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Conciliare lavoro e famiglia

Sono sempre più numerose le donne che pur desiderando formare una famiglia non se la sentono, per necessità economiche o per soddisfazione personale, di rinunciare a lavorare

di Isabella Ricci

Sono sempre più numerose le donne che pur desiderando formare una famiglia non se la sentono, per necessità  economiche o per soddisfazione personale, di rinunciare a lavorare (LEGGI) . E così, sempre più spesso, la donna si ritrova sulle spalle un doppio lavoro, la propria professione e l’onere della gestione della casa e della cura dei figli.
Sono poche le fortunate che possono contare sulla collaborazione attiva del proprio partner in questi ambiti. Ancora meno numerose quelle che possono permettersi economicamente di contare su collaboratrici domestiche e baby sitters.

 

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Altre, semplicemente, non vogliono delegare a qualcun altro la cura dei propri figli o non accettano di buon grado che una persona estranea si aggiri per la casa in loro assenza. Il prezzo da pagare per tutte coloro che si assumono unicamente sulle proprie spalle tutti questi oneri contemporaneamente sono senza dubbio una stanchezza ed uno stress molto importanti, che spesso impediscono anche di godere dei pochi momenti di relax e che rendono nervose, maldisponendo a volte nei confronti dei rapporti con il partner, con gli amici o con i colleghi.

A lungo andare il rischio è quello di sviluppare condizioni di stress durature, che possono sfociare in disturbi psicosomatici, come la sindrome della fatica cronica. Allora è meglio prevenire lo sviluppo di queste condizioni, ridistribuendo i compiti all’interno della coppia e cercando di ottenere il maggior sostegno possibile dalle risorse disponibili. Poiché la donna che lavora contribuisce all’economia della famiglia è necessario che il suo sforzo venga apprezzato e riconosciuto dal partner, che non è il solo ad arrivare stanco la sera (LEGGI) e ad avere diritto al divano.

 

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Lasciarsi aiutare e chiedere aiuto, se esso non viene offerto in maniera spontanea, è auspicabile in quanto la coppia è un tandem sul quale è necessario pedalare entrambi e nella stessa direzione. Questo non vieterà di viziare il proprio partner nei momenti di minore stanchezza e stress, ma la collaborazione nella gestione della casa e dei figli, anche nei compiti più semplici, come caricare una lavapiatti o andare a prendere il figlio in palestra, si rivela molto importante nella quotidianità.
Concedersi un fine settimana ogni tanto per rilassarsi è un modo per affrontare diversamente la settimana lavorativa. Che si tratti di andare a fare una passeggiata in un parco, magari approfittando della bella stagione, anche portando con sé i bambini, o che ci si voglia concedere un pacchetto in una SPA per rigenerare corpo e mente, affidando i figli ai nonni (LEGGI) o a persone di fiducia è comunque importante riuscire a ritagliare uno spazio per sé e per la coppia.

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Non bisogna affatto sentirsi in colpa a lasciare i propri figli alle cure dei nonni o di una persona fidata per qualche ora. Se sono presenti figli maggiori è bene che anche loro siano gradualmente responsabilizzati nei confronti dei fratelli o delle sorelle minori. Questo non significa che essi debbano assumersi una responsabilità educativa nei confronti dei più piccoli, ruolo che deve appartenere chiaramente alla coppia genitoriale, ma determina che possano contribuire ai compiti che sono appropriati per la loro età, soprattutto mentre i genitori sono al lavoro. La collaborazione andrebbe imparata in primo luogo all’interno della famiglia. Per tornare alla metafora del tandem la famiglia potrebbe quindi essere paragonata ad un risciò, in cui ognuno ha le proprie gambe per pedalare ma che, soprattutto in salita, può contare anche sulla forza degli altri

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