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Non voglio allattare!

Cosa fare quando l’allattamento non è così idilliaco come ci era stato proposto

Biberon senza bisfenolo A

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    Biberon
    Redazione PianetaMamma 21 settembre 2012
    Probabilmente molte mamme storceranno il naso non appena leggeranno questo articolo, perché si sa, il latte materno è considerato il miglior alimento che un neonato possa ricevere, eppure ci sono mamme che pur non facendolo notare vivono questo momento con profonda frustrazione. Quando una donna si scopre incinta inevitabilmente inizia a pensare a come sarà una volta che il bimbo verrà alla luce, come dovrà comportarsi, che stile educativo deciderà adottare, se preferirà abituarlo a stare nella carrozzina o vorrà applicare il co-sleeping (LEGGI), se vorrà usare i pannolini lavabili o gli usa e getta e via discorrendo.



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    Tra tutte queste domande che la futura mamma va ponendosi trova spazio anche la fatidica “Lo allatterò al seno?”. Su quest’argomento è molto difficile che una donna abbia a disposizione dei buoni parametri per giungere ad una decisione in totale autonomia, chiunque, dalla ginecologa, all’ostetrica del corso pre-parto, perfino la vicina di casa, tendono a porre sempre e solo l’attenzione su quando importante sia l’allattamento al seno, sulle caratteristiche che il latte materno ha rispetto al comunissimo latte formulato (LEGGI), quali sono i vantaggi che un neonato può trarre dal costante scambio natutritivo-affettivo con la madre. In tutti questi discorsi, che sfumano nelle tonalità del rosa, non si cerca mai di porre la madre al centro del discorso, ci si dimentica troppo spesso che sarà lei, non l’ostetrica o la puericultrice, a doversi occupare del neonato una volta uscita dall’ospedale e che va salvaguardata non solo la salute del neonato, ma anche quella della donna.

    Se si guardano le direttive OMS è ovvio che l’allattamento al seno (LEGGI) può apparire come il solo alimento idoneo ad un bimbo, quindi tutte le madri che per motivi fisiologici o psicologici devono ricorrere all’artificiale, vengono poco galantemente ritenute, è brutto dirlo, come “madri di serie B”, perché come dice la Leche League “Tutte le donne possono allattare, basta volerlo”.







    Il punto focale è proprio questo, secondo la mentalità del momento tutte le neo mamme devono voler allattare e se non ci riescono, se il latte non arriva, o ce n’è poco, se hanno i capezzoli introflessi o sanguinanti, la colpa è la loro, sono loro che stanno sbagliando ad attaccare il bimbo al seno, che non insistono abbastanza, che non stimolano correttamente i capezzoli per favorire la montata lattea, sono loro che sbagliano e farsi prendere dallo sconforto finendo per proporre il biberon. Va però ricordato che una donna, nei primi mesi dopo il parto è già abbastanza provata di suo, tra ritmi che si sballano, le perdite del post parto o i punti del cesareo che possono continuare a dare fastidio, il baby blues (LEGGI) che bussa alla porta, trovo che aggiungere ulteriori “sensi di colpa” sia semplicemente deleterio e non aiuta a recuperare forse ed energie utili a mantenere saldo il menage familiare.

    Se l’allattamento funziona bene, il bimbo mangia di gusto, cresce bene e la mamma si sente felice nel poterlo attaccare, allora ben venga, ma nel momento in cui la madre non si sente più in grado di proseguire, deve avere la possibilità di smettere. Non si tratta solo di recarsi in farmacia e comprare una scatola di latte formulato, ma di poterlo fare senza avere i commenti di marito, suocere, puericultrici che vedono la ricorsa all’artificiale come una resa, come se la mamma non pensasse al bene del bambino. Quante volte la frase “Ma lo fai per tuo figlio!” è giunta alle nostre orecchie? Magari da un uomo che non sa cosa voglia dire avere i capezzoli doloranti, le ragadi (LEGGI), la pressione bassa che ti provoca continui giramenti di testa.



