, vi prego. Per fortuna, i bambini non vengono venduti al centro commerciale - imperdibile la promozione “prendi tre paghi due”! Oltre che indelicata, la domanda è anche illogica. Un bambino non ha prezzo, in in tutti i sensi. Certo, i genitori adottivi devono affrontare alcune spese necessarie a gestire un iter diverso dalla gravidanza, ma sapere a quanto ammontano è davvero così importante?

  • Fortunata te che ti risparmi gravidanza e parto!

L'esilarante battuta viene rivolta ai genitori adottivi che non hanno altri figli naturali. Magari ci hanno provato, hanno trascorso anni sottoponendosi ad estenuanti trattamenti della sterilità, un calvario di speranze ogni volta distrutte, per poi passare al complicato percorso dell’adozione. Se siete proprio convinti che le contrazioni siano peggio…

  • Ecco, sicuramente ora resterai incinta!

Chiunque ha una lontana parente o conoscente che è rimasta incinta subito dopo aver adottato un bambino, ma questo non autorizza a fare un commento tanto insensibile, soprattutto se non conosciamo la storia della famiglia. Ci sono coppie che non riescono a concepire senza che i medici riescano spiegarsi fino in fondo il perché, mentre altre non hanno nessuna speranza. E ci sono anche coppie che scelgono liberamente di adottare. Nessuna statistica conferma che le donne che hanno adottato hanno più probabilità di restare incinte rispetto alle altre. Ma soprattutto, un commento del genere sembra sottintendere che l’adozione è il piano B, la seconda scelta: a quel punto bisognerebbe essere tutti felici e pieni di speranza non perché è arrivato finalmente il figlio adottivo, ma perché si riapre la possibilità di realizzare l’obiettivo "di prima scelta".

La difficile sfida dell'adozione internazionale
  • Perché i suoi “veri” genitori lo hanno dato in adozione?

Aveva “veri” fratelli e sorelle? Da dove viene la sua “vera” famiglia”? Da bandire ogni frase o domanda che utilizza aggettivi come “vero” o “reale”, definizioni peraltro assolutamente discutibili: chi sarebbe il “vero” genitore? Ma soprattutto esiste un genitore “finto”? In teoria, i genitori solo coloro che allevano il bambino, lo amano e si prendono cura di lui ogni giorno. Se proprio morite dalla voglia di fare domande sulla famiglia d’origine del bambino, usate termini più corretti come “genitori di nascita”, e fatelo solo se siete davvero intimi con la famiglia.

  • Allora quando arriva?

Una delle virtù più importanti di cui i genitori adottivi si devono armare a tonnellate è la pazienza. Pazienza nel seguire le procedure burocratiche, nel mettere in piazza la propria vita privata per vederla passata come il riso, ma soprattutto nell’aspettare La Telefonata. E’ un periodo delicato, di grande aspettativa e stress, e solo chi c’è passato può capire fino in fondo, ma probabilmente, chiunque può calarsi nei loro panni almeno un pochino.

Vietatissime le domande che mettono ulteriore ansia e pressione. Se siete amici, sosteneteli.

  • E se poi i genitori biologici lo rivogliono indietro?

Serie tv e film sono pieni di storie terribili di bambini al centro di battaglie legali tra genitori naturali e adottivi. Nella realtà queste cose esistono, ma sono rare e comunque non c’è motivo di seminare il panico in modo del tutto gratuito, incrinando un momento di gioia dopo tanti sacrifici.

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