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Come costruire le premesse per una buona collaborazione con tua madre

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Quando partoriamo si trasforma il rapporto che abbiamo con i nostri genitori. Ecco come costruire le premesse per una buona collaborazione con tua madre

Collaborazione tra nonna e mamma

Quando diamo alla luce un bambino si trasforma anche, inevitabilmente, il rapporto che abbiamo con nostra madre. Improvvisamente non siamo più “solo” figlie: a nostra volta abbiamo messo al mondo una persona che, per il momento, dipende al 100% dai noi.

Come nostra madre entra in gioco in tutto questo è una faccenda complessa: soprattutto in gravidanza, può esserci da parte nostra l’istinto a frequentare di più i nostri genitori, farci viziare e coccolare, come se fossimo a nostra volta tornate bambine. Ma quando nasce nostro figlio, possono anche scaturire tensioni e sentimenti negativi, nonché fraintendimenti nella gestione pratica se abbiamo la necessità di affidare loro il piccolo.

Quanto c'è di nostra madre nel nostro essere madri?
  • In gravidanza, è meglio parlare chiaro

Vorremmo che nostra madre si rendesse disponibile a tenere il bambino, magari a tempo pieno quando rientriamo al lavoro, o solo qualche ora ogni tanto? O ancora vogliamo invece prenderci un po’ di tempo per godere l’intimità con il piccolo senza interferenze? Qualunque siano i nostri desideri, le nostre necessità o aspettative è meglio chiarirle prima, parlando con onestà e chiarezza e avendo un confronto con lei.

  • Coinvolgerla

Il fatto che dopo il parto, come qualsiasi donna nella nostra situazione, sentiamo il bisogno di un po’ di tranquillità, non significa che la stiamo escludendo: c’è già passata e sa cosa significa, ma in questi casi, forse è meglio una parola di più che una di meno. Cerchiamo di trovare il tempo almeno per telefonarle e farle sapere come va, perchè sicuramente sarà preoccupata per il nostro stato di salute dopo il parto.

  • Non buttarla sulla competizione

E’ davvero lei che “critica” in continuazione il nostro operato, facendoci sentire inadeguate solo perché comprensibilmente inesperte, o forse siamo noi un po’ insicure e ipersensibili sull’argomento, pronte a scattare alla minima osservazione? Può darsi che davvero nostra madre parli solo a fin di bene, magari perché lei a suo tempo non ha avuto nessuno accanto e ne ha sentito disperatamente il bisogno. Viceversa, se invece sta tirando un po’ troppo la corda, è bene farglielo notare con gentilezza e fermezza. Se stare insieme e collaborare per la gestione del bambino non è più un piacere reciproco, ma l'atmosfera è carica di tensione e nervosismo, entrambe abbiamo solo da perderci.

  • Essere chiare sulle regole

Rispetto a quando lei è diventata madre, oggi c’è molta più informazione. Le regole in fatto di sicurezza sono più scrupolose, si conoscono i danni di cibi, atteggiamenti, strumenti di gioco etc. che prima venivano utilizzati abitualmente con i bambini. Per nostra madre magari è del tutto normale rifarsi a quello che si diceva ai suoi tempi, ma ora le cose sono cambiate. Senza umiliarla, è bene far presente quali sono le nostre regole che devono essere rispettate con il bambino, spiegando il perché ed essendo disposte ad ascoltare eventuali obiezioni. La nostra è una collaborazione. Può darsi che nostra madre ci faccia cambiare idea su qualcuna delle nostre opinioni. Ma in caso contrario, l’ultima parola riguardo al bambino deve essere la nostra.

  • Essere flessibili

Un’altra persona non può trasformarsi in noi e fare le cose esattamente come le facciamo noi. Quando impartiamo le regole, badiamo che siano sulle cose importanti, circa sicurezza, salute, alimentazione etc. Per tutto il resto, cerchiamo di essere elastiche e mettiamoci nei panni di una donna non più giovanissima e un po’ arrugginita in fatto di bambini, che è qui solo per rimboccarsi le maniche e aiutarci.

  • Essere disponibili

Non è scritto da nessuna parte che nostra madre debba immolare la sua intera esistenza alla “nonnitudine”. Cerchiamo di essere disponibili nel spiegarle e mostrarle come vogliamo vengano fatte le cose, e quando abbiamo bisogno di affidarle il bambino e assentarci, facciamoglielo sapere per tempo mettendo in conto che lei potrebbe essere a sua volta impegnata. Probabilmente aveva una vita prima di diventare nonna, una vita in cui ci frequentavamo in maniera molto più saltuaria mentre talvolta, diventate mamme tendiamo a dare un pochino per scontato che all'improvviso molli tutto per noi.

  • Divertirci

Se nostra madre ci aiuta con il bambino neonato, dopo il parto, nel periodo clou delle notti insonni e dell’allattamento, qualche momento di tensione è quasi inevitabile. Noi siamo esauste, spaesate e dobbiamo ancora prendere le misure di ogni cosa, e lei fatica a reggere il passo. Tutto normale. Ma avere una persona accanto, soprattutto se il papà del bambino lavora fino a sera, è una cosa bellissima, una risorsa senza pari. Non appena iniziamo a riprendere le forze, impariamo a godere del tempo passato insieme con il bambino: è un periodo meraviglioso e unico, e un giorno, forse, ci ripenseremo con nostalgia.

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