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    L’allattamento al seno, inevitabilmente ha moltissimi sostenitori: è comodo, pratico, sempre pronto, è adatto ad ogni età perché il nostro corpo modifica il latte a seconda delle necessità alimentari dei nostri piccolini. Un bimbo che succhia al seno viene presentato come più tranquillo, più legato alla mamma, più resistente alle malattie perché trae preziosi anticorpi durante la suzione. Oltre a questo esistono dei benefici per la mamma non trascurabili, come un minor tasso di incidenza dei tumori al seno (LEGGI) in quelle donne che hanno allattato, oppure una più facile ripresa della linea, una copertura contraccettiva discreta nei periodi di allattamento esclusivo. Già per questi motivi, se una madre sta bene, è ovvio che prediliga il seno al biberon, anzi, ci sono madri che si tirano il latte e lo congelano in modo che il proprio bimbo, possa essere nutrito anche quando lei non è presente (LEGGI). I professionisti del settore tendono poi ad enfatizzare il legame affettivo che, secondo loro, va istaurandosi tra madre e bambino proprio durante il momento della pappa, un momento intimo, speciale, unico, così vanno descrivendolo. Ma è proprio così vero?

    Per alcune donne il momento dell’allattamento (LEGGI) diventa il periodo più buio della giornata, vuoi perché il bimbo mangia costantemente, quindi ci si trova con il seno al vento ogni 2 ore, vuoi perché si hanno le ragadi o i capezzoli introflessi e si è costrette ad allattare sempre e solo con i paracapezzoli, vuoi perché il bimbo è molto lento e quindi ciuccia anche per 40 minuti più volte al giorno impedendo di compiere tutte le attività domestiche che ci era preposte, vuoi perchè la mamma non può prendere antibiotici, non può mettersi a dieta (LEGGI), non può uscire di casa senza il pupo a meno che non si sia precedentemente tirata il latte. I motivi possono essere svariati, ma la conclusione è la medesima: stress che va aumentando, non solo si deve badare al piccolo tutto il giorno, non solo non si dorme di notte, ma si deve anche provare dolore mentre questi mangia. Questo senso di frustrazione, che ripercussioni può avere sulla madre e sul bambino?

    Se è già presente una lieve forma di baby blues (LEGGI), è possibile che un allattamento difficile possa acuirne i sintomi, soprattutto se la madre deve sbrigare da sola faccende domestiche, cura del neonato, piccoli lavoretti, senza poter contare sull’aiuto di un parente o del marito che è fuori per lavoro. La mamma ha bisogno di essere serena, di riposare ed alimentarsi adeguatamente, tutte cose che difficilmente un neonato ti permette di fare. E’ vero, ci sono bimbi buonissimi che già dopo poche settimane regolarizzano i pasti e le poppate notturne, bimbi che stanno calmi nella loro culla, ma se invece il vostro è un piccola Attila che succede?



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    In questi momenti è molto importante la figura del papà (LEGGI), che deve sostenere le scelte della compagna, se quest’ultima inizia a capire che l’allattamento la sta esaurendo, se si rende conto che invece di unirla al suo bimbo la porta a mal sopportare la sua vita da neomamma, è giusto che si passi ad un tipo di alimentazione diversa (LEGGI), o si inizi con qualche aggiunta, così da sollevare almeno per qualche ora la madre del suo impegno, delegando al papà la nutrizione del piccolo, oppure optando per un’alimentazione esclusiva con il latte artificiale. Una mamma per potersi prendere cura del proprio cucciolo in modo completo ha bisogno di sentirsi in forma, ha bisogno di apprezzare ogni attimo che passa con il suo cucciolo, quindi, come qualcuno più saggio di me ha evidenziato “Meglio un biberon offerto con amore da una mamma serena, piuttosto che un seno offerto con rabbia da una madre sull’orlo di una crisi di nervi”.

    Non è il seno in se a creare il legame affettivo tra mamma e bambino, la tetta è solo il mezzo tramite cui il bimbo viene alimentato, ma è il gioco di sguardi, di sorrisini, di parole affettuose e di piccole coccole che la mamma (o il papà) va dispensando mentre il bimbo succhia il latte, tutti gesti che si possono compiere benissimo anche proponendo una boccetta di latte artificiale invece che il seno. Una madre serena rende il bimbo più sereno, questo è il concetto fondamentale che andrebbe mostrato ad ogni partoriente.

