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I modi più tipici dei bambini per rovinarci il weekend

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Dopo una settimana faticosa vorremmo goderci un po' di relax, ma puntualmente i bambini sono pronti per rovinarci il weekend

Il weekend con i bambini

I bambini piccoli sono meravigliosi e divertenti: in teoria trascorrere un weekend in loro compagnia è un bene assoluto, soprattutto dopo una settimana estenuante e affannosa, in cui abbiamo avuto poco tempo per stare in famiglia, e necessitiamo di un po’ di pace e relax. Appunto.

  • Si svegliano alle 6

Uno dei momenti migliori dei weekend pre-bambini era indubbiamente alzarsi tardi, tardissimo: le 9 erano il minimo sindacale, ma dopo nottate brave si tirava anche fino a mezzogiorno. Ora il sabato mattina la sveglia per tutti è alle ore sei. Il brutto è che la sera prima abbiamo fatto più tardi del solito per vedere un film ("E' venerdì sera, dopotutto").

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  • Si svegliano con mille necessità

"Posso avere una caramella?" "Posso guardare i cartoni?" "Dove sono le mie scarpe rosse di quando ero piccola?" Alle 6:20 hai già detto diverse decine di “no” e hai sentito la parola “mamma” altrettante volte. Alle 6:25 sei ufficialmente esausta. Si può odiare così tanto la parola “mamma”? Sì, si può.

  • Si dimenticheranno di non avere più il pannolino

A voler vedere il bicchiere mezzo pieno, il fatto che si/ci sveglino alle sei consente di programmare una bella gita tutti insieme. Appena sveglie, con giusto una manciata di ore di sonno alle spalle, ci ritroviamo a dover preparare un paio di bambini più le tonnellate di roba necessaria alla loro gestione fuori porta. E non appena siamo tutti pronti ad uscire con scarpe e cappotti… ecco che un inequivocabile odore di morte raggiunge le nostre narici. (Poteva andare peggio: poteva succedere in auto.)

  • Improvvisamente odiano la babysitter

Mettiamo il caso che questo sia un weekend davvero speciale, in quanto cade un compleanno o un anniversario che per una volta vogliamo festeggiare senza bambini, motivo per cui abbiamo chiamato una baby sitter, un’amica o i nonni. Bene, è precisamente questa la sera in cui i nostri figli, per ragioni imperscrutabili, non vorranno restare con nonni per nessun motivo. Si metteranno a urlare, piangere e supplicarci di non lasciarli. Li lasceremo, ma ci sentiremo madri orribili per tutta la sera, motivo per cui ordineremo un’altra bottiglia di vino per poi accorgerci, svegliandoci il giorno dopo con un mal di testa da antologia, che non abbiamo più l’età.

  • Si ammaleranno

Nonostante non ci sono dati scientifici a sostegno, è un dato di fatto: i bambini si ammalano sempre il venerdì sera. E come tutti sanno, meglio i lavori forzati che stare tappate in casa con un bambino malato e bisognoso.

  • Troveranno i pennarelli indelebili

E li useranno. Ogni bambino ha il fiuto innato per trovare l’unico pennarello indelebile che conserviamo in un luogo top-secret. E approfittando del weekend e della nostra comprensibile voglia di stazionare sul divano più di 30 secondi di fila, lo userà. Dunque, quando siete sul divano da più di 30 secondi, chiedetevi perché, e aspettatevi il peggio.

  • Il vestitino della domenica è “cacca”

Mai comprare un vestitino bello da mettere la domenica. I bambini, e soprattutto le femmine, lo adoreranno e lo indosseranno senza sosta per giocare in casa, magari imbrattandolo con pennarelli o altri materiali di dubbia provenienza. Ma quando arriverà il momento di uscire agghidate per un pranzo di parenti o una comunione, improvvisamente il vestito è "cacca", e vogliono indossare a tutti i costi la tuta da ginnastica ormai in decomposizione.

  • Causeranno terribili liti familiari

L’inizio tipico del weekend è che ti svegli, prepari la colazione per tutti, lavi te stessa, i bambini, le tazze, procedi con la vestizione e nel frattempo magari fai anche una lavatrice e aggiorni la lista della spesa. Siete tutti pronti, e i bambini iniziano a litigare, segno inequivocabile che è proprio ora di uscire, e vi ritrovate ad aspettare il padre di famiglia, che circa venti muniti fa è trasmigrato dalla poltrona al bagno, gli occhi sempre inchiodati allo smartphone. Eh certo, è sabato. Per lui.

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