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Aborto: a decidere è solo la donna?

Nel forum di Pianetamamma una nostra utente si interroga sulla possibilità che un partner non sia d'accordo sull'eventuale scelta di abortire della propria donna. Che si fa in questi casi? Chi ha ragione?

abortionNel forum di Pianetamamma una nostra utente si interroga sulla possibilità che un partner non sia d'accordo sull'eventuale scelta di abortire della propria donna. Che si fa in questi casi? Chi ha ragione?
Zamby88
, un'utente della nostra community, si chiede: Ragazze mi è venuto un dubbio....un'amica (33 anni) è incinta, ma vorrebbe abortire, il compagno si è opposto e dice che si rivolgerà ad un giudice....Chi ha ragione? Può un futuro padre fare si che la donna non abortisca, ma porti avanti la gravidanza? Così lei solo in seguito al parto potrà decidere di non riconoscere il bambino che verrà registrato solo a nome del padre"
      
Mila risponde: Dal mio punto di vista sono importanti le motivazioni che spingono la donna ad abortire anche,perchè sarà Lei a portare avanti la gravidanza e questo non è di poca importanza.....capisco che il compagno voglia poter decidere anche Lui : il figlio è stato concepito da entrambi ,ma non penso che da un punto di vista legale si possa obbligare una donna a far nascere il bambino se è ancora nei tempi tecnici per poter abortire.....comunque è un dilemma molto triste : pensare che c'è un piccolo chiamato alla vita che non potrà nascere speriamo ci ripensi.....Ciao

Fa eco ancora un'altra utente, Ste: Speriamo davvero ci ripensi,se solo immaginasse il dolore che provano le ragazze come me e come le altre a non restare mai incinte dopo tanto tempo...magari lei a solo paura dei cambiamenti,forse ha bisogno di essere un po' rassicurata.....comunque se lei decide di abortire puo' farlo, perche' e' la donna che decide



Nel 2006 si parlò molto di questo a causa di un fatto di cronaca: una donna ha diritto di interrompere la sua gravidanza entro i primi 90 giorni senza che il padre del concepito possa intervenire sulla decisione. La sentenza fu emessa dal tribunale di Monza, che diede torto a un marito che, dopo l'aborto deciso dalla moglie senza consultarlo, aveva chiesto la separazione per colpa della donna e il risarcimento dei danni. Ciò che l'uomo chiedeva fosse riconosciuto dalla legge era il suo diritto alla paternità, che avrebbe imposto alla donna, a suo parere, di dover tenere conto delle sue ragioni eventualmente contrarie.
La sentenza, rifacendosi a una sentenza della Cassazione del novembre '98, individua nella donna l'unica titolare del diritto di interrompere una gravidanza, ritenendo di alcun peso la volontà del marito o del padre naturale in questione. Ecco quindi che di fronte a una decisione di aborto non condivisa, il marito potrà chiedere la separazione ma non potrà pretendere che la responsabilità di questa sia attribuita alla moglie in virtù dell'esercizio di un diritto concessole dalla legge


Cosa dice la legge in materia? Norme per la tutela sociale della maternità e sull'interruzione volontaria della gravidanza. Legge 194/78

 

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