    Chiara Zambelli


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    Commenti

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    Annalisa Puppulin giovedì, 23 maggio 2013

    mamme, dovete credere in voi!

    Non ho parole per questo articolo e come è stato formulato per esaltare l'allattamento artificiale. Anzi, le ho eccome le parole!!! Come sempre è preferibile scegliere la via più facile per risolvere i problemi, anche nel caso dell'allattamento. Invece di evidenziare il fatto che spesso le neomamme sono lasciate un pò da sole dopo il parto ad affrontare la cura del neonato con tutto quello che comporta e che quindi dovrebbe essere il compagno e tutto l'ambiente circostante a mobilitarsi per rendere più facile la vita della mamma che deve entrare in sintonia con questo nuovo essere vivente, si fa prima a suggerire di passare all'alternativa più comoda, un bel biberon dato da chiunque e non ne parliamo più!! Io penso innanzitutto che una donna che sta per mettere al mondo un bambino ha il dovere di informarsi su quanto è necessario per garantire al nascituro il meglio in assoluto, soprattutto in fatto di nutrizione, prima ancora che nasca, e diciamocelo... le fonti a cui attingere non mancano di certo!! Per non parlare delle consulenti dell'allattamento della Leache League o dell'IBCL alle quali ci si può rivolgere in caso di bisogno. Sono convinta di una cosa, nella maggior parte dei casi alcune donne mollano la tetta o nemmento ci provano (leggi il commento di una donna che è in procinto di partorire ed ha già rinunciato a priori) per una sorta di "ansia da prestazione", sono convinte che non ce la faranno, e torniamo sempre al discorso informazione; è l'ignoranza che porta insicurezza nelle proprie risorse e capacità e la mancanza di sostegno completa l'opera. E poi diciamocelo: c'è anche una larga fetta di mamme "comode", che per il loro figlio sono disposte a spendersi ma solo "fin lì", poi viene la loro vita, la loro libertà, la loro indipendenza etc. etc. e non sono disposte a scendere a compromessi perchè non sopportano la dipendenza del bambino da loro (ne conosco parecchie così). Sarò un pò drastica, ma questo articolo mi ha dato molto molto fastidio perchè affronta un argomento così importante e delicato con una superficialità allucinante!

    n° 17
    Farfaline domenica, 25 agosto 2013

    R: mamme, dovete credere in voi!

    Secondo invece pecca di superficialità chi giudica senza neancge provare ad analizzare nel profondo le scelte di ciascuna madre...

    Franschine giovedì, 23 maggio 2013

    Tanti luoghi comuni e opinioni opinabili

    ma di sicuro anche cose false; NON E' VERO CHE ALLATTANDO NON SI POSSONO PRENDERE ANTIBIOTICI. L'amoxicillina ad esempio è perfettamente compatibile. Al di là del tono discutibile dell'articolo, ALMENO non diffondere bugie!!

    n° 16
    loredana martedì, 30 aprile 2013

    ma avete riletto prima di pubblicare?

    ma perché queste donne che trovano così noioso e "buio" l'allattamento e non vedono l'ora di delegare la cura del piccolo a qualcun altro hanno deciso di avere un figlio? Sono masochiste? E' evidente che non erano pronte a questa eventualità!la depressione post parto si cura con l'allattamento, le ragadi passano (ma che se hai mal di pancia, decidi di non mangiare più?) e che tutti decantino le virtù del latte materno mi sembra ancora un'utopia (purtroppo!) perché c'è ancora troppa ignoranza sull'argomento e questo post ne é la dimostrazione!

    n° 15
    Farfaline domenica, 25 agosto 2013

    R: ma avete riletto prima di pubblicare?

