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Chi può aiutarci (e come) quando diventiamo mamme

La famiglia, gli amici, gli aiuti: ecco chi può aiutare le mamme. Per non lasciarle sole

di Laura Losito

Reputiamoci davvero fortunate se, oltre ad avere avuto un bambino, abbiamo intorno una o più persone che chiedono cosa possono fare per darci una mano. Anche se siamo tra quelle che ce l'hanno sempre fatta da sole, non trascuriamo queste offerte d'aiuto: stavolta possono rivelarsi una risorsa di valore inestimabile durante le prime settimane di maternità. L'importante è saper gestire queste proposte di collaborazione, e, con tatto e apprezzamento, "guidare" amici e familiari affinché il loro apporto diventi davvero ciò di cui abbiamo bisogno.

Un'amica
Tutti parlano di come le prime settimane di maternità siano frenetiche ed estenuanti, ma pochi invece raccontano del senso di reclusione e isolamento che a volte ci attanaglia in questi frangenti (LEGGI). E' qui che la presenza di un'amica si fa davvero importante: una persona che non sbirci con occhio critico la confusione che abbiamo in casa o che non giudichi mentalmente il nostro aspetto stanco e trasandato, ma anche capace di sopportare che il racconto del suo ultimo flirt sia continuamente interrotto da poppate e cambi di pannolino. Credetemi, in certi momenti un pomeriggio di pettegolezzi è come una boccata d'aria fresca!


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La mamma
Se abbiamo un rapporto buono, o quantomeno decente, con nostra madre, questo può fare la differenza tra un tour-de-force estenuante e un'esperienza a tratti difficile ma non distruttiva (LEGGI). La mamma è l'unica che possiamo accogliere in casa dicendo senza mezzi termini: "Bene, sei arrivata, io vado a dormire, non svegliarmi a meno che non si tratti di incendi o altre gravi calamità." O anche: "Sono tre giorni che non ho tempo di lavare i piatti: puoi farlo tu?" o ancora scoppiarle a piangere in faccia perché in quel momento siamo certe di essere le peggiori madri mai nate.

Il padre o il suocero
La maggior parte delle volte il padre o il suocero danno il meglio se si affida loro un compito specifico, come montare il lettino per il bambino, lavarci la macchina o anche (perché no?) andare a fare la spesa. Ciò non toglie che molti nonni si rivelino anche ottimi baby sitter.



La suocera
Nei primi giorni della maternità è probabile che il rapporto con la suocera (LEGGI) cambi più o meno radicalmente: o inizieremo ad odiarla con tutto il cuore, oppure metteremo da parte le nostre precedenti divergenze perché si rivelerà anche lei un aiuto importante. Se rientriamo nella seconda categoria, il segreto è coinvolgerla, chiedendo consigli, condividendo momenti e pensieri, permettendole di far parte di questo periodo unico e prezioso.

Un conoscente/vicino
Se un conoscente si offre di aiutarci, è probabile che voglia farlo davvero. Tuttavia, se non c'è troppa confidenza, è bene essere cauti e non approfittare troppo della sua disponibilità. Ad esempio, se sta andando a fare la spesa e ci chiede se ci serve qualcosa possiamo accettare senza problemi, così come se si presenta a casa nostra con una teglia di cibo già pronto offerto spontaneamente. Non siamo timidi ma restiamo entro limiti ragionevoli.


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Un fratello/sorella o cognato/a

Anche con gli zii si può essere diretti e chiedere favori specifici, come di farci una commissione, ma senza esagerare (LEGGI). Se hanno già una loro famiglia, è probabile che siano parecchio indaffarati, forse ancor più di noi. E, se non ce l'hanno, può darsi che, per quanto emozionante, la nascita di un nipote non sia l'unico pensiero che occupa le loro menti.

Un amico o parente a distanza
Chiaramente non potranno fare molto concretamente per aiutarci, ma non trascuriamo l'apporto alla nostra vita sociale che potranno dare mezzi come Skype e iChat. Li faremo sentire coinvolti nel lieto evento e noi guadagneremo in termini di distrazioni e svago.
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