    Concordo, c'è molta ignoranza! L'ignoranza delle persone che continuano a non rispettare la libertà di scelta delle persone!

    unamammafelice lunedì, 25 febbraio 2013

    mi sono proprio scocciata

    sto per partorire e sto sofferto tantissimo perchè tanta gente mi attacca (amici e parenti) quando dico che non vorrei allattare.
    anche se so che è un alimento completo per un neonato, il disagio che provo al solo pensiero o nel vedere una mamma che allatta al seno, mi ha dato la certezza che per me e il mio piccolo non sia la scelta migliore.
    voglio essere la mamma migliore che posso per lui, quindi ho bisogno di serenità, non di stress, rabbia e frustrazione per una cosa che sono obbligata a fare ma che detesto.
    secondo me non è indispensabile l'allattamento al seno, con il latte artificiale non priverò certo mio figlio del nutrimento, potrò riprendere più velocemente la mia vita in mano visto anche che non posso permettermi di stare a casa più di tre mesi (i soldi non basterebbero ahimè), potrò assentarmi un'ora con tranquillità senza aver furia di tornare perchè è l'ora della poppata e il babbo potrà partecipare.
    Anche se mangerà col biberon, al mio bambino non mancheranno amore, comprensione e attenzione.
    sono talmente stanca di sentirmi dire che sbaglio e di essere attaccata!
    pensate di essere mamme migliori di noi che allattiamo col biberon? va bene, allora voi siete delle super mamme, e noi mamme di serie B; ma ricordatevi, mai essere troppo sicuri della propria superiorità.
    parlo per me, ma a volte fa bene essere un po' meno sicuri di noi stessi, perchè ci porta a riflettere ed a vagliare strade ed esperienze alternative. quindi non è detto che un bimbo allattato al seno cresca meglio di uno nutrito con latte artificiale. dove sta scritto sennò???
    ogni mamma ha un proprio istinto ed è giusto che lo segua: per me è allucinante vedere bambini di due anni e più ancora attaccati al seno quando possono già bere e mangiare tutto.
    per voi è impensabile negargli la poppa. Benissimo! la differenza è (e parlo per me) che io non attacco nessuno che non la pensa come me, me lo tengo per me e, al limite, se interpellata, dico la mia tranquillamente, voi (un voi generico) invece attaccate e fate salire dei sensi di colpa ingiusti e non necessari.
    pensate ai vostri pupi e lasciateci libere di vivere la maternità nel modo più sereno possibile!

    n° 14
    Tatiana martedì, 6 agosto 2013

    R: mi sono proprio scocciata

    Sono perfettamente d'accordo con te e anche io farò la stessa cosa!!

    Futura mamma bis mercoledì, 31 luglio 2013

    R: mi sono proprio scocciata

    Concordo pienamente!!!brava!

    Annalisa Puppulin giovedì, 23 maggio 2013

    R: mi sono proprio scocciata

    Leggi il mio commento qui sopra e comunque... non è possibile che una donna che sta per partorire rifiuti a priori l'allattamento al seno senza neanche averci provato!! c'è qualcosa che non quadra e sono convinta che il problema sta nella mancanza di informazione, soprattutto in merito ai pericoli legati al consumo del latte artficiale; e poi alla paura di non essere in grado di farcela. E non si tratta di sentirsi superiori o mamme di serie A, il fastidio che ho provato nel leggere il tuo commento sta nella tua superficialità nel trattare un aspetto importantissimo nella vita di un bambino, sia dal punto di vista nutrizionale che dal punto di vista psicologico.

    loredana martedì, 30 aprile 2013

    R: mi sono proprio scocciata

    se vi sentite in colpa, evidentemente sapete in cuor vostro che non avete fatto la scelta migliore possibili... Rifletteteci su! Anche le tettofile vengono attaccate...ma non si sentono in colpa!

    Antonella sabato, 6 ottobre 2012

    Viva la libertà!!!

    Ritengo che non siano giuste le campagne "fondamentaliste" sull'allattamento al seno (così come quelle ad esclusivo sostegno del parto naturale vs cesareo) perchè potrebbero far sentire le donne che non possono o non voglio allattare in tal modo come mamme di serie b (come se già il solo fatto di dover tornare al lavoro, non costituisca di per sè una fonte di grandi sensi di colpa!!!). L'amore di una mamma si valuta con il tempo trascorso con il bimbo e con le amorevoli cure che gli dedica.

    n° 13
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